Organizzare una mostra fotografica

forma2-550x412Benritrovati a tutti, se fotografate sia per lavoro che per diletto sarà capitata l’ occasione in cui il fratello della cugina del vostro vicino di pianerottolo ha visto una delle vostre foto ed ha esclamato “ma che belle foto, potresti  organizzare una mostra fotografica!”
Avete abbozzato una risposta e siete fuggiti, cerchiamo di avere le idee più chiare.

1. Scegliere le foto

Può sembrare banale ma è la prima cosa da fare ed anche la più difficile. Scegliere le foto che dovete esporre in funzione della mostra e del luogo dove sarete ospitati. La prima cosa da sapere è il numero di opere che può variare a seconda se è una mostra collettiva o singola e delle dimensioni.
Questo, insieme alle date di apertura e chiusura della mostra, è un dato fondamentale che dovete concordare con gli organizzatori prima di iniziare la cernita.

Quando avrete il numero delle foto che andrete ad esporre iniziate la selezione, immaginate un percorso logico. Dalla prima foto all’ ultima, è necessario un filo che unisca le immagini e quindi dia una sensazione di continuità. Per questo valutate bene fotografie verticali ed orizzontali, colore e bianco e nero.

2. Preparare le stampe

 

Adesso che avete scelto le immagini e la scaletta con le quali andranno presentate dovrete preparare le stampe. Portate i files dal vostro stampatore di fiducia già preparati secondo le sue indicazioni, ritagliatevi un poco di tempo per poterle guardare sul SUO monitor prima di mandarle in stampa, magari costerà un po’ di più rispetto ad un servizio on-line ma vi eviterà problemi e ulcere.
Quando le stame saranno pronte rimane da decidere la presentazione.
Qui entra in campo il vostro budget e quello dell’ organizzazione. Si può partire da un semplice cartoncino su cui fissare le stampe con della colla spray sino alla cornice con tanto di passe partout. L’ importante è che siano tutte eguali e che si possano posizionare nello spazio dedicato (informatevi se esistono già i supporti, se si possono appendere o se dovete approntare dei cavalletti)

Nel prossimo articolo, visto che la data di inizio si avvicina vediamo cosa c’è da fare.

Siamo tutti recensori

Oggi volevo ritornate su di un argomento che avevo già affrontato qualche tempo fa (vedi qui) relativo al sistema di valutazione di Amazon basato sull’ assunto  che noi siamo tutti recensori.
Il libro, anzi il pulcioso ebook autoprodotto con l’ iva al 22% perchè senza ISBN, pubblicato da ormai un anno sullo sviluppo e stampa in bianco e nero da pellicola è saldamente nella top 10 di genere

classifica di Amazon a Gennaio

classifica di Amazon a Gennaio

Soddisfatto di questo risultato consulto le recensioni dei lettori per vedere se oltre ad essere venduto è anche piaciuto e trovo questo:

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Ovviamente ho eliminato il nome di questi contributori.

Mi saltano agli occhi alcune piccole differenze.
La prima recensione porta a fianco la scritta “Acquisto verificato” e quindi vuol dire che chi l’ ha scritta ha comprato il volume.
La seconda recensione, quella ad una stellina, non c’è l’ ha. Quindi il libro non è stato acquistato, al massimo è stato scaricato l’ estratto.

Poi è interessante la data di compilazione ” 1 gennaio 2015″ , uno pensa che quel giorno siamo tutti impegnati a smaltire il cenone, invece c’è gente che lavora.

Ma quello che mi piace tantissimo è la coerenza tra il titolo, il contenuto e la valutazione:

“Buon riassunto”…. “Per Iniziare non è male”…. una stellina

E comunque bastava leggere il capitolo 5 per capire cosa succede se il rullino non è esposto.

la morte della fotografia

il pupone si fotografa

Un attimo di cronologia. Ieri durante il derby Roma – Lazio, subito dopo aver segnato, il capitano della Roma Francesco Totti si è scattato un selfie. Cioè invece di esultare in modo più o meno pittoresco ha preso un cellulare, un iPhone, è si è scattato un autoscatto.

Media in delirio, commentatori in visibilio, praticamente il fatto saliente di tutta la partita.

E i fotografi ? hanno assistito ad un ennesimo svilimento del proprio lavoro. Il selfie di Totti, in quanto scattato da lui, sarà la foto più commentata della partita, con buona pace dei professionisti dell’ immagine.
Chissà se la Apple gli avrà fatto un omaggio per la pubblicità non occulta.

Aggiornamento.
Dopo aver condiviso il post su Facebook si è sviluppata una discussione interessante.
ed ho estrapolato un commento:
I “fotografi” sono senza idee, fanno il loro lavoro come un muratore fa la calce…. Se avesse cervello farebbe l’architetto, ma non ne ha e quindi sta li a sporcarsi le mani… E a lamentarsi

#unlibroèunlibro sto’ cazzo*

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un esempio delle forze del male

Oggi parliamo di libri e in particolare dell’ iniziativa #unlibroèunlibro. Cercherò di fare una cronologia degli eventi lasciando i commenti personali al di fuori in modo che ognuno possa formarsi un opinione personale.

Cominciamo dal principio, alcuni anni fa’ Amazon esordisce in Italia con il suo servizio KDP (Kindle Direct Publishing) ovvero una piattaforma che permette a chiunque di pubblicare il proprio romanzo/racconto/saggio nel formato digitale dello store più grande del mondo.

