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E poi parlano di Casta

Oggi, mentre si vagava per la rete alla ricerca di notizie fotografiche, mi sono imbattuto in un articolo sulla nuova mirrorless della Nikon, ovvero la Nikon1  .

Ora, per inciso, penso che Nikon in questa occasione abbia fatto una minch   un errore di marketing, realizzando un apparecchio che non è nè carne nè pesce castrandolo con un sensore assolutamente non all’ altezza e mettendolo sul mercato con un prezzo esagerato.
Non si capisce quindi chi si dovrebbe comprare un apparecchio del genere, in quanto i prof o chi ha il grano si orienterà direttamente su di una Leica M.
Però non è questa la notizia, perchè l’ articolista ha aggiunto questa frase:

 "....Oggi il mondo della fotografia professionale è vessato da fotografi della domenica che si improvvisano professionisti in cambio di spiccioli o di ridicole e allegoriche remunerazioni. Il lancio sul mercato, da parte di Nikon, di prodotti come quello appena descritto, se da un lato può essere apprezzabile nella misura in cui facilita la vita ai fotografi amatoriali non dotati di grande talento, dall’altro lato lascia perplessi, in quanto comporta il rischio di facilitare l’ascesa dei “professionisti della domenica”, contribuendo a renderli capaci di superare i loro limiti artistici. Un comportamento, questo, a mio parere discutibile da parte di una casa storica come Nikon, che negli ultimi tempi sembra perseguire l’estensione del proprio business anche a costo di snaturare e sconvolgere il mondo della fotografia per come sinora l’abbiamo conosciuto....." 

Premesso  che non capisco cosa questa frase  ci azzecchi con una recensione su di un nuovo prodotto, sono rimasto colpito dal tono.
Cioè secondo lui il lavoro dei fotografi è messo in pericolo dai nuovi mezzi, dall’ evoluzione tecnologica che permette a tutti di comporre nuove foto tecnicamente corrette.
Perchè a parer suo, la differenza tra essere professionista o amatore è quella di saper realizzare foto tecnicamente perfette.
Non è la gara al ribasso da parte degli acquirenti, o il calo drastico dell’ interesse nei confronti della qualità dei lavori o l’ avvento dei grandi colossi dello stock.
La colpa è delle ditte che realizzano prodotti che facilitano il lavoro, il peggio del nuo-luddismo.
Che ne dite gli scrivo e gli dico che siamo nel 2012 e non nel 1982?