L’ abito non fa il monaco

Cosa c’entra il famoso proverbio L’ abito non fa il monaco con la fotografia ? Diciamo che è lo spunto una riflessione sul quello che è la cosiddetta immagine.

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il cavalletto mi pare esagerato..

Ma non parliamo di immagine come simulacro di fotografia ma, dell’ immagine che il fotografo proietta all’ esterno di se stesso.
Solitamente il mio zaino è pesante e stipato di reflex e teleobiettivi piuttosto ingombranti e vistosi ma, molte volte ci sono occasioni in cui un semplice iPhone (che non ho) o una semplice compatta sarebbe ampiamente sufficiente.
Non voglio fare questioni di qualità, perché la qualità dei telefoni ormai è al pari di molte macchine fotografiche (vedi il lavoro DLLD di Fredi Marcarini realizzato tutto con iPhone) ma di immagine.

L’ autorevolezza del fotografo è data dal suo lavoro o da come si presenta?

Se mi presentassi con un telefonino invece che con una reflex otterrei la stessa considerazione o rischierei di far passare l’ immagine di uno il cui lavoro non vale nulla?

Attenzione non parlo di una critica al lavoro da parte di intenditori che vanno direttamente al sodo, ovvero al prodotto finito ma, della percezione della gente comune.

P.s. ho già un idea del commento di Fredi a questo post…

In compenso tutta la gggente fotografa

Oggi ho preso spunto da questo articolo della collega ed amica Lucia Patrizi per una riflessione che si adatta bene anche al mondo della fotografia.

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esempio lampante

Ormai la fotografia, con l’ avvento del digitale, si è democraticizzata (termine orrendo) ovvero è alla portata di tutti. Chiunque possieda un telefonino può scattare foto e farle vedere al mondo intero. Non ci sono più costose apparecchiature, costi della pellicola e dello sviluppo. Addirittura esistono app gratuite per il fotoritocco (quindi la solita scusa devi spendere per la licenza di PS non vale più).

Si pone quindi un altro problema. Qual’ è il livello della fotografia? Si è alzato o abbassato?
La risposta è molto più complessa di quello che si può pensare. Se a livello generale la qualità delle immagini è molto più elevata che in passato e che, grazie anche alla tecnologia, il singolo fotografo scatta foto tecnicamente migliori di quelle che poteva scattare qualche anno fa, occorre precisare che il numero delle immagini prodotte si è moltiplicato in maniera esponenziale.

Quindi per la legge dei grandi numeri anche le fotografie brutte, inguardabili e di merda si sono moltiplicate e, ancora peggio, sono diventate visibili e non sono rimaste chiuse in un cassetto.

Interrogarsi sulle cause potrebbe essere inutile e lungi da me essere colui che combatte una crociata contro le immagini brutte o contro la tecnologia che ce le propina ma, una riflessione può essere fatta.

Chiedete ad un qualsiasi Photograpers o Fotocazzoamatore di dirvi quali sono i suoi testi di riferimento o suoi autori preferiti.
Probabilmente vi guarderà con un occhio perso nel vuoto farfugliando cose incomprensibili, ma continuerà a scattare senza porsi domande.
E’ vero che l’ ignoranza dilaga in tutti i campi ma questo non può essere una giustificazione alla mancanza di cultura.

 

Charaxes jasius

coverNo, non sono impazzito. Charaxes jasius è il nome di una farfalla che vive sui corbezzoli che prosperano nella macchia mediterranea.

Ed è anche la protagonista di un fotolibro di una brava fotografa naturalista, Nicoletta Rivolini. L’ha cercata sulle colline che circondano Sestri Levante e l’ha seguita durante tutto il suo sviluppo. Documentando le diverse fasi dello sviluppo.

Adesso trovate tutto in comodo ebook in vendita per il prezzo di una colazione sul megastore Amazon.

Potete scaricarlo gratuitamente se aderite al programma KU.

Per poter godere appieno delle foto lo dovreste aprire su di un device che visualizza le foto a colori come il Kindle Fire o un altro tablet dopo aver scaricato l’ app apposita.

Per andare allo store cliccate sul link qui sotto.

Nomina il tuo link

Boomstick Award 2015

Stamattina trovo la notifica di aver conquistato un ambito riconoscimento nell’ ambito dei blogger.

Il Boomstick Award (edizione 2015, ovviamente).

