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Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 11

LA DETERMINAZIONE DEL TEMPO DI ESPOSIZIONE

Oggi parliamo di come determinare il tempo di esposizione, di solito si possono utilizzare due metodi, entrambi efficaci: ricorrere ad un esposimetro da stampa oppure effettuare un provino a scalare.Io inizialmente effettuavo i provini a scalare, successivamente sono passata all’esposimetro da stampa.

Vi mostrerò entrambi i metodi, partendo dall’esposimetro da stampa.

Esposimetro da stampa

Esposimetro da stampa

Osservate l’immagine.

Un esposimetro da stampa è costituito da un foglio di plastica trasparente, di dimensioni 12×15 cm circa, sul quale è stampato un cerchio suddiviso in settori circolari di colorazione grigia differente, molto intensa i primi, sempre più lieve gli ultimi (più la colorazione è intensa, meno luce filtra e viceversa). All’interno di ogni settore circolare è presente un ulteriore circoletto contenente un numero in ordine crescente. Questo numero indica il numero di secondi per i quali bisognerà esporre nel caso si scegliesse lo spicchio di stampa relativo proprio a quel settore circolare.

Premesse: io utilizzo usualmente carta a contrasto variabile anzichè a contrasto fisso, quindi è necessario l’utilizzo di filtri di contrasto (vedi quì) ed un ingranditore dotato di timer.

Le diverse posizioni dell' interuttore

Le diverse posizioni dell’ interuttore

La finestrella col numero indica il numero dei secondi per i quali si è deciso di esporre.

La manopolina a sinistra serve per regolare le decine, quella a destra per regolare le unità.

L’interruttore è munito di levetta posizionabile su tre posizioni:

  • OFF – ingranditore spento
  • FOCUS – ingranditore acceso
  • STAND BY – ingranditore in stand by da avviare col tasto START

Ora vi elenco le operazioni che compio dopo aver inquadrato l’immagine (come descritto qui)

La luce ovviamente è spenta, è accesa solo la lampadina di sicurezza.

L’ingranditore è acceso, quindi la levetta è posizionata su FOCUS, con filtro di sicurezza posizionato perfettamente al di sotto dell’obiettivo per non far prendere luce alla carta.

  • Inserisco nel cassetto portafiltri un filtro di contrasto medio, ad esempio 3. Se non fossi soddisfatta del livello di contrasto ottenuto, potrei sempre andare ad agire su di esso successivamente cambiando filtro di contrasto, aumentandolo o diminuendolo.
  • Apro la confezione di carta preparata precedentemente e della dimensione più adeguata ( nel mio caso 12×15 cm circa essendo questa la dimensione dell’esposimetro ), estraggo il foglio utilizzando tutte le precauzioni elencate e lo posiziono su una porzione significativa dell’inquadratura.
  • Posiziono l’esposimetro da stampa sul foglio.
  • Imposto il timer su 60 secondi di esposizione mediante le due manopoline.
  • Chiudo l’obiettivo ad un diaframma intermedio, F8 o F11.
  • Abbasso la levetta dell’interruttore su STAND BY.
  • Sposto il filtro di sicurezza dall’obiettivo.
  • Premo il pulsante START per avviare l’esposizione.

Il termine dell’esposizione è indicato oltre che dallo spegnimento della lampada, da un segnale acustico.

  • Sviluppo, arresto, fisso, lavo ed asciugo il provino ( tutte queste operazioni saranno trattate nei prossimi articoli ).
  • Valuto il mio provino. Il settore circolare che più si avvicina all’idea che avevo in mente è quello da prendere in considerazione per l’esposizione vera e propria.

    il provino a contatto

    il provino a contatto

Osservate questo provino.

L’immagine sembrerebbe accettabile nei settori circolari esposti per 24 o 32 secondi; al di sotto ed al di sopra scompaiono i dettagli.

Imposterò quindi 24 secondi come tempo di esposizione di partenza per la mia stampa e man mano, in base ai risultati ottenuti, effettuerò le correzioni che riterrò necessarie.

NOTA: APRIRE IL DIAFRAMMA ALLA MASSIMA APERTURA SIGNIFICA IMPOSTARLO ALLA MINIMA F CONSENTITA DALL’OBIETTIVO (NELL’IMMAGINE F5.6), VICEVERSA CHIUDERLO AD UN DIAFRAMMA INTERMEDIO, IMPOSTARLO SU UNA F INTERMEDIA (NELL’IMMAGINE F11).

IN FASE DI STAMPA SI LAVORA SEMPRE A DIAFRAMMI INTERMEDI, f8 OPPURE f11, PER DUE MOTIVI:

  • SI OTTIMIZZA LA RESA DELL’OBIETTIVO
  • SI POSSONO SFRUTTARE TEMPI INTERMEDI, CIOE’ NON TROPPO BREVI NE’ TROPPO LUNGHI ( con vantaggi che vedremo più avanti, ad esempio quando si ricorre ad una “mascheratura” ).

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Nel prossimo articolo parleremo del provino a scalare, arrivederci a Martedì!