Figli di un Dio minore

Oggi non parliamo del celebre film figlio di un dio minore ma, l’ argomento del giorno è che il famoso marchio, o brand che dir si voglia, ha deciso di affidare le foto per la sua prossima campagna pubblicitaria a BabyBeckham (all’anagrafe Brooklyn), il figlio sedicenne della coppia dorata e patinata inglese (la ex Spice Victoria e il calciatore David).

Brooklyn-Beckham

Brooklyn-Beckham

Ovviamente sui tutti i social si è scatenata la discussione. Quanto influisce il nome e la popolarità (il ragazzo ha 6 MILIONI di follower su instagram) sull’ affidamento di un lavoro ?
Assistiamo al solito caso di nepotismo ?
Secondo alcuni fotografi di oltreoceano il ragazzo sarebbe solo un prestanome, alle sue spalle ci sarebbe un team di professionisti che gestirebbe il tutto, in pratica la versione fotografica dei ghost writer (perche voi pensate che i libri li scriva Vespa??).

Ora la cosa non sarebbe di per certo una novità. Fotografi famosi viaggiano con un codazzo di assistenti che prepara tutto, dalla location, alle luci, ai ventilatori lasciando al fotografo il solo scatto (vedi Annie Luibovitz, Salgado, ecc), ma in questo caso stupisce la giovane età.

Resta da capire se il ragazzo ha veramente del talento o, visto il cognome che porta, qualsiasi vaccata faccia sarà sempre un successo.

Rimane ovvio che, chiunque messo nelle condizioni di  Brooklyn Beckham, sarebbe in grado di tirare fuori delle belle fotografie. Non parliamo poi della post produzione affidata a dei professionisti che già da sola è in grado di creare delle immagini da catalogo anche partendo da scatti non perfetti.

Quindi, concludendo il discorso, le domande alle quali sarebbe bello dare una risposta sono :

Basta avere un “nome” per ottenere lavori ?

Chiunque, basta che sia supportato, può fare lavori professionali?

E’ stato scelto per la sua popolarità e non per la professionalità ?

magari potremmo riconquistare un minimo di fiducia nel sistema

 

Pulizie di Primavera #2

Benritrovati, la settimana scorsa ci eravamo lasciati dopo aver pulito la polvere sul sensore con uno dei due metodi principali, ovvero aspirazione o soffiaggio, oggi passiamo alle pulizie di primavera #2 ovvero andiamo a pulire direttamente il sensore.

Se questo non è stato sufficiente ad eliminare le vostre macchie dobbiamo pensare di passare ad una pulizia diretta del sensore.
Come facciamo a sapere se la pulizia è stata sufficiente? Scattate una fotografia al cielo azzurro chiudendo il diaframma da f/11 in avanti, osservate la foto dovreste vedere se sono rimaste macchie.

spatSe sono rimaste ancora delle macchie dobbiamo mettere mano al sensore pulendo direttamente.

il sistema più pratico è quello di usare le apposite spatoline “swab” ricoperte di carta di riso imbevuta del liquido per la pulizia, esistono di varie misure a seconda della dimensione del sensore sia esso FF o APS-C. Se utilizzate le spatole già pronte basta scartarle e passarle sul sensore una o due volte in solo senso. La spatolina deve essere gettata dopo l’ uso!

Se avete molti problemi di sporco potete pensare di procurarvi il necessario per sostituire le spatoline pronte. Vi servono:
– cartine per la pulizia dell’ottica in carta di riso (neg.di ottica)
– elastico (x bloccare la carta di riso al pennello)
– liquido eclipse
Il liquido eclipse è il detergente per lenti-sensori molto puro composto in prevalenza dblwtcdgb2kkgrhqyhcqetcka metanolo. Si asciuga con la velocità con cui viene applicato, non lasciando assolutamente nessun residuo.

Potete procedere mettendo qualche goccia di liquido eclipse sulla carta di riso che avvolge il pennellino e bloccarla dall’elastico in cima, passate dolcemente sul sensore da destra a sinistra e poi da sinistra a destra utilizzando l’altro lato del pennellino.

Poi buttate la carta di riso e riciclate la spatolina. Mi raccomando quando aprite la confezione delle cartine non toccatele con le dita che saranno senz’ altro unte, rischiate di trasferire il grasso sul sensore.

Fotografia medica

155Parlare di fotografia medica non equivale certo a parlare di foto di medici o di infermieri. Il genere è quello che riguarda tutta la sfera sanitaria, che si parli di medici, dentisti, farmaci o ospedali.

Fotografia medica come ?

Nella fotografia di stock tira sempre molto ma, quello che si richiede è sempre un immagine rassicurante, medici sorridenti, atmosfere solari (fateci caso sfogliando una semplice rivista o una pubblicità) non vedrete mai un dentista arrabbiato (forse perchè pensa al suo conto in banca ma, questo è un altro discorso).

