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Gioco perverso di Massimo Lugli – Recensione

Passare il Natale con una buona lettura è sempre piacevole. Oggi vi parlo di un romanzo che ho preso così di getto intrigato dalla copertina dalla quarta di copertina (uno dei vantaggi degli e-book è quello di poterli comprare anche il pomeriggio di Natale e leggerli subito)

Gioco Perverso

Gioco Perverso

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 521 KB
  • Lunghezza stampa: 414
  • Editore: Newton Compton Editori (20 novembre 2012)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B00AAPTB2S

Sinossi (da Amazon.it)

Un’indagine del cronista Marco Corvino

Una signora bellissima e molto ricca viene trovata morta nel suo studio.
La scena del crimine è quella di un gioco sadomaso: la donna sospesa al centro della stanza, strangolata, indossa biancheria sexy e una parrucca bionda, ed è legata mani e piedi con un lungo nastro di seta rossa.
La notizia arriva in esclusiva al cronista di nera Marco Corvino che, oltre a seguire le indagini u fficiali della polizia, inizia una sua inchiesta parallela sul mondo del sesso estremo. Corvino scopre, a poco a poco, un universo sommerso di pratiche sadomaso e perversioni erotiche portate all’eccesso, di cui ignorava completamente l’esistenza.
Nel frattempo, dopo essere stato interrogato, il partner della vittima viene riconosciuto colpevole e il caso viene considerato risolto. Ma Corvino non sembra convinto e le indagini proseguono. Le ricerche lo portano a scoprire che nel mondo delle pratiche bondage è coinvolta anche la malavita d’oltreoceano, che ha l’obiettivo di conquistare la piazza di spaccio locale inondando il mercato con una nuova droga, destinata a soppiantare lo smercio della cocaina.
Tra colpi di scena, omicidi, torture e giochi erotici, Massimo Lugli ci traghetta in un mondo torbido e ambiguo dove l’eccesso è la norma.

Giudizio

Iniziamo con il dire che il libro è scritto bene. Ed è anche impaginato in maniera professionale, cosa che di questi tempi non è così scontata. La storia parte come un giallo di quelli classici, ambientato nella rassicurante periferia italiana, il protagonista (un alter – ego dello scrittore) è ben caratterizzato. L’ intreccio c’è, anche se non particolarmente complesso, e c’ è anche un gusto di esotico e di trasgressione quando ci si attarda nelle delle descrizioni del mondo del BDSM.
Qualche battuta che strappa il sorriso serve a stemperare l’ infodump erotico che certe volte è un poco invadente.
L’ unica pecca è il finale, assolutamente appiccicato con lo sputo, frettoloso (dopo 400 pagine di libro si risolve tutto in tre paginette scarse) e abbastanza  improbabile.
Nel complesso un libro da consigliare, ho preso anche un altro titolo di questo autore che vi recensirò a breve, ma da rivedere sopratutto per le scene d’ azione che non sono proprio il punto di forza dello scrittore.
Potete scaricarlo subito da qui:

4 thoughts on “Gioco perverso di Massimo Lugli – Recensione

  1. “oltre a seguire le indagini u fficiali della polizia, inizia una sua inchiesta parallela sul mondo del sesso estremo. Corvino scopre, a poco a poco, un universo sommerso di pratiche sadomaso e perversioni erotiche portate all’eccesso, di cui ignorava completamente l’esistenza.” Oddio, mi sembra lo scopiazzo di un libro peraltro orrendo, il Maestro di Nodi di Carlotto.

  2. Non pare male.
    Credo di aver già letto un romanzo di Lugli; se è lui quello che ho in mente, non è male.

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