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Fotografia

Viaggi da fare

agosto 21, 2014 Fotografia con nessun commento di
A_-_Driving_to_El_Chalten,_Argentinian_Patagonia

Mentre questo articolo andrà on-line, la mia socia starà seguendo le tracce di Marco Polo sulla Via della Seta attraverso le montagne dell’ Azerbaigian (contenta lei..), ne approfitto quindi per parlare dei Viaggi da Fare.
Dizione piuttosto ambigua perchè io sono l’ antitesi del viaggiatore, per me sarebbe il massimo poter viaggiare senza muovermi come facevano nel famoso film di fantascienza (vediamo se cogliete la citazione) e sono quindi la persona più restia a spostarmi che ci possa essere.
Ci sono però due viaggi che hanno sempre solleticato la mia fantasia, due viaggi che forse farò prima o poi.

san fermin 1

Festa di San Firmino – la corsa dei tori

Pamplona – Festa di San Firmino

Dal 6 al 14 luglio per le strade di Pamplona migliaia di persone aspettano il momento dell’ inizio della festa e l’ansia collettiva sale mano a mano che si avvicina l’ora. Si stappano centinaia di bottiglie di vino spumante e non solo.
La ressa è notevole e per chi arriva tardi è molto difficile avvicinarsi nella piazza sotto il municipio dove ufficialmente prenderà via la festa.
Palloni gonfiabili di grandi dimensioni rimbalzano tra la folla.
Apice della festa è la famosa corsa dei tori lungo le strade della città ovvero  l’Encierro, l’ encierro avviene ogni giorno tra il 7 e il 14 luglio alle otto del mattino, con una durata media tra i tre e i quattro minuti.
Forse per il fascino che ha sempre esercitato su di me il libro Fiesta (Il sole sorgerà ancora) di  Ernest Hemingway, questa festa mi attira tantissimo anche se la folla e il caldo non sono certo il mio sogno.
E non penso proprio di andare a correre inseguito da un toro inferocito!
Però rimane uno dei miei viaggi da fare

Patagonia, Capo Horn e la fine del Mondo

A_-_Driving_to_El_Chalten,_Argentinian_Patagonia

Patagonia

cape-horn

Capo Horn

Altro viaggio, anche questo sicuramente retaggio della fascinazione che avevo da ragazzo per i viaggi in mare, è quello sino a Capo Horn per visitare la Patagonia e la Terra del Fuoco.
Desolazione, solitudine, lande brulle battute da un vento incessante è lo scenario che mi attira. Anche molto più dei paesaggi mozzafiato, degli incontri con balene, leoni di mare e pinguini. Un contatto con la natura più selvaggia ed ancestrale, e poi spingersi più a sud, sino ai famosi 40 ruggenti e 50 urlanti le zone più vicine all’ Antartide, cioè Capo Horn.
L’ incontro dei due oceani, mare nuvole pioggia e vento. Emozionante anche a solo a scriverne.
Magari arrivarci dal mare con una comoda nave da crociera, non avrebbe lo steso fascino del viaggio on the road, però….

Posti in cui non saprei nemmeno se fotografare o rimanere a godermi lo spettacolo della Natura.

Spiegare le foto

agosto 14, 2014 Fotografia con nessun commento di

editingSembra strano che nel 2014 dobbiamo ancora stare a parlare di spiegare le foto, ma purtroppo è così.

In una discussione on-line in uno dei migliaia di posti dove i i foto(cazzo)amatori postano le proprie foto di gattini, tramonti, ecc per farsi dire quanto sono bravi, una foto è stata commentata con un lapidario “cosa mi rappresenta?”.

Un affermazione del genere dovrebbe far innescare nella mente di chi ha scattato quell’ immagine un campanello, farlo riflettere sull’ inutilità dello scatto e spingerlo verso una sana autocritica e un ancor più sano cestino.
E invece no!
Si è acceso un flame infinito dove, chi aveva criticato, è stato accusato di non aver capito il messaggio, di non possedere le conoscenze giuste ecc ecc.
Ora, a parte il caso specifico, mi pare esagerato rispondere ad una critica in questo modo anche perchè quando si scatta lo si deve fare con un’ idea ben precisa in testa. Se quell’ idea non arriva a chi guarda vuol dire che la foto è sbagliata. Il discorso io fotografo per me stesso, rappresento i miei stati d’ animo, esorcizzo i miei demoni nel 99% dei casi è la giustificazione alla propria incapacità.