Il problema diventa quando richiedono foto che trasmettano paura, timore ed inquietudine a carattere medico – sanitario.aa

Per prima cosa utilizziamo delle tonalità fredde, nella sfera del blu che trasmettono una sensazione di distacco. In secondo luogo, cerchiamo di spersonalizzare la figura eliminando ogni riferimento al viso lasciando alle mani il compito di trasmettere le sensazioni che ci interessano.

Come asset utilizziamo una siringa che, inconsciamente tutti associano al dolore della puntura, e quindi trasmette a prima vista una sensazione sgradevole. La figura sullo sfondo in nero, completamente all’ opposto del tipico colore bianco che viene associato alla sfera medica contribuisce a spiazzare l’ osservatore lasciandolo in balia di sensazioni contrastanti. L’ illuminazione dura, dal basso, enfatizza le ombre creando contrasti forti tali da accentuare l’ impressione di disagio.

Ovviamente questo è un caso particolare, appositamente esagerato, dove le regole della fotografia di stock vengono stravolte per l’ esigenza del cliente.

New York City, la Grande Mela!

Cosa si può dire su New York City, la Grande Mela che non sia già stato detto centinaia di volte? Praticamente nulla…Con questa premessa in mente e, collegandomi all’ articolo della scorsa settimana, comincio a scrivere questo articolo.

Sono stata varie volte a NY, da sola o con amici o col fidanzato: in qualsiasi stagione si visiti, per me è sempre stata e rimane una thumb_IMG_1486_1024metropoli incredibilmente affascinante, vitale, culturalmente attiva, di tendenza…è il posto dove mi sento “cittadina del mondo”, sempre!

Prima cosa da fare nell’organizzare un viaggio a New York e’ informarsi su “Time Out”, guida-guru per eventi, ristoranti top, mostre, i club del momento, insomma tutto quello che accade o “the places to be” nelle grandi città del mondo lo trovate pubblicato su questo magazine: scaricatevi l’app oppure andate sul sito internet o cercate la copia cartacea quando arrivate: vi servirà!thumb_IMG_0272_1024

Con Time Out quindi avrete le novità puntuali esattamente nel periodo in cui andate. Cercando invece di fare un passo indietro e fare una lista di luoghi da non perdere, avrei un’infinità di suggerimenti che provo a riassumere, non certo in ordine di importanza:

la Statua della Libertà, monumento simbolo di New York e degli Stati Uniti d’America. Svetta al centro della baia di Manhattan, su Liberty Island. Ci si arriva col battello da Battery Park, sulla punta meridionale di Manhattan, e con i biglietti per salire fino alla Corona, il livello più alto della Statua, godrete di una vista mozzafiato su NY…ma considerate gli oltre 300 gradini per arrivare in cima e gli spazi angusti non adatti a chi soffre di claustrofobia o vertigini!;

l’Empire State Building, altro simbolo newyorkese, e’ il terzo grattacielo più alto degli Stati Uniti dopo la One WTC e le Sears Tower di Chicago. Andare sulla terrazza panoramica all’86° piano (a 320 mt d’altezza) ESBche offre una vista mozzafiato della città e’ un must. Un particolare che a me piace molto: gli ultimi piani rimangono sempre illuminati e da qualche tempo l’illuminazione cambia colore a seconda dell’evento che si festeggia (i colori della bandiera italiana per il Columbus Day, oppure i colori della bandiera americana per l’Independence Day o verde per St. Patrick’s day …);

il World Trade Center, ormai conosciuta come Ground Zero, si trova a Lower Manhattan. L’edificio principale si chiama One World Trade Center o One WTC o Freedom Tower, l’edificio più alto degli Stati Uniti e tra i più alti al mondo. A 10 anni dagli attentati, si possono visitare il Memorial e Museum, il Tribute World Trade Center, il Ground Zero Workshop e l’Osservatorio nell’One WTC…camminare dove sono morte circa 3.000 persone quel drammatico 11 settembre 2001 lascia decisamente provati;

il complesso del Rockefeller Center si trova sulla 5th Avenue, ed e’ uno spettacolo soprattutto in inverno grazie all’albero di Natale thumb_IMG_0259_1024(assistere all’accensione i primi giorni di dicembre e’ un colpo di fortuna!) e alla famosa pista di pattinaggio su ghiaccio, entrambi visti in moltissimi film. Il Rockefeller Center ospita anche il Top of the Rock, un osservatorio a circa 260 mt che offre spettacolari viste su tutta New York, soprattutto su Central Park, che non possibile vedere dall’Empire State Building;

il Ponte di Brooklyn è il ponte sospeso più grande al mondo, ma soprattutto e’ una favolosa thumb_IMG_6189 - Versione 2_1024passeggiata di circa 2Km sulla passerella di legno che collega Manhattan a Brooklyn sopra l’East River (non ci sono auto, ma tanti ciclisti oltre ai tantissimi turisti, per cui state attenti a non uscire dai percorsi per i pedoni!): non sarete delusi dalla vista indimenticabile…e già che ci siete, proseguite sulla Promenade, la passeggiata lungo il litorale a cui si accede appena terminato a piedi il ponte di Brooklyn perché vi offrirà panorami mozzafiato su Manhattan;

