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Fotografare con il cappello

febbraio 27, 2014 Senza categoria con nessun commento di
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berretto di lana per il freddo

Dopo l’ articolo della scorsa settimana (questo) in cui si prendeva in considerazione la possibilità di fotografare con i guanti, vediamo un altro accessorio e parliamo di fotografare con il cappello.
Utilizzare un cappello quando si fotografa non è però una prerogativa solo invernale, un cappello può anche ripararci dal sole.
Ma quale cappello usare?
In inverno un cappello di maglia come quello che indosso nella foto può essere la soluzione per tenere la testa e le orecchie al caldo, non funziona per ripararsi dall’ acqua e dalla pioggia. Addirittura se il freddo è intenso come per chi fotografa in montagna o sotto la neve si può pensare ad una passamontagna che tenga il viso al caldo.
Se dobbiamo fotografare sotto la pioggia dobbiamo quindi optare per un ombrello o su di berretto con la tesa impermeabile come i balenieri.
Se invece il nostro problema è ripararci dal sole e dalla calura estiva prendiamo un berretto di tela di quelli tondi, non usate il tipico berretto da baseball con la visiera perchè per fotografare la visiera picchia nella macchina e quindi dovrete levarlo o girarlo all’ indietro con il risultato di apparire un imitazione di un rapper.
Nelle prossime settimane vediamo se si riesce a fare delle prove comparative.
E voi usate il berretto?

Viaggi Fotografici – Istanbul 15

febbraio 11, 2014 Collaboratori del Blog, Senza categoria con nessun commento di
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Ben ritrovati al nostro appuntamento settimanale!

Oggi concluderò il diario di viaggio su İstanbul; dalla prossima settimana vi descriverò la mia esperienza in Cappadocia.

Come vi avevo già accennato, io mi sono spostata dalla Moschea di Solimano alla Cisterna della Basilica e poi sono ritornata indietro per visitare il Gran Bazar, sul quale scriverò oggi. Sono la prima a concordare sul fatto che non si tratti di una mossa astuta, ma ho dovuto regolarmi a questo modo a causa degli orari di chiusura della Cisterna della Basilica. Il percorso consigliato sarebbe Moschea, Gran Bazar e Cisterna.

Il Gran Bazar fu creato da Mehmet il Conquistatore nel 1455 e viene spesso definito come ” una città nella città “: copre una superficie di oltre 200.000 mq e conta più di 4.000 botteghe.

La struttura labirintica, caratterizzata da vie, vicoli,piazzette e fontane, un tempo era in legno, successivamente è stata ricostruita in pietra a causa dei numerosi incendi.

Il Gran Bazar è stato considerato il primo grande magazzino della storia: i caravanserragli consentivano alle carovane di scaricare la merce direttamente al suo interno. Ogni strada, similmente ad oggi, era dedicata ad una corporazione.

Se dovessi descrivere con degli aggettivi il Gran Bazar, mi verrebbero in mente pittoresco e gioioso.

Il tripudio di colori che lo anima è, rubando l’espressione al grande Piergiorgio Branzi, da ” orgasmo retinico “… sì, quest’espressione rende perfettamente il concetto.

Ogni angolo merita di essere immortalato.

Per darvi un’idea delle dimensioni, vi allego alla gallery fotografica una cartina tratta dalla guida Lonely Planet.

Il Gran Bazar è aperto tutti i giorni dal Lunedì al Sabato dalle 9 alle 20 ed è possibile accedervi attraverso numerosi ingressi, tutti ben indicati.

Per visitarlo come meriterebbe, dovreste dedicargli mezza giornata.

Se siete interessati, è possibile iscriversi ad un tour guidato dei bazar organizzato da İstanbul Walks ogni Sabato ( per info www.istanbulwalks.net ).

Alcuni consigli e suggerimenti…

Si tratta di un bazar, quindi, come in tutti i luoghi affollati, state attenti ai borseggiatori.

E’ un labirinto, non fissatevi troppo sulla cartina perchè è difficile da seguire, girate piuttosto senza meta lasciandovi guidare dall’atmosfera, ve lo godrete sicuramente di più.

Qui potrete trovare tutto il necessario per soddisfare la vostra voglia di shopping. Tenete però presente che gli articoli di qualità costano, come in ogni altro luogo.

