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Fotografia e Trekking – Parte prima

Buongiorno, oggi parliamo di fotografia e trekking. Lo facciamo con la collaborazione di Gianluca Santini, curatore del blog specializzato in trekking ed escursionismo “Un passo alla volta”.

Per prima cosa cerchiamo di fare una distinzione netta su questo argomento.
Ci sono quelli che fanno trekking per raggiungere un determinata meta da fotografare e quelli che scattano fotografie durante i loro trekking.

I primo sono fotografi specializzati, appassionati di fotografia naturalistica o paesaggistica che non hanno bisogno di consigli a livello fotografico perché già iper-specializzati.

Per queste persone il trekking è finalizzato a raggiungere i luoghi da fotografare o per appostarsi nella caccia-fotografica.

La seconda categoria è quella degli appassionati di trekking che scattano fotografie durante le loro escursioni e vogliono ottenere qualche risultato che vada oltre alla foto ricordo.

Questi articoli sono destinati a loro.

Cosa serve a un escursionista (di Gianluca Santini)

In questo primo articolo si parlerà dei materiali e delle attrezzature da usare in escursione per fare le fotografie. Seguirà un secondo post in cui si tratteranno in maniera specifica le tipologie di foto da effettuare e i trucchi per riuscire a realizzarle al meglio.

Come escursionista utilizzo una macchina fotografica compatta, per ovvi motivi. Dato che si ha già del peso sulle spalle dovuto allo zaino, cercare di ridurre peso e ingombro è un’esigenza importante. Questa si fa inoltre sentire maggiormente durante un trekking di più giorni, rispetto a un’escursione giornaliera, perché lo zaino è di per sé più pesante.

Questo non toglie il fatto di aver visto altri escursionisti portarsi dietro macchine decisamente più professionali, come le Reflex. Tuttora mi chiedo come facciano a portarsi dietro un peso del genere, considerando già tutto il resto dell’equipaggiamento.

 

Per ridurre davvero il peso, si potrebbe anche optare per la fotocamera del proprio smartphone, se lo si possiede e se è sufficientemente potente. Ovviamente non è la stessa cosa dell’avere una macchina apposita, ma se quello che si ricerca è la riduzione del peso a tutti i costi, usare un solo strumento per più funzioni è la soluzione più rapida da attuare.

Tuttavia, a mio modesto parere, le compatte sono un ottimo compromesso. Io possiedo una Canon PowerShot A2500, e la porto sempre con me in montagna.

Un escursionista non bada, però, solo a peso e ingombro. Verosimilmente la macchina verrà tenuta sempre a portata di mano, pronta per catturare qualche panorama o dettaglio del paesaggio. Quindi o tracolla, se stiamo parlando di macchine più grandi, o in tasca, se magari stiamo utilizzando una compatta. A questo punto sorge il problema della protezione. Occorre proteggere adeguatamente lo strumento da due rischi fondamentali:

 

  1. Urti: se stiamo camminando, soprattutto in zone rocciose o che richiedono di utilizzare le mani per arrampicarci, può capitare di toccare sulle pareti, e la macchina potrebbe trovarsi proprio nel mezzo;
  2. Pioggia: se è lieve e quindi stiamo comunque usando la macchina per fare foto, occorre evitare che si bagni troppo, se invece è intensa e la macchina è riposta ad esempio in tasca, occorre che l’intensità dell’acqua non ci faccia preoccupare sulle sorti dell’elettronica all’interno della strumentazione.

Quindi alla macchina va affiancata una custodia degna di tale nome. Se è abbastanza facile proteggere dagli urti, grazie a custodie adatte proprio alle macchine compatte, è anche vero che tali custodie possono in qualche modo risultare scomode a portarsi.

Discorso più complicato per la protezione dall’acqua, che è quella a cui io personalmente sono più sensibile: dobbiamo davvero arrivare a riporre la macchina dentro lo zaino coperto dal copri-zaino quando piove, o c’è un modo per proteggerla anche senza doverla conservare del tutto?

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questa non portatela in montagna

I consigli del professionista (di Cristiano Pugno)

In primo luogo chiediamoci cosa serve agli appassionati di trekking.