L’ambito riconoscimento mi è stato assegnato da Alessandro Girola, guru del blogger italiano, creatore di mondi fantastici e esimio scrittore autoprodotto. Riconoscimento quindi che viene da fonte altamente qualificata.
Grazie al premio posso quindi  premiare a mia volta sette blogger, per il lavoro svolto negli ultimi 12 mesi.
La mia valutazione è una cosa “a pelle” non sono certo alla ricerca di risultati conseguiti in maniera più o meno eclatante o direcord di Hit ricevuti.
Detto ciò…

Cos’è il Boomstick? È il bastone di tuono di Ash ne L’Armata delle Tenebre. Una doppietta Remington, canne d’acciaio blu cobalto, grilletto sensibilissimo. Magazzini S-Mart, i migliori d’America.

Perché un Boomstick?
Perché il blog è il nostro Bastone di Tuono!

Come si assegna il Boomstick?
Niente di più facile: dal momento che in giro è un florilegio di premi zuccherosi per finti buoni (o buonisti) & diplomatici, il Boomstick Award viene assegnato non per meriti, ma per pretesti.
O scuse, se preferite.
Nessuna ipocrisia, dunque.

Per conferirlo, è assolutamente necessario seguire queste semplici e inviolabili regole:

1 – i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore.

2 – i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione.

3 – i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto.

4 – è vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come io le ho concepite.

I vincitori avranno il sommo onore di esporre il banner della presente edizione sul loro blog.

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Queste sono le regole del Fight Club del fondatore del Boomstick Award, Germano Hell Greco.

Vediamo quindi chi sono gli assegnatari dell’ edizione 2015

Per chi ama le immagini e la grafica è un punto di riferimento e quello che riesce a fare con Photoshop io me lo sogno. Poi mette una sacco donne bellissime e crea le illustrazioni con il bondage che adoro.

Perchè è uno dei migliori ritrattisti in circolazione, ha uno stile semplice che trovo meraviglioso e viene anche lui dalla fucina di I.A.F. Ed è italiano anche se lavora in tutto il mondo

Anche se non è aggiornato con regolarità si trovano sempre un sacco di iniziative creative e dei tutorial ottimi. E poi fotografa molto bene.

Perchè riesce a parlare di aspetti dei film che non avrei nemmeno mai pensato e poi posta gli articoli fregandosene del SEO e di Gugle.

Perchè è una marca che è la leggenda della fotografia e da sola evoca atmosfere magiche. Riesce a dare spazio a fotografi famosi e non che con le loro opere servono a capire meglio di tante discussioni sterili di Ph della domenica.

 

Perchè è il più internazionale dei blogger italiani e scrive in inglese con un nativo. Riesce a scrivere di cose che nemmeno nel più fantasionso dei romanzi potevate immaginare ed invece sono vere.

Perchè è la giornalista più fashion del panorama italiano, perchè di Genova come me e gira nei vicoli alla ricerca dei locali più trendy con la sicurezza di chi ci vive. E poi i suoi articoli sono graffianti e interessantissimi.

Ricordate che

a) il premio può essere assegnato dai sette vincitori ad altrettanti blogger meritevoli, contribuendo a creare, come tutti gli anni, una delle più gigantesche catene di sant’antonio che la storia di internet ricordi

b) premio e banner sono una creazione di Hell, quindi sarebbe buona creanza citarlo negli articoli

c) il Boomstick è un premio cazzuto. Se l’avete vinto non siete di sicuro delle mezze cartucce, ma… se non rispetterete le 4 semplici regole che lo caratterizzano, allora mezze cartucce diventerete…

… e vi beccherete d’ufficio, in quanto tali, il celeberrimo Bitch Please Award.

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Calcolare la giusta esposizione

Nel precedente articolo, avevamo visto i concetti fondamentali della fotografia. Oggi vediamo un applicazione più pratica della teoria.

Se la luce è poca, per ottenere una corretta esposizione (ovvero riempire il secchio) debbo aprire molto  il diaframma, e attendere molto tempo, mentre con tanta luce, aprendo allo stesso modo il diaframma dovrò attendere pochissimo e quindi potrò impostare un tempo estremamente veloce.

La base dell’ esposizione in fotografia è la quantità di luce che illumina la scena, tempo e diaframma vengono regolati di conseguenza per avere la giusta quantità di luce al nostro sensore/pellicola.
Tanta luce = tempo veloce – diaframma chiuso (passa poca luce per poco tempo)
Poca luce = tempo lento – diaframma aperto (passa più luce possibile per molto tempo)

Detto così pare facile ma, esistono dei problemi. Se per avere la giusta quantità di luce debbo lasciare l’ otturatore aperto per molto tempo rischio di muovere la fotocamera durante  l’ esposizione.
Per ovviare a questo posso ridurre la quantità generale di luce che mi serve alzando la sensibilità ISO (rimpicciolire il secchio).
Nella fotografia tradizionale significa cambiare pellicola (ecco perché tanti fotografi usavano due corpi macchina). adesso è molto più facile, basta cambiare il valore  della sensibilità.

