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Che bell’ estate…

Volevo scrivere un post sui ritmi frenetici del lavoro, visto che adesso anche la squadra della bocciofila parte per il ritiro estivo e quindi le redazioni sono avide di fotografie per riempire le loro pagine prive di contenuti (e poi le foto costano meno degli articoli…) ma poi ho letto questo articolo dell’ ottimo Davide Mana.
Ed ho capito che siamo in Italia.
Ma non mi sono stupito.
Purtroppo.

Il comportamento di chi, per prima cosa ti chiede “quanto mi costa?” è ormai abbastanza radicato,  forse io mi ci sono abituato e non lo noto ma è un imbarbarimento del vivere comune che diventa sempre più pesante.
Nel campo fotografico l’ avvento del digitale ha abbattuto i costi ed ha aumentato il numero delle immagini  e dei fotografi disponibili producendo un abbassamento dei prezzi (ed anche della qualità in molti casi) come da manuale di economia liberista.
Purtroppo, il mantra che il mercato si autoregola ripetuto da tutti i ferventi liberisti si è rivelato fallace anche questa volta.
Quindi, adesso la situazione è quella di una jungla dove ci sono grossi predatori (le mega agenzie di stock) che dettano legge stabilendo i prezzi e dove molti si accontentano delle briciole che cadono dal pasto di questi. Poi nascosti negli anfratti ci sono altri piccoli che cercano di ritagliarsi un piccolo spazio dove lavorare  in serenità senza disturbare i grossi predatori che potrebbero calpestarli in un attimo.

Una situazione di m… ? Sicuramente, ma come dice il film “è il mercato bellezza” e allora se il mercato è questa cerchiamo di adattarci, piegarci ed infilarci negli spazi lasciati liberi da quelli più grandi di noi.
Dopotutto se sei troppo grande trascuri i dettagli!

Cerchiamo nelle prossime puntate di vedere quali spazi rimangono da colonizzare.