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Genesi di una copertina

Alcuni giorni or sono ho raccontato come una foto scartata da un servizio sia stata recuperata per creare un banner da inserire in un famoso blog. Oggi invece esaminiamo come questa foto sia stata il frutto di un percorso logico e consequenziale che dovrebbe essere la road – map di tutti i lavori svolti con professionalità.

Antefatto
Dovevo realizzare la copertina per completare il racconto ambientato a Genova che avevo da poco completato. (se lo vuoi leggere scaricalo qui)
Ho immaginato allora una foto che potesse rappresentare il contenuto del libro e che attirasse il lettore, perciò prendendo spunto dalle protagoniste ho cercato di dargli un volto.

Flusso di Lavoro
Per prima cosa ho cercato la modella, ricerca non semplice in questo caso perchè doveva anche possedere/guidare una moto, per fortuna che avevo già idea dove orientarmi.

Secondo ostacolo è stato quello di trovare una location adatta, non potendo spostarmi su di un circuito ho cercato nelle strade più periferiche una zona che non fosse trafficata. Ho trovato questa strada che conduceva ad una frazione nell’ entroterra, durante la durata dello shooting non si è vista una macchina.
Durante il sopralluogo ho cercato di osservare anche le condizioni di luce per poter programmare l’ ora migliore per gli scatti.
Stabilita la location e l’ ora migliore ho pensato al look. Ritornando alla descrizione del libro ho pensato ad una cosa semplice che però garantisse un certo grado di glamour.

Il giorno stabilito ho iniziato a scattare, sia con la moto in movimento che con la moto ferma cercando la maggior parte delle inquadrature verticali sapendo che l’ immagine finale sarebbe dovuta finire sulla copertina del libro.
La mia assistente con un pannello riflettente ammorbidiva le ombre mentre un flash cobra mi serviva per dare un punto di luce sul viso.

Alla fine della sessione ho iniziato il processo di revisione che mi ha portato a scegliere l’ immagine che mi sembrava ottimale.

Il passaggio in Photoshop (ora i guru mi prenderanno a calci viste le mie ridotte capacità elaborative) ha riguardato in primis il taglio dell’ immagine per eliminare gli elementi di disturbo, poi una piccola aggiustatina alla modella per conferirle un “lato b” perfetto (anche se il suo era già notevole). Per evitare problemi ho cambiato la targa al mezzo ed ho messo una cifra “esoterica”, viraggio in BN e bruciatura di parte dello sfondo per inserire le scritte.
Ovvio che se queste operazioni le avesse fatte un professionista il risultato sarebbe stato migliore ma, il budget non mi permetteva di assoldarne uno e quindi ho dovuto fare io.

Spero che questo vi serva per capire come per programmare uno scatto si debba partire dall’ avere ben presente il risultato che si vuole ottenere e quindi, risalire tutta la catena per organizzare lo scatto. Le buone foto difficilmente si scattano per caso, di solito sono frutto di una accurata programmazione di tutte le fasi. Parleremo ancora di questo.