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Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 10

LA MANIPOLAZIONE DELLA CARTA DA STAMPA

Buongiorno a tutti!

Prima di procedere con la determinazione del tempo di esposizione, vorrei scrivere un breve post sulla manipolazione della carta da stampa in quanto sembra un’operazione banale, ma in realtà incide significativamente sulla resa della stampa finale.
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La carta da stampa, baritata o politenata, è tutta confezionata e conservata all’interno di buste plastiche nere a tenuta di luce, a loro volta inserite all’interno di buste o scatole in cartone.

Il primo imperativo è quello di aprire la confezione di carta da stampa solo ed esclusivamente alla luce delle lampadine di sicurezza ( rosse nella maggior parte dei casi, giallo-verde nella minoranza, ad ogni modo ogni peculiarità deve essere riportata sulla confezione ) della camera oscura.

si presenta così all' apertura

si presenta così all’ apertura

Voi ora penserete: << Bella scoperta! >>.

Vi garantisco che non è un’ovvietà.

Le prime volte specialmente, complici l’inesperienza ed in parte l’entusiasmo, viene istintivo agguantare la confezione ed estrarre la carta e solo a posteriori ci si rende conto che era accesa la luce principale.

Il risultato è, ovviamente, catastrofico.

I fogli di carta da stampa diventano inutilizzabili perchè, esposti alla luce, in fase di sviluppo, annerirebbero completamente.

Dunque…massima attenzione e procediamo coi prossimi accorgimenti!

I fogli di carta da stampa all’interno della busta plastica nera a tenuta di luce sono impilati tutti uno sopra l’altro presentando una caratteristica curvatura.
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L’emulsione sensibile si trova solo su una delle due facce del foglio, non su entrambe, solitamente la faccia incurvata ( ma non è vero in assoluto ).

Dovete prestare attenzione ad estrarre il foglio dalla confezione per non danneggiare l’emulsione.

Io vi consiglio di procedere come segue:

  • camera oscura, spegnete le luci principali, accendete le lampadine di sicurezza;
  • aprite la busta o la scatola in cartone della confezione;
  • prendete la busta plastica nera a tenuta di luce ed apritela;
  • inserite la punta della dita all’interno della busta;
  • individuate il primo foglio della pila e con la punta delle dita scostatelo dagli altri;
  • inserite il palmo della mano al di sotto della faccia inferiore ed estraetelo dalla busta con delicatezza.

Non afferrate i fogli coi polpastrelli, specie se umidi, in quanto rimarrebbero tutte le impronte visibili sulla stampa.

A questo punto vi sorgeranno spontanee delle domande: << Sarà questa la faccia del foglio rivestita dall’emulsione? O sarà l’altra? Come posso esser certo di aver individuato la faccia corretta?>>.

Non preoccupatevi! Tutto nella norma!

Per individuare visivamente la faccia del foglio ricoperta dall’emulsione si utilizza un trucchetto.

Si solleva delicatamente il foglio e lo si analizza alla fioca luce prodotta dalla lampadina di sicurezza, andando a valutare la lucentezza e l’opacità delle superfici. La superficie più lucente è quella rivestita dall’emulsione, quella più opaca è quella che ne è priva.

Ultimo inghippo!

Vi ho appena scritto che tutti i fogli di carta presentano una naturale curvatura. Il foglio però, per essere utilizzato, deve essere perfettamente piano, per non andare ad interferire con la messa a fuoco ( come vi avevo accennato nel precedente articolo).

Come procedere se non si dispone di una pressa per appianarlo?

Come vi ho mostrato in fotografia: muovete i lati del foglio avanti ed indietro tra i palmi delle mani nella direzione opposta alla naturale curvatura della carta. Il risultato è discreto ed il foglio rimarrà disteso sul basamento.

ecco qui il movimento da compiere

ecco qui il movimento da compiere

Ora sì che possiamo finalmente procedere con la determinazione del tempo di esposizione!