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Cosa ci deve essere in una fotografia?

Mi è capitato sottomano, o per meglio dire sott’ occhio, questa intervista a Settimio Benedusi. Per chi non conoscesse ancora Bendusi (male!) consiglio di cercare in rete in suoi lavori e sopratutto le sue dissertazioni sulla fotografia, sempre molto argute e puntuali.

In un passaggio dell’ intervista spiega quello che secondo lui deve contenere una foto per definirsi risuscita e cioè:
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Il primo elemento: l’idea. Avere un’idea, sapere e capire quello che si sta facendo e che si vuole realizzare è l’elemento più importante. Secondo elemento: sé stessi. In una buona fotografie deve emergere ciò che uno è. Bisogna raccontare qualcosa e in questo racconto deve essere presente l’autore. Terzo: chi paga
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Vediamo se ci sono tutti e tre i punti in questa foto...

Vediamo se ci sono tutti e tre i punti in questa foto…

Premesso che il primo e il terzo punto dovrebbero essere scolpiti nella pietra e sopratutto nel cranio di molto fotografi, in modo da scalzare quella mentalità da circolo fotografico che a me picchia violentemente sui testicoli.
In particolare il concetto di “uscita fotografica”, ovvero usciamo con la macchina fotografica, scattiamo a cazzo e poi qualcosa esce. Ma ci torneremo in seguito.

Di questa sua descrizione mi ha molto colpito il secondo punto. Quante volte riguardando una foto ci si è domandati se quella foto è lo specchio di chi scatta oppure se vuole rappresentare la realtà nuda e cruda?
Oppure quante volte abbiamo modificato una foto perchè “a noi piaceva così” anche se poi a ben vedere ci siamo resi conto di aver fatto una forzatura ?
Perciò mi chiedo, quanto di me stesso devo mettere in una fotografia perchè sia realizzata bene?

…continua