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Foto sportive – Rally

Oggi parliamo di un’ esperienza fotografica molto interessante, nello scorso WE ho fotografato alcune parti del Rally della Lanterna . Particolarità di questa gara, rispetto alle altre competizioni del genere è la prima prova speciale che si svolge indoor dentro al Palasport di GENOVA.

Premesso che io non sono un professionista delle corse motoristiche, ci sono bravissimi colleghi che seguono tutti gli appuntamenti del calendario, vediamo di analizzare questa situazione dal punto di vista fotografico.

il campo di gara

il campo di gara

1) Situazione ambientale.  La zona di scatto è al centro del Palasport, le macchine che sfrecciano a pochi centimetri, rumore assordante (anche con i tappi per le orecchie sono rimasto frastornato tutta la notte), gas di scarico, polvere di freni e gomme bruciate completano il quadretto. Alla fine del servizio si esce tutti neri e unti. I punti di ripresa sono fissi e gli addetti alla sicurezza sono fiscali sui posti in cui si può sostare.

2) Problemi fotografici. Dal punto di vista dell’ illuminazione la situazione non è meno complessa, l’interno del Palasport è illuminato da neon, fari ai vapori di sodio e dalle finestre entra la luce esterna. Temperatura colore. un gradissimo casino.
Per completare le macchine sono alla partenza, perciò lucidissime. Riflessi sui vetri e sulla carrozzeria.

aa3) Problemi fotografici #2. Per scegliere come fotografare bisogna considerare altre variabili. Flash sì o no? La tentazione di usare il flash e risolvere in un solo colpo i problemi di temperatura colore e altro è forte ma vi sono diverse controindicazioni. In primo luogo si può usare solo il flash sulla macchina, mettere un flash in remoto è assolutamente impensabile, e quindi la zona di efficacia è limitata. Per aumentare la portata bisogna agire sugli ISO e quindi si creano problemi di rumore.
Tempi rapidi permettono di congelare la situazione, ma creano il classico effetto di “parcheggio” che non consente di apprezzare la velocità dei mezzi. Di concerto, bassi tempi di esposizione  aumentano il rischio di foto mosse, diaframmi aperti riducono la profondità di campo e quindi nelle foto frontali si rischia di avere a fuoco solo il muso della macchina e non il resto.

Ricapitolando, trovare il giusto mix di luce ambientale, flash, tempi e diaframmi non è semplice nè univoco, quindi ancora una volta vale la regola di sperimentale. E per fortuna che c’è il digitale che permette di controllare i risultati man mano che si scatta!