Valori-LV

chi ha comprato un rullino lo ricorderà

Cosa serve questo discorso ?
E’ fondamentale per trovare come i valori si relazionano tra loro.
I valori in gioco sono:

  • il tempo (durata del flusso di luce)
  • il diaframma (apertura del passaggio di luce),
  • gli ISO (il volume corretto di luce che possiamo immagazzinare)
  • gli LV (la quantità di luce esistente in ripresa).

La relazione tra questi fattori è fissa, l’esposimetro della fotocamera calcola direttamente i vari valori per determinare la corretta esposizione, ma noi dobbiamo ancora fare qualche passo per arrivare a comprendere come, questi dati, possano aiutarci a determinare i corretti valori senza bisogno di esposimetro.
Abbandoniamo l’ acqua e i secchi e caliamoci direttamente nei valori della Fotografia e iniziamo a parlare delle unità standard:

  • per il tempo il valore base è 1 secondo (di conseguenza i suoi multipli e le sue frazioni)
  • per gli ISO il valore base è stato stabilito nei 100ISO e si è stabilito che al raddoppiare del numero degli ISO, raddoppia la quantità di luce immagazzinabile (a 400ISO sarà 4 volte maggiore, a 50ISO sarà quindi la metà)
  • per il diaframma il valore base è f/1,0 e più è grande il suo numero, maggiore è la quantità di luce che passerà per l’apertura.

Per il diaframma la progressione è diversa : ogni volta che il diaframma aumenta di 1,4142 volte raddoppia la quantità di luce che gli passa attraverso: 1 – 1,4 – 2 – 2,8 – 4 – 5,6 – 8 – 11 – 16 – 22 – 32 – 45 – 64.
Il diaframma è rapportato anche alla lunghezza focale dell’ obbiettivo, ma questo è iscorso che vedremo in altra sede. In via generale vi basti saper che più il valore del diaframma si avvicina ad 1 migliore e più caro sarà l’ ottica.

Per gli LV si è fatta una convenzione.

0LV: 100ISO – diaframma f/1,0 – tempo 1s

Certe volte al posto di LV troverete la parola “stop”, nessun problema sono la stessa cosa.
In pratica gli LV o gli Stop sono dei valori che riuniscono la combinazione degli altri tre come potete vedere nella simpatica tabellina qui sotto:

100ISO – diaframma f/1,0 – tempo 1s = LV 0
100ISO – diaframma f/1,4 – tempo 1s = LV 1
100ISO – diaframma f/1,4 – tempo 1/2s = LV 2
100ISO – diaframma f/2,0 – tempo 1/2s = LV 3
100ISO – diaframma f/2,8 – tempo 1/2s = LV 4

e così via. Quindi quando sentite l’ espressione aumentare/diminuire di uno stop vuol dire variare uno dei tre valori di uno step lasciando inalterati gli altri in modo da aumentare o diminuire la quantità complessiva della luce nella scena.

 

Affordable Art Fair

11046282_10153157265479524_2029943091351500265_nOggi segnaliamo un appuntamento per chi ama la fotografia e l’ arte moderna in generale.

Se siete a Milano e nei dintorni tra il 18 e il 22 marzo del 2015 non potete perdere:

 

Affordable Art Fair Milano

“Affordable Art Fair vi aspetta tra qualche giorno per una nuova ed entusiasmante edizione a Superstudio Più!
Potrete trovare ispirazione tra le oltre 95 gallerie internazionali che parteciperanno alla prossima edizione con nuove opere di artisti giovani ed emergenti, o più affermati, tutti sotto lo stesso tetto e sotto il limite di 6000€.” (dal sito web)

– Mercoledi 18, dalle 18 alle 22, inaugurazione con Michelangelo Pistoletto e Will Ramsey

– Giovedi 19, dalle 18 alle 22, Special Event Art Blooming Night

– dal 19 al 20 marzo, dalle 12 alle 18 e dal 21 al 22 marzo dalle 11 alle 21

Gli appassionati di fotografia non possono perdesi il nuovo lavoro di Fredi Marcarini, ovvero

D L L D

 

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Di cosa si tratta ? 10 eleganti scatole di colore nero. Scatole, ognuna contenente 30 stampe, ogni scatola diversa dall’ altra, ossia: ci saranno 5 scatole per tipo, e ognuna avrà dentro 30 foto diverse da tutte le altre (le foto sono 300). Ogni scatola verrà messa in vendita separatamente.

 

Se volete saperne di più sul progetto DLLD potete guardare questo video .

E adesso siete pronti  ad acquistare la vostra prima opera d’arte?

DLLD

Il tempo – Il diaframma – La sensibilità ISO

Diaframma-ISO

Foto LeicaLab

Un articolo sui cardini della fotografia, Il tempo – Il diaframma – La sensibilità ISO.