La novità viene salutata in maniera entusiastica da chi voleva emanciparsi dalle Case Editrici e non rivolgersi alla truffa delle pubblicazioni a pagamento.  Dal punto di vista fiscale, Amazon applicava sugli ebook l’ aliquota agevolata del 3% in quanto la sede fiscale risultava in Lussemburgo per sfruttare la tassazione agevolata di quel paese (come fanno tutti i grandi player Apple, Google, ecc ).

Sulle prime, visto che si trattava di un fenomeno di nicchia, nessuno disse nulla. Ma quando il mercato iniziò a crescere e nel contempo i margini degli Editori a contrarsi (a causa della crisi globale), iniziarono a levarsi le prime proteste visto che in Italia l’ IVA era al 4% e sugli ebook al 22%.

Iniziò quindi la protesta dicendo che un libro è un libro indipendentemente dal supporto, che la cultura deve essere agevolata ecc ecc ecc.
Nota bene: Amazon da sola occupa circa il 50% della distribuzione dei libri digitali in Italia e l’ IVA ridotta sui libri non è applicata per questioni di cultura ma, solo per motivi contabili in quanto la gestione dei resi (che sono circa il 70% del cartaceo per i successi) renderebbe complicatissimo utilizzare la tassazione standard.

Negli ultimi mesi accadono due cose. La prima è che Amazon viene obbligato a tassare i suoi ebook al 22%, ovvero la tassazione del Paese in cui sono venduti e non più di quello in cui vi è la sede fiscale; la seconda, che pare un controsenso, è quella che viene recepita la questione posta sul supporto, ovvero la tassazione degli ebook viene equiparata a quella dei libri cartacei ovvero al 4%. Una pazzia? Da uno Stato che pretende l’ IVA sulle tasse e sui contributi** ci saremmo potuti aspettare questo ed altro ma…

Adesso arriva il bello, nei giorni scorsi Amazon invia ai fruitori del suo servizio KDP questa mail:
“[…] Infine, a partire dal 1° gennaio 2015, l’Italia ha varato una nuova legge. L’IVA applicabile per gli eBook venduti in Italia dipenderà dal fatto che tale titolo disponga o meno di un codice ISBN. Tutti gli eBook con ISBN presenteranno una tariffa con IVA pari al 4%, mentre gli eBook senza ISBN verranno prezzati con IVA al 22%. Tale supplemento verrà aggiunto al prezzo previsto per il titolo dal 1° gennaio e costituisce l’importo deducibile quando un cliente italiano acquista il libro. Se ottieni un ISBN dopo il 1° gennaio, l’IVA pari al 4% sarà quindi valida per le vendite successive […]”

Piccola digressione, cosa è questo codice ISBN ? In pratica si tratta di  una sequenza numerica di 13 cifre usata internazionalmente per la classificazione dei libri. Il suo utilizzo trovava significato nella distribuzione cartacea dove era necessario identificare con precisione ogni singolo libro,  ora con gli ebook che sono tracciabili sino al singolo compratore, la sua utilità viene messa in dubbio (in effetti Amazon per catalogare i suoi prodotti usa lo standard ASIN).

Allora dove è il problema, chi vuole pubblicare si procura prima questo codice ISBN e lo applica al suo ebook, semplice no?
No, non è così semplice perchè il codice viene fornito da un soggetto privato che vuole dei soldi per assegnarlo; ricapitolando io devo pagare un privato per avere un agevolazione sull’ IVA da versare allo Stato.
Ovviamente se il tuo libro viene pubblicato attraverso un editore usufruisci dell’ IVA ridotta.

Cioè #unlibroèunlibro solo se pago o se sono un editore, gli autori artigiani si fottano.

 


* si ringrazia il Sommo per l’ hastag
** lo Stato Italiano pretende l’ applicazione dell’ IVA sia sulle accise (tasse) che sui contributi previdenziali, tasse sulle tasse

 

Programmi per il 2015

befana-con-aspirapolvereIn colpevole ritardo sulla normale programmazione dei veri blogger vediamo di fare un programma di quello che sarebbe interessante avere nel 2015 su questi schermi.

In primis stiamo aspettando che la nostra collaboratrice Emanuela si liberi dei suoi impegni per potersi dedicare al reportage del suo viaggio attraverso l’ Asia Centrale e l’ Uzbekistan, un racconto che sicuramente appassionerà gli amanti della fotografia di viaggio.

Ritorneranno anche le ricette della domenica con la collaborazione di Gemma

E questi sono i classic. Poi sono in trattativa per reclutare una nuova collaboratrice che ci racconterà delle sue escursioni in mountain bike e della fotografia on the road.
Ed io cosa faccio?

Direi nulla…ma non è possibile!

Per quanto attiene ai miei “progetti fotografici” (non ridete), vediamo cosa c’è che bolle in pentola.
Sino alla fine del campionato di calcio sono impegnato come fotografo ufficiale per la Lavagnese che milita nel campionato di Serie D, con l’ arrivo dell’ estate ricominceremo con il cannottaggio.
I progetti personali di ricerca sono ancora abbozzati ma ne ho uno che interessa le vecchie stazioni ferroviarie oramai abbandonate man mano che si concretizzeranno sarete informati.

Per quanto riguarda i libri, visto il bel risultato del 2014 nel nuovo anno vedremo di uscire con un nuovo titolo.