A chiudere il tutto mi ricorderò una massima che mi è stata insegnata tanto tempo fa’ :

la fotografia è come la barzelletta, se la devi spiegare vuol dire che non è venuta bene

Fotografi radical chic

agosto 7, 2014 Consigli e curiosità, Fotografia con nessun commento di
il sogno di ogni radica chic

Prendendo spunto da questo articolo del guru-blogger Alessandro Girola cerchiamo di capire se esistono i fotografi radical chic.
Attenzione a non confondere i Radical Chic (d’ ora in poi RC) con gli hipster , che a loro volta differiscono dagli snob e dai poseur.
Saltiamo questa classificazione di genere che farebbe impallidire Darwin e vediamo di cercare i cinque segni che identificano un fotografo RC, tralasciando i connotati fisici, ovvero la barba da profeta biblico, gli occhiali di resina nera e i vestiti da profugo siriano.

il sogno di ogni radica chic

il sogno di ogni radical chic

Odiare il Digitale. Il vero FRC è solito lamentarsi della tecnologia digitale, ovviamente sui social e su internet, dicendo che si stava meglio quando c’era la pellicola, il fascino della stampa e altre banalità assortite. Anche se ha vent’anni e non ha mai caricato un rullino in vita sua.

Odiare la tecnologia. Ovviamente il FRC dichiara pubblicamente di odiare le macchine fotografiche iper tecnologiche e quindi, afferma di scattare esclusivamente con una Holga tenuta insieme dal nastro isolante nero pulendo  l’ ottica rigata con la carta igienica. Ma siccome non è capace, non ha mai visto un rullino da 120, non ha idea di dove trovare un laboratorio che glielo sviluppi, fotografa con l’ iPhone e poi applica il filtro Holga sulle foto per postarle su Istagram un secondo dopo averle scattate.

Odiare Photoshop. Dopo ore di inutili discussioni sul fatto che la post produzione rovina l’ anima delle foto, che non sono foto reali, che l’ unica foto vera è la stampa in Bianco e Nero virata al palladio, installa la nuova app con i nuovi filtri per imbruttire la foto.

Odiare i fotografi commerciali. Ovviamente non considera i mostri sacri della fotografia, per lui Avendon era uno scattino della domenica, Newton un pervertito, Ritts un sempliciotto. Vi decanterà per ore le qualità di un fotografo armeno cieco che produce (a di suo) dei capolavori inenarrabili.

Odiare i Soggetti Classici. Il vero FRC, essendo in pratica una pippa di fotografo, vi proporrà foto sfocate, mosse, con conversioni in BN al limite della condanna penale. Quando voi obbietterete che le foto vi fanno cagare e che sarebbero da cestinare non appena scattate, partirà con una discussione  di ore sulla bellezza dell’ imperfezione, sulla volontà di trasgredire i canoni e bla bla bla fino a prendervi per stanchezza e lasciarvi stremato.

Quale può essere la soluzione allora?

Come dicono nelle forze speciali: nessuna esitazione, nessuna pietà, nessun negoziato!

Quindi quando ne incontrate uno ditegli subito come la pensate, che le sue foto fanno schifo e che voi fotografate solo in digitale passando poi ore a fare post produzione spinta. Dovrebbe allontanarsi come un vampiro all’ alba.

Palio del Golfo 2014 – reportage

agosto 5, 2014 Fotografia con nessun commento di
Tifosi

Anche quest’ anno è andata! Il Palio del Golfo 2014, 89 edizione della disfida remiera nel Golfo di La Spezia è terminata con la vittoria del rione Le Grazie.

Sempre impegnativo dal punto di vista fotografico e, certe volte anche dal punto di vista fisico, rimane sempre un punto fermo per gli appassionati.Tifosi
Tifo da stadio per i “borgatari” venuti a sostenere i loro vogatori sulla passeggiata di La Spezia, e folla non sono certo l’ ideale per la fotografia. Qui si passa dalla fotografia sportiva vera e propria per inquadrare le barche, ovvero teleobbiettivi, monopiede e tempi veloci alla fotografia di reportage quando le barche vengono portate a terra per la tradizionale operazione di pesatura. Ci sono pochi secondi per cambiare macchina, prendere l’ altra con già montati grandangolo e flash e gettarsi nella mischia. Grandangolo, flash on camera per schiarire le ombre e rendere leggibili le situazioni in ombra, macchina impugnata ad una mano sola mentre si cerca di non essere schiacciati dai sostenitori che portano il gozzo in trionfo.
In quei frangenti l’ importante è cercare di portare a casa lo scatto, non c’è il tempo di pensare, di cercare l’ inquadratura o regolare le impostazioni della fotocamera. Deve essere tutto pronto, il tempo di pensare e l’ attimo è passato.
Come dice qualcuno la fotografia è catturare l’ attimo, bene queste sono le situazioni in cui mi rendo conto di quanto sia vero.

Dovevo controllare l’ istogramma o cercare di non farmi cadere in testa la barca…

Qui non c’ è posto per i teorici dello scatto , per gli hipster della forma o per radical chic della fotocamera vintage. Qui servono attrezzature professionali, robuste, da conoscere a memoria per poterle controllare senza nemmeno dover guardare il display, non c’è il tempo di controllare l’ istogramma.
Qui occorre l’ occhio per poter guardare e considerare la propria fotocamera come una sua estensione, scattare in completo automatismo.

A rigore del vero nella tribuna vip c’era un simpatico hipster (che ossimoro) che sfoggiava una Mamiya 6×7. Chissà come sono venute le sue dodici fotografie…
Un ringraziamento alla Sig.ra Silvia Brugnoli del Comitato per la cortesia e la precisione nella richiesta accrediti.