Se desiderate acquistare, la parola d’ordine è ” contrattazione “. Armatevi di pazienza e non innervositevi, siate cordiali, i venditori possono risultare davvero molto insistenti e tenaci.

Da vedere assolutamente…

In realtà ogni scorcio del Gran Bazar merita di essere scrutato per la sua unicità!

Kalpakçilar Caddesi è la via più affollata. Il suo nome deriva dai fabbricanti di Kalpakçilar, cappelli di pelliccia, che originariamente avevano qui i loro negozi, ma attualmente è la sede dei gioiellieri; su entrambi i lati di questa via le vetrine traboccano di gioielli d’oro, un po’ come sul Ponte Vecchio a Firenze.

Sandal Bedestenı è un magazzino in pietra sormontato da venti piccole cupole, costruito nel XVI secolo durante il regno di Solimano il Magnifico. Il suo nome deriva dal sandal, una pregiata stoffa intessuta con seta, venduta in passato. E’ utilizzato per il deposito e la vendita dei tessuti.

Cevahir Bedesten costituisce la parte più antica del Gran Bazar ed ospita negozi di antiquariato e gioiellerie.

Halıcılar Çarşişi Sok. è una delle vie più apprezzate, ospita negozi di design e due popolari caffè.

Kuyumcular Caddesi deve il suo nome ai gioiellieri che da sempre qui hanno avuto i loro negozi. E’ il centro dei mercanti d’argento. Lungo questa via si trova il Padiglione Orientale, una struttura in legno del XIX secolo, che un tempo ospitava la rivendita dei budini di riso.

Zincirli Han è un piccolo caravanserraglio acciottolato che deve il suo nome alle catene che un tempo vi venivano prodotte. Qui è possibile ammirare artigiani che lavorano i metalli nelle loro botteghe. Inoltre ospita uno dei più rinomati negozi di tappeti.

Takkeçiler Sok. è caratterizzata da fontane in marmo e negozi che vendono kilim.

Iç Cebeci Han è il più grande tra i caravanserragli del Gran Bazar, offre un cortile circondato da terrazze dove sorseggiare un buon thè. Ospita laboratori artigianali.

…qui, purtroppo, si sono conclusi il mio tempo ed il mio tour della città…

Se avessi avuto più tempo a disposizione avrei…

- visitato meno frettolosamente il Gran Bazar

- fatto una crociera sul Bosforo che offre un eccellente punto d’ osservazione dal quale ammirare contemporaneamente la sponda europea ed asiatica

- assistito ad uno spettacolo dei dervisci rotanti

- fumato un narghilè

- provato un hamam, solo se non fossi andata ad Agosto, con quasi 40° C…amo il caldo ed i posti caldi, ma sarebbe stato troppo anche per me!

In tre giorni e mezzo effettivi ho visto tanto, ma non tutto quello che avrei voluto.

Cinque giorni sarebbero stati il top!

Alla prossima, con Nevşehir come punto di partenza!

Visibilità

settembre 25, 2013 Blog, Senza categoria con 1 commento di
Visibilità

Oggi articolo leggermente sfasato rispetto alla normale programmazione a causa del rientro dalle ferie. Durante la mia assenza dalla rete, la geniale mente di Giordano ha concepito questo:

Ufficializzata la banconota per pagare fotografi, scrittori, artisti e artigiani che, stufi del vil denaro, preferiscono la ben più sonora, appagante e valida “visibilità”. Da oggi portali web, riviste, case editrici e via dicendo avranno modo di stamparla e consegnarla a mazzi a chi offre loro il proprio lavoro.
Visibilità, la valuta di Stocazzo.
(annuncio ufficiale BCS)

Visibilità

 Praticamente la moneta con cui generalmente si pensa di pagare tutti coloro che svolgono lavori intellettuali. Anche perchè vorrei vedere se andate dal macellaio e gli dite che in cambio di una fettina di filetto gli date visibilità sul vostro blog cosa vi risponde…

Comunque, visto che adesso la B.C.S. ha aperto la filiale e ha iniziato a stampare moneta, potrò finalmente ripagare tutti quelli che sino ad ora mi hanno proposto di collaborare con loro.
Gente che mi chiedeva di scrivere articoli per il loro blog in cambio di visibilità e quando chiedevo quanti hits facessero si dileguavano come ladri,  loschi individui che volevano fotografie per progetti editoriali morti ancora prima di nascere ecc ecc.
Ora posso rimediare a tutto questo, stampo e posso pagare in maniera ufficiale!

