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Fotografia

Educazione Visiva

dicembre 18, 2014 Fotografia con nessun commento di
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manray1

…scorreranno come lacrime nella pioggia

Nel periodo in cui l’ immagine è il centro della comunicazione, nel periodo dominato dai MILIARDI di foto scattate e condivise in tempo reale dove è l’  “educazione visiva” ?

Non sono aggiornato se nella scuola esiste ancora uno spazio per l’  “educazione visiva” che potrebbe essere assimilata alla vecchia educazione artistica e non sono aggiornato se la stessa si limita a cercare nei bambini di far venire fuori l’ estro del disegno ma visto il momento mi sembrerebbe importante trovarvi spazio.
Sarebbe opportuno fornire ai ragazzi, che sono al giorno d’ oggi i maggiori fruitori di immagini, gli strumenti necessari per scremare il rumore di fondo che imperversa, selezionare qual 1% di immagine che hanno un significato.

Questo aiuterebbe anche chi le immagini le produce a far valere la propria professionalità, un pubblico consapevole ed in grado di leggere le immagini è un pubblico che pretende immagini di qualità e valorizza chi lavora bene, non si accontenta della foto ripresa dal telefonino e pubblicata sgranata sul quotidiano.

Riusciremo a instilalre nelle coseducazione visivacienze dei giovani, i vecchi come me ormai sono perduti, un briciolo di consapevolezza visiva ?

Che ve ne fate delle foto ? #1 – Street

dicembre 16, 2014 Fotografia con nessun commento di
R.Capa

Pont d’Iéna – Parigi, 1945 (foto © atelier Robert Doisneau)....a me non dice nullaOggi inauguriamo una nuova serie di articoli sul tema “che ve ne fate delle foto”; cominciando dalle fotografie di street. E siccome io sono una pessima persona vediamo di guastare l’ atmosfera natalizia.
Questa serie di articoli scaturisce da una osservazione dei dibattiti in ambito fotografico che si generano sulla Rete, voi mi direte che non dovrei prestare attenzione a certi deliri ma io sono una persona che crede che ovunque ci possano essere buone idee e cose da imparare.

Comunque , facendola breve, un sacco di discussioni sono incentrate sulle questioni relativi alla risoluzione del sensore la qualità delle ottiche ecc ecc. La maggior parte dei commenti denigra le fotocamere di ieri come se sensori di 10Mpx (lo standard professionale sino ad ieri) fossero improvvisamente inutilizzabili.
Seguendo questi ragionamenti, dovrebbero esserci le città tappezzate di poster 100×70, i laboratori di stampa dovrebbero lavorare giorno e notte.

Visto che non è così mi sono chiesto, ma cosa se ne faranno tutti questi fotografi delle loro immagini a 36Mpx ?
Vediamo quindi le risposte che mi sono dato iniziando dalle fotografie di street .

Street è il modo figo di dire che sono fotografie fatte per strada, foto da assimilarsi al vecchio reportage. Per intenderci il vecchio pescatore rugoso, il mendicante, lo zingaro ecc ecc. Le fotografie sono di solito in BN con un esagerato contrasto per mettere in risalto la texture del volto vissuto, la mani callose in primo piano, un po’ di sfocato e mosso giusto per far capire che sono foto “rubate” e grana digitale come se piovesse aggiunta in PP perchè con un sensore da 36 Mpx non esce nemmeno se piangi.

Quale potrà essere la destinazione finale di queste foto ?
Davvero esiste gente che stampa dei 60×40 di mendicanti da appendersi in salotto ?
Saranno esposte alla mostra del circolo fotografico ?

Oppure rimarranno nel limbo digitale dopo una compressione per riportarle a 800×600 px devastati da un bella scritta Ph per evitare che qualcuno le rubi ?

Nel prossimo appuntamento parleremo del glamour-fashion

Progetto Fotografico

novembre 27, 2014 Fotografia con nessun commento di
1927
1927

Un progetto sui writers ?

Quando sento pronunciare le parole “Progetto Fotografico” la mano mi corre alla pistola, poi mi rendo conto che non vivo in Texas e mi ritrovo ad impugnare le chiavi di casa.
(chi non ha colto la citazione è pregato di saltare la lettura ed andare su wikipedia)
Il termine, con cui si cerca i giustificare una accozzaglia di foto intorno a un tema unico (le fontanelle, le case abbandonate, gli altari delle chiese, i tombini di ghisa, le mele verdi al mercato, i cani bianchi, gli alberi rossi) è ormai diventato uno scudo con il quale si pensa di fronteggiare le critiche.
Nel mondo reale, solitamente prima si prepara un Progetto e poi si esegue il lavoro, ma la marea montante dei Photographer ormai convinta di potere emulare Salgado riesce a stravolgere questo semplice concetto.