P.s. trovate tutto il reportage sulla pagina facebook

Cinque consigli per il salto di categoria

luglio 24, 2014 Consigli e curiosità, Fotografia, Lezioni di Fotografia con nessun commento di

Argomento “pesante” per il blog in modalità estiva. Quali possono essere i cinque consigli per il salto di categoria?
Di che categoria parlo?
Parlo del salto dalla categoria di “fotocazzoamatore” a quella di “professionista”.

leica_M9_nera

questa non è fondamentale

1) Creati un piano B e anche uno C

Se vuoi entrare nel mondo della fotografia professionale, ed hai venduto mele sino a ieri, tieni a portata di mano una via di uscita nel caso in cui le cose non vadano come pensavi. E anche una seconda via. Poi se le cose ingranano puoi sempre chiudere le porte.

2) Chiediti qual’è il tuo mercato

Prima di fare il passaggio sai qual’ è il tuo mercato di riferimento? Foto di matrimonio, foto di microstock, moda, editoriali non sono mica la stessa cosa e il loro approccio è completamente diverso.

3) Fai bene i conti

Nel nostro paese la tassazione è cervellotica, così come gli obblighi di legge. Prima di iniziare consulta un professionista che ti spieghi quali sono i costi fissi a cui vai incontro anche se per un anno non vendessi una foto.

4) Conosci i tuoi limiti

Se la decisione di passare al professionismo è spinta dai Like su FB, dalle attestazioni di stima dei parenti o dalla vittoria al concorso del Fotoclub stai già sbagliando. Fotografare in maniera professionale ha bisogno di un approccio completamente diverso rispetto alla fotografia amatoriale, sopratutto di mentalità. Quindi pensa di far valutare il lavoro da un professionista, saranno i soldi più ben spesi. Ti dirà se hai i numeri o meno.

5) Preparati a fare la valigia

Per molti tipi di fotografia sarà necessario che diventi un globe-trotter. Difficile che tu possa pensare di fare il fotografo con lo stesso orario di un impiegato del Catasto. Quindi metti in conto di non avere orari/ferie e probabilmente anche una vita privata.
Se pensi che i fotografi siano pieni di donne/uomini hai già sbagliato.

Se sei arrivato sin qui, buona fortuna!


P.s. non dire MAI “buona luce” ad un fotografo, è come augurare “buona fortuna ad un pescatore”

 

Fotografare in spiaggia

luglio 17, 2014 Consigli e curiosità, Fotografia con nessun commento di
foto

Che sia una tranquilla caletta seminascosta (trovarla)  o uno stabilimento affollato, la fotografia in spiaggia è un classico.
Anche se ritengo che la cosa migliore sia godersi l’ estate e scattare qualche foto per ricordo non nego che le spiagge offrano innumerevoli spunti per scatti di diverso genere.
Le spiagge sono piene di opportunità per scatti macro e anche per scatti creativi e astratti.
Alcuni esempi tipici sono: le impronte sulla sabbia, barche e capanni, conchiglie sulla spiaggia o dune di sabbia che si intersecano con l’ erba.

foto

Questa è la spiaggia d’ inverno

Lasciata andare la vostra fantasia ma, tenete bene a mente che la spiaggia è uno dei luoghi peggiori dove portare le apparecchiature elettroniche.
Quindi NON cambiate assolutamente obbiettivo, lasciate la macchina nella borsa al riparo e tiratela fuori solo per lo scatto. Tenete il tappo copriobbiettivo e magari anche un filtro UV sulla lente.
Quando arrivate a casa prima di aprire lo sportello per estrarre la scheda passate la macchina con uno straccio leggermente umido in modo levare polvere e salino che si sono depositati.

ATTENZIONE!!!

Tenete sempre presente che ci sono delle restrizioni legali per le fotografie prese in luoghi pubblici, e che queste regolamentazioni variano tra i vari paesi. Informatevi su tutto ciò, prima di cominciare a scattare delle foto agli sconosciuti, soprattutto all ’estero. In alcuni paesi non ci sono delle leggi che tutelano la privacy degli individui nelle aree pubbliche, mentre altri vietano questo tipo di fotografie, per proteggere ad esempio i bambini. Da questo tipo di soggetti, a meno che non siano vostri figli, tenetevi sempre a grande distanza; oggi viviamo ormai nel deliro mediatico della pedofilia e qualsiasi tipo di attenzione verso un bambino estraneo alla vostra famiglia potrebbe causarvi un linciaggio promosso dall’ esaltato di turno presente in spiaggia. Ricordate sempre che siamo circondati da belve assetate di vendetta, che non attendono altro di essere legittimati a sbranare il “colpevole” di turno, e un uomo con macchina fotografica è lo stereotipo perfetto del pedofilo televisivo, sopratutto se sulla reflex è montato un vistoso tele.
Il suggerimento personale è di passare sempre ad almeno 50 metri dai bambini, facendo finta di non vederli e lasciando la macchina nella borsa.
Ci sono molte altre cose più interessanti da fotografare che non i bambini.

 

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