Distopie Impure – segnalazione concorso

settembre 19, 2013 Consigliati per voi, Libri, Senza categoria con nessun commento di
distopie-impure-logo

Oggi articolo di segnalazione, il 9 di settembre si è aperto il concorso letterario Distopie Impure organizzato dal guru del blogger italiano Alessandro Girola. Per evitare di scrivere cose errate vi copio le specifiche direttamente dal suo seguitissimo blog Plutonia Experiment.

distopie-impure-logo

Bando del concorso di scrittura Distopie Impure

  • Chi può partecipare

Chiunque. I racconti dovranno però essere inediti: niente materiale già pubblicato su carta o in ebook, nemmeno su magazine o webzine a pagamento. Vanno bene invece racconti proposti su blog privati, o comunque non commercializzati.

  • Lunghezza del racconto

Tra le 1500 e le 7000 parole.

  • Tipo di racconto

Distopico, con o senza elemento fantastico (vedi dopo). Per il concetto di distopia fate riferimento allarelativa pagina Wikipedia, che è piuttosto schematica, ma sufficiente a darvi un quadro generale di ciò che si intende con questo termine. Tra l’altro su quella stessa pagina troverete un elenco di libri, film e fumetti, utili a suggerirvi in qualche campo vi state addentrando.
Considerate anche che, a livello personale, l’idea di questo concorso nasce in seguito alla lettura del saggio Eventi X, di John Calzi, che potrebbe fornirvi altre idee e spunti (no, non sono in alcun modo in affari con Calzi o coi suoi editori!).
Attenzione a non confondere il genere distopico con quello ucronico! I racconti per questo concorso dovranno essere ambientati in un futuro più o meno prossimo, e non in un passato alternativo.

  • Gestione dell’elemento fantastico

Inserire o meno un elemento fantastico nel racconto è a vostra discrezione totale. Considerate che tale elemento, se ci sarà, dovrà essere funzionale alla storia e in armonia col genere trattato. Va da sé che alcune tipiche tematiche della fantascienza ben si adattano al genere distopico: alieni, robot, cyborg.
Viceversa, elementi più puramente fantasy potranno essere utilizzati solo se in qualche modo non sforano nel fantasy puro. Un’invasione extradimensionale di elfi scuri dello Svartálfaheimr, spinti da una carestia che li stava affamando, e giunti sul nostro mondo per renderci schiavi fingendosi alieni ben intenzionati, è in linea col tema del concorso. Un fantasy a Il Signore degli Anelli chiaramente no.

  • Data massima di consegna dei racconti

31 gennaio 2014.

  • Numero di racconti con cui partecipare

Massimo uno a testa.

  • Numero di correzioni e di reinvio

Liberamente, pur ricordandosi che vale esclusivamente l’ultima versione mandata (che cancella immediatamente quelle precedenti). 

  • Dove Inviare

Inviate i racconti unicamente a: [email protected] 
Utilizzate il seguente soggetto: Racconto concorso Distopie Impure + titolo del racconto.

  • Formato del file da inviare

Saranno accettati UNICAMENTE file .doc, .rtf, .odt
Niente .docx, niente PDF, .epub o .mobi. Questi formati verranno scartati in automatico e senza preavviso.

  • Dati da inserire nella mail

Nome reale, eventuale nickname col quale intendete partecipare (in tal caso il nome reale rimarrà noto solo al sottoscritto).

  • Quanti vincitori ci saranno

Un solo vincitore avrà il premio in danaro (vedi dopo), mentre i primi dieci classificati faranno parte dell’antologia Distopie Impure che verrà venduta sul Kindle Store.