Quindi ci si ritrova ad osservare un accozzaglia di foto accostate senza una logica, e alla domanda di rito “ma cosa sono queste foto?” ci viene sbattuto in faccia “è un mio progetto personale”.

Quando riusciremo a riportare le parole al proprio significato originario?

Prima si realizza il Progetto, ovvero si stabilisce cosa fare  e come e poi, lo si esegue !

Ma è un concetto così complicato da metabolizzare?

Cinema e fotografia

novembre 20, 2014 Fotografia con nessun commento di
Superman_Returns

Superman_ReturnsSegnalo volentieri questo film che ben si sposa con il post sui fumetti . Qui si parla di cinema e fotografia e precisamente del film  Superman Returns dove appare il fotografo del Daily Planet (il giornale dove lavora in incognito Superman e la sua fidanzata Lois Lane) Jimmy Olsen con una nuovissima Nikon e un teleobiettivo 80-400 (non proprio quello che si dice un obbiettivo per il fotogiornalismo).

Purtroppo per lui non riuscirà nell’ impresa di fotografare le gesta dell’ Uomo d’ acciaio, anche perchè se impugna la macchina fotografica in quel modo.

Nelle prossime occasioni vedremo di trovare altri films che vedono protagonisti o comprimari fotografi e cercare di capire se sono veri fotografi.

 

Come o perchè

novembre 13, 2014 Fotografia con nessun commento di
manray1

Girovagando per la rete ho trovato questa citazione:

Di sicuro, ci sarà sempre chi guarderà solo la tecnica e si chiederà “come”, mentre altri di natura più curiosa si chiederanno “perché”. (Man Ray)

In effetti in ogni luogo virtuale dove si parli di fotografia è tutto un fiorire di dati exif, corpi macchina, comparazioni di sensori e altri tecnicismi vari.
Probabilmente sono ormai vecchio ma, di ogni mia foto posso dire il “perchè” è stato scattata, ma non di tutte posso dire il “come”.
Non sono novità, all’ epoca della pellicola era pieno di fotoamatori che si facevano seghe mentali sulle risoluzioni manray1degli obbiettivi, linee per millimetro, differenze delle varie pellicole o delle carte per la stampa.
Ma quello che continuo a non vedere è una discussione sul “perchè” viene scattata una foto, e il fattore più preoccupante è il fatto che nemmeno chi ha scattato la foto lo sa!
La mancanza di una progettualità relativa agli scatti, alimentata anche da una certa cultura fotografica sta facendo veramente dei danni a tutti i livelli. Non è questa la sede per discutere dell’ abbassamento generale della qualità fotografica in tutti i campi ma,  ritengo essere questo un vero specchio dei tempi.

 

 

 

 

Dentro o fuori

novembre 6, 2014 Fotografia con nessun commento di
986
helmut-newton

helmut-newton

Mi è capitato di leggere un intervista a Helmut Newton, (l’articolo completo lo trovate qui) fotografo che posiziono tra i miei numi tutelari e maestri della fotografia, nella quale raccontava del suo approccio con le diverse location e in particolare mi ha colpito questo passaggio:

 

 

 

 

Succede, ma non spesso, che il buon Dio mi mandi un bel raggio di sole o una bella nuvola al momento giusto. Per questo mi piace lavorare in esterno: dentro lo studio il buon Dio non può far nulla per me, tranne mandare un fulmine e provocare un’interruzione di corrente. In esterno può aiutarmi, come può anche complicarmi la vita mandando la pioggia. Comunque è raro che mi mandi una luce che io non sappia utilizzare in un modo o in un altro.

 

Quando lavorava il Maestro non aveva il display che gli permettesse di controllare in tempo reale gli scatti e nemmeno flash wireless da posizionare dove fosse più comodo, e questo aumenta ancora di più la mia ammirazione nei suoi confronti ma, non è questo quello su cui voglio riflettere.
Io preferisco gli esterni perchè più si addicono al mio gusto e al mio stile consentendomi di inserire nella fotografia diversi elementi che rendono la foto a mio parere più completa. Il tutto grazie anche alle possibilità offerte dai flash odierni e dalle macchine che consentono tempi di sincronizzazione impensabili sino a 30 anni fa’.
Ovviamente questi sono discorsi che non possono essere adattati ad esempio a chi scatta  fotografie di beauty o still life.
Ma la domanda è : Voi dove preferite scattare, dentro o fuori?

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