Riprendiamo un sempre classico degli esempi che si fanno per spiegare queste cose, il secchio.
Stabiliamo per analogia che una fotografia ben fatta ( a livello di esposizione) è un secchio pieno d’ acqua. Ora capite che ci sono diversi metodi per riempire questo secchio.

Il tempo

Quanto tempo teniamo il secchio sotto il rubinetto? Più tempo il rubinetto rimane aperto più acqua fluisce nel secchio.

Il diaframma

Quanto apriamo il rubinetto? Più è aperto più acqua fluisce nella stessa unità di tempo

Sensibilità ISO

Quanto è grosso il secchio? Più è piccolo più rapidamente si riempirà.

L’esposizione è un equilibrio di valori tra tempo, quantità e capacità, variando uno degli elementi sarà necessario modificarne almeno un altro per compensare eventuali errori, altrimenti vi troverete con il secchio che straborda oppure mezzo vuoto.

Adesso arriva il solito PdF che puntualizza:
ma la pressione dell’acqua?  Se cambia quella, cambia anche il tempo con cui si riempie il contenitore!
In effetti la luce non è sempre la stessa, cambia di intensità, e mutando la sua “forza” ovviamente riempie il nostro contenitore in tempi differenti, quindi è importante considerare la quantità di luce che arriva al nostro sistema ottico e di conseguenza al sensore/pellicola.
Ovvero il valore della luce (LV = light value = valore di luce).

Questi tre valori debbono essere in equilibrio tra di loro per ottenere una foto corretta.
Quindi ricapitoliamo,  fino ad ora possiamo contare sul tempo (durata del flusso di luce), il diaframma (apertura del passaggio di luce), gli ISO (il volume corretto di luce che possiamo immagazzinare) e gli LV (la quantità di luce esistente in ripresa). Tutti questi elementi sono in relazione tra loro, l’esposimetro della fotocamera si basa su questi elementi per determinare la formula corretta di esposizione, ma noi dobbiamo ancora fare qualche passo per arrivare a comprendere come, questi dati, possano aiutarci a determinare i corretti valori senza troppi calcoli.

Radical Chic & Hipster

leica_M9_neraAbbiamo già parlato tempo addietro di fotografi Radical Chic & Hipster, categorie di fotografi da cui allontanarsi e fuggire il più rapidamente possibile.

A quanto pare però il radical chic è vivo e lotta insieme a noi! Lo spunto di questo articolo mi è arrivato leggendo un articolo in Rete di cui vi lascio un estratto:

[omissis]..E ho incontrato un ragazzo che avrà avuto al massimo 18 anni, se li aveva.
Leica M4 saldamente impugnata nella mano destra, non al collo, pronta a scattare. Obiettivo Summicron 35mm Canada, notoriamente migliore del 35 Wetzlar, tedesco.
Lo fermo. Gli chiedo che pellicola stesse usando. Bianco e nero o colore?
“Bianco e nero. Sviluppo e stampo da solo. Ho un ingranditore Leitz Focomat trovato su eBay. Il digitale non mi piace, non è fotografia, è qualcos’altro che non mi interessa.
Fotografo la gente, le persone. Le loro espressioni, il loro modo di muoversi, di relazionarsi.
Non taglio e non aggiusto i negativi. Stampo l’intero formato così come ho scattato.
Non leggo riviste, divoro libri di grandi fotografi (nota: proprio lì, in Alzaia Naviglio Grande, c’è il Libraccio, una delle librerie più fornite di Milano di libri sulla fotografia d’autore e sui grandi fotografi della storia).
Non m’interessano le regole, che cosa sono queste regole di cui mi stai parlando?…”….[omissis].

Ora, lasciamo perdere il discorso sulla qualità dell’ obbiettivo, che mi ha fatto tornare ai tempi dei primi forum dove ci si scannava sulle differenze degli obbiettivi con matricole pari o dispari; sono gli altri concetti che mi paiono agghiaccianti.

“non taglio e non aggiusto i negativi” 

Questo mi pare abbastanza ridicolo, tutti i grandissimi della foto hanno sempre tagliato e riquadrato le fotografie. E sopratutto con una M4 la cui precisione del mirino è alquanto approssimativa.

Non mi interessano le regole…

Questa si commenta da sola. Le regole in fotografie derivano da secoli di studi sulla prospettiva, sulla sezione aurea ecc ecc, dire che non interessano è alquanto presuntuoso. Potrei capire se dopo averle assimilate si decidesse di trasgredirle coscientemente ma dire che non interessano dimostra solo un arroganza e un ignoranza senza pari.

Ma a quanto pare sono io quello vecchio…

P.s. io a 18 anni col c… che avevo una Leica e un ingranditore