trascorrete qualche ora a Central Park, enorme polmone verde nel cuore di Manhattan! E’ un luogo dove rilassarsi seguendo le molteplici stradine nel verde Central parke gustando un classico hot dog, o dove fermarsi per un pic-nic sull’erba godendosi uno skyline da urlo o dove noleggiare una barca a remi per una romantica gita sul lago, oppure ancora per vedere i newyorkesi che fanno jogging o altre attività sportive o semplicemente passeggiano con la famiglia a seguito;

il Meatpacking District, dove fino a qualche anno fa si lavorava la carne e per questo soprannominato la macelleria di New York, si trova tra Chelsea e il Greenwich Village. Il piccolo quartiere e’ ancora autentico grazie alla presenza di alcuni venditori di carne all’ingrosso, ma di notte il quartiere diventa il più trendy della città, con bar e ristoranti alla moda (Pastis e Spice Market, ad esempio). Trovate il tempo per andare al bellissimo Gansevoort Market, ricco di delizie per il palato in un atmosfera studiata nei minimi dettagli!

Dal Meatpacking District vale la pena fare una passeggiata su High Line, High lineun parco sopraelevato a circa 9mt di altezza, creato dove una volta passava il treno: bella, perché offre viste e passaggi vicino agli edifici arricchiti da bellissimi murales, e per gli ampi tratti di binari originali tra i quali sono stati piantati piccoli arbusti, erbe e fiori;

Non lasciate NY senza aver “preso parte” al caos tipico di Times Square, alla confusione di luci dei neon e dei giganteschi tabelloni pubblicitari, o del via vai di persone, taxi o ambulanze che sfrecciano…Time s.e fatevi una foto con gli strambi personaggi che stazione quotidianamente in questa zona dai travestimenti (o anche svestimenti, come nel caso del celebre cowboy in costume da bagno con tanto di chitarra) più che originali!

Gia’ che siete in zona, acquistate un biglietto per una delle splendide programmazioni teatrali di Broadway (o anche off-Broadway)! Io ho visto “Il Re Leone” e “SpiderMan” con le musiche degli U2 ma li avrei visti tutti…andate!

Accanto a questi luoghi unici, ci sono musei incredibili come ithumb_IMG_0221_1024l MoMA (Museum of Modern Art, che io adoro), il Met (Metropolitan Museum, con opere d’arte classiche, dipinti e sculture di quasi tutti i più grandi maestri Europei), il Guggenheim (Museo di Arte moderna sulla 5th Avenue capolavoro di F. Lloyd Wright) tanto per citarne alcuni…

Andate a vedere un concerto al Madison Square Garden oppure a vedere una partita di baseball dei New York Yankees, oppure ancora andate a fare shopping sulla famosissima 5th Avenue e fate anche voi “Colazione da Tiffany”!

I quartieri sono tutti da scoprire: SoHo, uno dei più affascinanti, Greenwich Village, noto per la scena bohemienne e la cultura alternativa di cui è stato teatro, Little Italy, famoso sobborgo con popolazione di origine italiana, ormai spostatisi in altre zone, Chinatown, il Financial District con Wall Street e la sede della Borsa di NY, oppure visitare il Palazzo di Vetro, sede dell’ONU…

Ogni stagione ha le sue peculiarità, anche se per me il periodo migliore per thumb_IMG_6698_1024andare è in tarda estate o primavera.  Sapete cosa vi dico? Dopo questa full immersion di ricordi della Grande Mela, corro a prenotarmi un altro viaggio perché non si può stare troppo tempo senza New York City!

 

Luci e Ombre in fotografia

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luci ed ombre ben bilanciate nella fotografia

Oggi vediamo di parlare di Luci e Ombre in Fotografia, perchè se è vero che fotografare vuole dire scrivere con la luce è altrettanto vero che le ombre fanno parte integrante dell’ immagine.

Scrivere con la luce

Premessa, quelli che salutano i fotografi con “buona luce” sarebbero da fucilare immediatamente sul posto per varie ragioni. In primis augurare buona luce ad un fotografo vuole dire catalogarlo come un cretino, il vero fotografo la luce se la crea e se la modella secondo le sue esigenze. Non si può dipendere dalle condizioni atmosferiche per scattare una fotografia.

Tornando all’ argomento principale, vediamo di capire quanto possa essere utile dosare luci ed ombre nella fotografia.

Se la parte illuminata è quella che risulta principalmente apprezzabile nella foto, è quella in ombra che le dà la profondità e lo spessore. Risulta quindi fondamentale bilanciare luci ed ombre all’ interno dell’ immagine.

Fuggite lontano da quelli che parlano del flash pop-up per “aprire le ombre” o altre castronerie del genere, piuttosto fatevi una ricerca su come distribuiva la luce un certo Caravaggio che di luce ed ombre se intendeva.