  • Chi deciderà il vincitore e i finalisti

Una giuria il cui voto finale sarà del tutto inappellabile.
La giuria sarà composta dal sottoscritto, da Angelo Sommobuta Cavallaro del blog Il viagra della mentee da Lucia Patrizi, padrona di casa del blog Il Giorno degli Zombi. Ci sarà inoltre un quarto giurato misterioso, quello più severo, tanto che per il momento lo identificheremo con l’amichevole nickname Il Boia.
Ci sarà una prima grande scrematura, dopo di cui verranno comunicati i nomi dei dieci vincitori. Da lì in poi, posto un altro periodo di tempo per rileggere i dieci racconti, verrà proclamato il vincitore assoluto.

  • Premi

Al vincitore del concorso andranno 100 euro tondi, versabili in due modalità: o tramite PayPal, o con bonifico su c/c bancario. Niente PostePay, niente assegni, niente buoni o altro.
E’ possibile, previo l’arrivo di sponsor, l’aggiunta di premi bonus per gli altri classificati della top 10 finale (libri, ebook etc). 

  • Pubblicazione dell’ebook 

I dieci racconti vincitori verranno raccolti in un elegante e professionale ebook, il quale sarà venduto sul Kindle Store al prezzo di 2.00 euro circa. I soldi ricavati da eventuali vendite andranno a comporre il montepremi del prossimo concorso di scrittura organizzato dal sottoscritto, probabilmente già nel 2014.
Va da sé che partecipando a Distopie Impure date il vostro tacito consenso a tale eventuale pubblicazione.

  • Domande e perplessità

Usate pure questo post per porre domande o per chiedere informazioni specifiche sul concorso. Ovviamente non sarà possibile chiedere pareri “preventivi” o aiuto in fase di elaborazione e di editing.

  • Passaparola

Condividete questo bando sui vostri social network, parlatene agli amici, diffondete la voce. Più competizione c’è, più sarà divertente partecipare.

Cosa ci deve essere in una fotografia?

luglio 30, 2013 Consigli e curiosità, Fotografia, Senza categoria con nessun commento di
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Mi è capitato sottomano, o per meglio dire sott’ occhio, questa intervista a Settimio Benedusi. Per chi non conoscesse ancora Bendusi (male!) consiglio di cercare in rete in suoi lavori e sopratutto le sue dissertazioni sulla fotografia, sempre molto argute e puntuali.

In un passaggio dell’ intervista spiega quello che secondo lui deve contenere una foto per definirsi risuscita e cioè:

Il primo elemento: l’idea. Avere un’idea, sapere e capire quello che si sta facendo e che si vuole realizzare è l’elemento più importante. Secondo elemento: sé stessi. In una buona fotografie deve emergere ciò che uno è. Bisogna raccontare qualcosa e in questo racconto deve essere presente l’autore. Terzo: chi paga
Vediamo se ci sono tutti e tre i punti in questa foto...

Vediamo se ci sono tutti e tre i punti in questa foto…

Premesso che il primo e il terzo punto dovrebbero essere scolpiti nella pietra e sopratutto nel cranio di molto fotografi, in modo da scalzare quella mentalità da circolo fotografico che a me picchia violentemente sui testicoli.
In particolare il concetto di “uscita fotografica”, ovvero usciamo con la macchina fotografica, scattiamo a cazzo e poi qualcosa esce. Ma ci torneremo in seguito.

Di questa sua descrizione mi ha molto colpito il secondo punto. Quante volte riguardando una foto ci si è domandati se quella foto è lo specchio di chi scatta oppure se vuole rappresentare la realtà nuda e cruda?
Oppure quante volte abbiamo modificato una foto perchè “a noi piaceva così” anche se poi a ben vedere ci siamo resi conto di aver fatto una forzatura ?
Perciò mi chiedo, quanto di me stesso devo mettere in una fotografia perchè sia realizzata bene?

…continua

Aspettando il Palio

luglio 24, 2013 Fotografia, Senza categoria con nessun commento di

Un breve post per ricordare che tra due settimane si disputa il Palio del Golfo di La Spezia. Per chi non c’è  mai stato è un emozione da provare anche se non si è Spezzini. Il tifo a livello di rioni è paragonabile a quello che può essere il Palio di Siena. Solo che qui siamo in mare e quindi un sacco di gente finisce a bagno e la folla si scalda anche troppo (vedi l’ anno scorso).

Io la richiesta per l’ accredito l’ ho fatta, adesso aspettiamo conferma.

Intanto guardatevi qualche scattoPalio del golfo

Palio del Golfo17

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