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Fotografia

Prossimamente #2.

maggio 5, 2015 Fotografia con nessun commento di
scarpa

Come si diceva la scorsa settimana, l’ estate non è la stagione per parlare di fotografia. Almeno per il sottoscritto.

Quindi per le novità aspettiamo l’ autunno e potremo parlare di cose interessanti che si addensano all’ orizzonte.

 

matilde

Matilde

 

scarpa

Prossimamente #1

aprile 28, 2015 Fotografia con nessun commento di
alessia

Appena finirà questa stagione infame (ovvero l’ estate) si potrà parlare di novità e di progetti fotografici innovativi.

Prossimamente su questo blog maggiori dettagli.

alessia

Alessia

Avete bisogno di un Photoeditor ?

aprile 21, 2015 Fotografia con nessun commento di
pile

guantiSe vi state chiedendo se avete bisogno di un photoeditor probabilmente ne avete bisogno. Il fatto stesso di riconoscerlo è già una buona cosa.

Ma facciamo un passo indietro, chi è il Photoeditor?

Nei tempi passati era quella persona che decideva la carriera di molti fotografi, il suo sì voleva dire la pubblicazione della foto su di una rivista o su di un quotidiano. Ovviamente più il quotidiano/rivista erano importanti più era difficile anche solo farsi esaminare il portfolio oppure il plasticone con le dia.

Adesso che le immagini le comprano, anche i magazine più prestigiosi, su Fotolia a 1,00 euro questo passaggio è divenuto molto diverso.

Adesso il photoeditor ha assunto le sembianze degli editing nella scrittura. Persone come il mio amico Germano che analizzano il testo scritto e apportano le modifiche e le correzioni che servono per renderlo pubblicabile.

La stessa cosa nella fotografia, anche se i fotografi sono molto più egocentrici degli scrittori e non accettano che qualcuno possa saperne più di e possa suggerire consigli e/o modifiche alle opere d’arte realizzate.

 

11 regole per fotografare meglio

aprile 14, 2015 Fotografia con nessun commento di
DSC_1634

DSC_1634Oggi un post che trae ispirazione dalle regole dello scrittore  Henry Miller.
Miller aveva una rigidissima disciplina per quanto relativo alla scrittura, aveva scritto addirittura undici comandamenti, consultabili nel suo manuale di scrittura (Henry Miller on Writing), vediamo come possono essere utili per i fotografie quindi quali siano le 11 regole per fotografare meglio.

  1. Fai una cosa alla volta e non passare alla successiva finché non l’hai completata.
  2. Non cominciare altri nuovi progetti se non sei in grado di finirli.
  3. Non essere nervoso. Lavora con calma, con gioia, con coraggio o come ti pare.
  4. Lavora seguendo il Programma e non in base al tuo Stato d’Animo. Fermati al momento stabilito!
  5. Quando non puoi creare, puoi sempre lavorare.
  6. Aggiungi un po’ di cemento ogni giorno, invece di nuovo fertilizzante.
  7. Resta umano! Vedi gente, vai in giro, bevi se ti viene voglia.
  8. Non sei un cavallo da soma! Lavora solo con piacere.
  9. Dimentica il Programma quando ne senti il bisogno ma, poi torna a seguirlo il giorno dopo. Concentra. Riduci. Escludi.
  10. Dimentica le foto che vorresti scattare e pensa solo a quelle che stai facendo.
  11. Fotografa sempre e prima di tutto. Arte, musica, amici, cinema vengono dopo.

E voi siete d’ accordo con la filosofia di Miller ?


 

P.s.  Le regole le ho adatte io alla fotografia ma i concetti sono quelli.

L’ abito non fa il monaco

marzo 31, 2015 Fotografia con nessun commento di
manfrotto-pocketglif

Cosa c’entra il famoso proverbio L’ abito non fa il monaco con la fotografia ? Diciamo che è lo spunto una riflessione sul quello che è la cosiddetta immagine.

manfrotto-pocketglif

il cavalletto mi pare esagerato..

Ma non parliamo di immagine come simulacro di fotografia ma, dell’ immagine che il fotografo proietta all’ esterno di se stesso.
Solitamente il mio zaino è pesante e stipato di reflex e teleobiettivi piuttosto ingombranti e vistosi ma, molte volte ci sono occasioni in cui un semplice iPhone (che non ho) o una semplice compatta sarebbe ampiamente sufficiente.
Non voglio fare questioni di qualità, perché la qualità dei telefoni ormai è al pari di molte macchine fotografiche (vedi il lavoro DLLD di Fredi Marcarini realizzato tutto con iPhone) ma di immagine.

L’ autorevolezza del fotografo è data dal suo lavoro o da come si presenta?

Se mi presentassi con un telefonino invece che con una reflex otterrei la stessa considerazione o rischierei di far passare l’ immagine di uno il cui lavoro non vale nulla?

Attenzione non parlo di una critica al lavoro da parte di intenditori che vanno direttamente al sodo, ovvero al prodotto finito ma, della percezione della gente comune.

P.s. ho già un idea del commento di Fredi a questo post…

In compenso tutta la gggente fotografa

marzo 24, 2015 Consigli e curiosità, Fotografia con nessun commento di
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Oggi ho preso spunto da questo articolo della collega ed amica Lucia Patrizi per una riflessione che si adatta bene anche al mondo della fotografia.

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esempio lampante

Ormai la fotografia, con l’ avvento del digitale, si è democraticizzata (termine orrendo) ovvero è alla portata di tutti. Chiunque possieda un telefonino può scattare foto e farle vedere al mondo intero. Non ci sono più costose apparecchiature, costi della pellicola e dello sviluppo. Addirittura esistono app gratuite per il fotoritocco (quindi la solita scusa devi spendere per la licenza di PS non vale più).

Si pone quindi un altro problema. Qual’ è il livello della fotografia? Si è alzato o abbassato?
La risposta è molto più complessa di quello che si può pensare. Se a livello generale la qualità delle immagini è molto più elevata che in passato e che, grazie anche alla tecnologia, il singolo fotografo scatta foto tecnicamente migliori di quelle che poteva scattare qualche anno fa, occorre precisare che il numero delle immagini prodotte si è moltiplicato in maniera esponenziale.

Quindi per la legge dei grandi numeri anche le fotografie brutte, inguardabili e di merda si sono moltiplicate e, ancora peggio, sono diventate visibili e non sono rimaste chiuse in un cassetto.

Interrogarsi sulle cause potrebbe essere inutile e lungi da me essere colui che combatte una crociata contro le immagini brutte o contro la tecnologia che ce le propina ma, una riflessione può essere fatta.

Chiedete ad un qualsiasi Photograpers o Fotocazzoamatore di dirvi quali sono i suoi testi di riferimento o suoi autori preferiti.
Probabilmente vi guarderà con un occhio perso nel vuoto farfugliando cose incomprensibili, ma continuerà a scattare senza porsi domande.
E’ vero che l’ ignoranza dilaga in tutti i campi ma questo non può essere una giustificazione alla mancanza di cultura.

 

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