Inizierei con una macchina leggera, perché ogni grammo in più sulle spalle si fa sentire, quindi dobbiamo orientarci verso macchine compatte oppure le nuove MirrorLens (ML). Scarterei a priori sia le reflex che le bridge perché ingombro e peso giocano a sfavore.
Se si sceglie una ML diciamo che un obbiettivo standard (35-50mm in formato pieno) è quello che ci garantisce la migliore versatilità e rapporto peso/prezzo/qualità.

In secondo luogo cosa può servire come accessorio?
Una volta il problema erano i rullini, che finivano subito, adesso con schede di memoria a 64 GB si ha lo spazio sufficiente per tutte le fotografie necessarie senza dover lesinare e al massimo una seconda scheda occupa pochissimo spazio.

Quindi vale la pena di fare lo spazio nello zaino per un minicavalletto che pesa poco e ci garantisce di fare foto nitide in tutte le condizioni (serve anche per gli autoscatti) e per un caricabatteria di emergenza o solare in modo avere sempre energia sufficiente per la nostra macchina fotografica o per telefonino o GPS.

Aggiungete anche una custodia per poterla tenere a portata di mano o agganciata alla cintura o appesa alle cinghie dello zaino.

La grossa questione di che marca e modello scegliere.
Premesso che nessuno mi paga o mi offre sconti sull’attrezzatura evito di suggerire una marca o un modello al posto di altro ma mi limiterò alle caratteristiche generali.
Quindi date un occhiata alle schede tecniche per vedere quali sono le cose importati senza farci distrarre dai richiami pubblicitari.
Occhio ai Megapixel
Qauntità esagerate di Mpx non servono a nulla, superati i 10 il resto è inutile per l’utilizzo generale, piuttosto cercate quelle che hanno il sensore di maggiori dimensioni (attenzione si parla di mm). Il sensore più grosso determina una migliore risposta alle condizioni di scarsa luminosità e un minor rumore digitale.
Ottica
Non guardate le scritte relative allo zoom (10x 8x ecc) guardate piuttosto l’escursione dello zoom OTTICO (quello digitale è inutile, potete fare lo stesso lavoro, anzi meglio, a casa con il PC), controllate che ci sia scritta l’escursione nel formato Leica. Questo è l’unico dato che vi permette di fare comparazioni, altre indicazioni sono legate alle dimensioni del sensore che possono variare da modello a modello.
Scegliete le fotocamere che hanno un’escursione maggiore verso il basso, ovvero un grandangolo che si avvicina a circa 24 mm (la maggior parte ha 28), perché è molto più difficile fare un’ottica grandangolare che un teleobbiettivo, quindi è indice di una maggior cura nella costruzione ottica.
Riparo dalla pioggia

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il cavalletto serve anche se fate foto con l iPhone!

Ormai tutte le marche hanno in catalogo delle compatte che resistono anche all’immersione sino a pochi metri. Ovvio che anche qui occorre fare una scelta, se siete perseguitati dalla pioggia è ovvio che una macchina impermeabile vi eviterà patemi d’animo ogni volta che uscite, la potrete abbandonare anche nel fango che non succederà nulla. Se invece la pioggia è per voi un evento più raro potete optare per una macchina normale, quando piove la infilate dentro uno di quei sacchetti di plastica per i surgelati lasciando fuori la lente frontale e siete tranquilli: badate bene non è una soluzione di ripiego, ma la usano anche i professionisti con costose reflex e teleobbiettivi se sono privi delle coperture apposite (costose e ingombranti).
Riparo dagli urti
Se ci orientiamo sulle compatte waterproof avremmo anche una maggior resistenza agli urti rispetto alla versione “normale”, ma se non facciamo trekking impegnativi una buona custodia imbottita proteggerà la macchina da pioggia e urti.
Non risparmiamo sulla custodia, prendiamola di marca (Lowepro, Temba, Kata, Tamrac), risparmiare qualche euro sulla protezione di macchina o di uno smartphone da centinaia di euro non è un buon affare. E poi la custodia se è buona durerà in eterno.

Attenti ai cloni

Nel settore delle compatte le novità sono poche così come i costruttori. Quando avete scelto la macchina che fa per voi, informatevi bene su chi è il produttore perché potete trovare la stessa macchina alla metà del prezzo sotto un altro nome. Ad esempio c’è una casa famosissima che ha in catalogo macchine costosissime, ma che si possono avere a metà del prezzo solo con un altra marca sopra (la macchina è uguale cambia solo il nome stampigliato sopra).