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Andy Rocchelli, fotografo italiano

Ero indeciso se scrivere questo articolo per ricordare Andy Rocchelli, fotografo italiano rimasto ucciso in Ucraina mentre faceva il suo lavoro.

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Lasciamo perdere le stronzate del tipo “è morto facendo quello amava”, Andy faceva uno dei lavori più pericolosi del mondo e di solito peggio pagati.
Insieme ai due sarebbe stato ferito anche il fotografo francese William Roguelon.
Proprio William Roguelon ha raccontato cosa è accaduto.
Secondo la sua testimonianza sono stati centrati da un colpo di mortaio caduto su Sloviansk, roccaforte dei filorussi circondata dalle forze armate di Kiev, su una linea del fronte a sud della città. “Prima abbiamo sentito colpi di kalashnikov che fischiavano. Poi sono piovuti i colpi di mortaio tutt’intorno”, ha raccontato il fotografo. Roguelon ha affermato di averne visti esplodere fra i 40 e i 60. “Hanno aggiustato il tiro e un colpo è piombato in mezzo al fossato” dove i fotografi erano al riparo.

Nessuno può certo dire che Andy fosse uno sprovveduto, aveva trascorso anni in zone di guerra, ma questo è uno dei casi in cui nessun addestramento può aiutarti. Se invece di essere un fotoreporter, fosse stato un incursore del ComSubin sarebbe morto lo stesso.

Ormai le parole non servono più a nulla, ci restano solo le sue foto, a testimoniare il suo lavoro.

Quelle belle belle sopravvivono al fotografo e diventano eterne e quelle di Andy lo erano.