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Digitale o Analogico?

marzo 2, 2012 Fotografia con 7 commenti di

Questo simbolo che vedete a lato è stato realizzato dal gruppo di cazzeggio su Fb – Moon Base. Oltre al cazzeggio si intavolano discussioni molto interessanti sopratutto sui nuovi media.

Ora la diatriba digitale Vs analogico a che come me viene dalla fotografia può apparire come preistoria in quanto sono giò passato attraverso questa guerra di religione alcuni anni fa.

Il risultato, scontato, è stata l’ estinzione della fotografia analogica e il predominio del digitale. I fanataci dell’ analogico si sono ritirati nelle riserve dove ,come oscuri alchimisti si dedicano a pratiche che per i più giovani hanno il sapore della stregoneria Più che della fotografia.

Non voglio qui rinfocolare le polemiche di alcuni anni or sono, ma è ormai assodato che le potenzialità del digitale, anche in fase di conversione/sviluppo sono tali da far impallidire qualsiasi esperto di camera oscura. Con i vari programmi di fotoritocco PS/LR ecc si possono riprodurre gli stessi effetti che venivano realizzati in camera oscura con ore di lavoro e tentativi. Non parlo nemmeno della ripetibilità dei risultati perchè sarebbe sciocco.

Però facciamo un parrallelo con quello che adesso sta accadendo nel mondo dei libri e dell’ editoria.

Obiezione 1. Le grandi case editrici si stracciano le vesti dicendo che sono condannate è che i pirati distruggeranno il mercato.

Scene già viste, Kodak (che non era proprio una ditta piccolina) è fallita; Ilford, Perutz, Konica ecc ecc ve le ricordate? Puff….sparite. Quindi è solo questione di tempo ma questi colossi o si evolvono o faranno la fine dei dinosauri, si estingueranno.

Obiezione 2. Perderemo un sacco di posti di lavoro, ci saranno lavoratori alla canna del gas. Tutti i tipografi, impaginatori, librai spariranno e saremmo rovinati dall’ autopubblicazione (il nuovo demone, peggio di Osama).

Scene trite e scontate. Vi ricordate quanti laboratori che sviluppavano i vostri rullini esistevano e quanti ce ne sono adesso? I più intelligenti si sono riciclati, hanno imparato ad usare il computer, fare fotoritocco, stampare, scattare e produrre servizi. Gli altri? Estinti.

Obiezione 3. Il digitale spazzerà via le piccole case editrici, saremo inondati da spazzatura, ognuno si proporrà come il nuovo Messia. Il filtro della pubblicazione, l’ editing professionale, bla bla bla

Problemi già affrontati e superati, hanno chiuso Agenzie fotografiche come Grazia Neri e ha aperto Fotolia (15 milioni di immagini a partire da meno di un euro) e il mercato ha selezionato il grano dalla paglia. I bravi vendono, gli altri o imparano o spariscono.

Potrei andare avanti per molto ma non servirebbe al nulla. Il mondo corre, quindi ho cerchiamo di attaccarci al treno (ormai siamo agli ultimi vagoni) o rimarremo da soli in una stazione sempre più deserta, o come dicono adesso disabilitata.

 

7 commenti

  1. posted on mar 02, 2012 at 9:42 AM  |  reply

    Bello come lo hai impostato, facendo i paragoni tra le polemiche attuali del mondo narrativo e quello che è già successo in campo fotografico.
    È verissimo, il treno del digitale va preso e va preso finché sta passando, pena la morte imprenditoriale. Occorre mettersi nuovamente in gioco, scegliere nuove figure professionali (come può essere un impaginatore professionale di eBook come Matteo Poropat) e offrire servizi, se non si vuole soccombere. Perché tanto lo sappiamo tutti, il treno digitale arriverà e sfonderà tutto ciò che troverà lungo il suo percorso, tanto vale cercare di ampliare le proprie offerte facendo parte di questo treno, piuttosto che ostacolarlo inutilmente. Ma, ahimè, si sa che la gente – e in particolare le aziende – in fatto di cambiamento è una abitudinaria cronica, al limite della testardaggine. Speriamo bene, va. :)

    ciao,
    Gianluca

  2. posted on mar 02, 2012 at 11:12 AM  |  reply

    Grandissimo post: sintetico, preciso e competente.
    E il paragone con la pellicola è perfetto, anche se gli effetti devastanti che il digitale ha avuto sulla pellicola (e parlo anche del cinema) non saranno gli stessi nella strana guerra cartaceo vs ibucchi. Io continuo a credere che le due cose esiteranno in parallelo, senza che una soppianti in maniera definitiva l’ altra. Insomma, sarà un terremoto più “leggero”, il che aumenta in maniera esponenziale il ridicolo di cui si coprono gli odoratori della carta

  3. posted on mar 02, 2012 at 2:56 PM  |  reply

    Non avrei saputo dirlo meglio!
    la guerra che si sta combattendo, come tu hai ampiamente sottolineato, è la stessa di sempre: dvd contro vhs, pellicole contro schede di memoria… il mondo va avanti e chi non riesce ad adeguarsi, muore.
    La storia non cambia, sono le persone a dover cambiare! :)

  4. posted on mar 02, 2012 at 6:00 PM  |  reply

    Grazie per il felice momento di pragmatismo, ogni tanto ci vuole.

  5. Hot
    posted on mar 02, 2012 at 10:21 PM  |  reply

    E ora tutta la mia attrezzatura da camera oscura, che ancora ho in cantina (sempre coltivando la speranza di trovare l’appassionato che me la comprerà in blocco) come faccio a rifilarla a quelli che leggono questo post?

  6. posted on apr 07, 2012 at 7:47 PM  |  reply

    L’editoria è un mondo particolarmente conservatore e restio ai cambiamenti. Dubito che il libro di carta sparirà, ma di sicuro occorre ripensare tutta la realtà editoriale per far sì che ebook e libri cartacei convivano e si differenzino com’è giusto, con l’ostruzionismo non si va da nessuna parte.

  7. posted on apr 07, 2012 at 9:47 PM  |  reply

    OK, comunque l’altra sera mi sono addormentato leggendo mentre reggevo il tablet che mi è finito in faccia… c’è ancora il segno! Il libro aperto che cade in faccia è più morbido (provato)

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