Fotografia d’ interni

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17mm pannello riflettente a sx e flash in remoto dietro il letto

Di solito evito di accettare lavori che non rientrano nelle mie usuali competenze, questa volta ho fatto un eccezione perché si trattava di un parente e quindi più che un lavoro era un favore e quindi mi sono cimentato nella fotografia di interni.

Genere di fotografia molto complesso che, per essere svolto al meglio necessita di strumentazione adeguata, diversi punti luce, obbiettivi decentrabili, super grandangolari.
Non dovendo raggiungere gli standard per la pubblicazione su di una rivista patinata ho lavorato con quello che avevo, quindi mi sono limitato ad utilizzare un 17mm a mano libera, un pannello riflettente e un flash.
Purtroppo l’ ambiente era illuminato da una sola finestra e quindi si è dovuto fare un compromesso per sacrificare la vista esterna, ora i puristi mi diranno che avrei dovuto fare una doppia esposizione e poi montare il tutto in un unica foto. Avete ragione ma, visto che non era un lavoro a cui potevo dedicare diverse ora (sopratutto in post produzione) ho preferito scegliere questa strada.

Tutto questo ad ulteriore riprova che la fotografia fatta a buoni livelli diventa altamente specialistica, pensare di poter fotografare qualsiasi cosa è assolutamente utopico e quindi consiglio a tutti di specializzarsi in settore e percorrere quella strada sino a raggiungere alti livelli senza disperdere le proprie energie e finanze in mille rivoli diversi.DSC_4411
Nella fotografia c’è posto per tutti quelli che sono in grado di fare dei lavori professionali e quindi è necessario avere un elevata specializzazione e professionalità.
Se il cliente avesse avuto bisogno di uno standard qualitativo più elevato e non ci fossero state in gioco altre variabili avrei rinunciato al lavoro in favore di un collega più specializzato.
P.S. Comunque se volete prenotare il soggiorno in questa deliziosa casetta in riva al mare di San Michele (Ge) potete scrivere una mail a [email protected]
Se volete vederla da fuori cliccate qui

 

Riso alla cantonese

risoallacantoneseRiprendiamo, dopo una pausa, con una ricetta gli articoli domenicali. Oggi vediamo di racontare come preparare il Riso alla Cantonese in casa magari evitandoci i bruciori di stomaco che ci possono colpire se siamo stati a cena in un ristorante non propriamente “stellato”.§
Per prima cosa vi serve la padella chiamata Wok, che per la ricetta cinese è fondamentale. Diamo per scontato che sappiate come si utilizza, se ritenete necessario faremo un post apposito.
Prepariamo quindi il riso, per questo piatto ci vuole il Riso Basmati che deve essere cotto in maniera diversa dal normale risotto. Perciò prendiamo 1 tazza a testa di riso + 1 (cosidetta per la pentola) per ogni commensale, sciacquiamo il rsio sotto l’ acqua fredda, mettiamolo in una pentola e copriamolo con eguale quantità d’ acqua. Portiamo ad ebollizione e lasciamo per circa 8-10 minuti sino a che non è stata assorbita tutta l’ acqua, tiriamolo fuori e mettiamolo su di un piatto sgranandolo e lasciandolo raffreddare. (il bello di questo riso che può essere preparato molto prima).
Mettiamo sul fuoco l’ Wok con due cucchiai di olio di semi (non quello di oliva perchè il gusto è diverso) lasciatelo scaldare; nel frattempo sbattete con una frusta due uova, salate e pepate versate il composto nella padella ormai calda e spezzettate con la frusta in modo da ottenere una specie di uovo strapazzato, appena cotto levatelo dal fuoco e mettetelo da parte. Versate nell’ olio della padella ormai calda un cipollotto tagliato fine, appena imbiondito  una manciata di pisielli (anche scongelati), una fetta di proisciutto di Praga tagliata a dadini (circa 120 g x 2 persone).
Fate andare per qualche minuto mescolando bene, aggiungete il riso che avevate tenuto da parte bagnando con salsa di soia e un pizzico di dado granulare. Quando è bene amalgamato aggiungere l’ uovo e servire.
Mi raccomando la cottura nell’ wok è breve e avviene a temperature elevate per permettere agli ingredienti di rimanere croccanti fuori e morbidi dentro.

Cogliere l’ attimo o costruirlo ?

R.Capa

non si è ancora capito se è vera o costruita

Ciclicamente, sui vari forum di discussione, rispunta fuori l’ argomento.
La fotografia è “cogliere l’ attimo” oppure bisogna costruirla ?

Premesso che la mia antipatia per HCB e la sua filosofia è nota da tempo, filosofia che lascia il tempo che trova per una marea di motivi (ne abbiamo già parlato qui), la questione è che una bella fotografia che cattura l’ attimo fuggente è solo una gran botta di culo.
Anche se si tratta di reportage le foto hanno bisogno di preparazione. Un reportage deve essere studiato prima, l’ itinerario, la zona, le persone da incontrare, la logistica, la foto è solo l’ espressione finale e tangibile di un lavoro a monte.
Non parliamo poi della moda o degli editoriali, dove ogni singola componente della foto finale è studiata e preparata a tavolino.
Resto quindi dell’ idea che “uscire a fare foto” o “mi porto la macchina così se vedo qualcosa che mi ispira” sia una emerita cazzata e che rimanga una strategia fuorviante per chi si avvicina al mondo della fotografia.

Ovvio che questa mia presa di posizione vada contro la maggior parte dell’ idea di fondo dei circoli fotografici ma, posso sostenere con forza la mia opinione.

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Quindi, se volete crescere fotograficamente ricordatevi che dovete programmare tutti i dettagli del vostro scatto
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Alluvione, fango e selfie

un iniziativa seria per raccogliere fondi

un iniziativa seria per raccogliere fondi

Nei giorni scorsi, come accade con regolare puntualità, Genova e parte dell’ entroterra sono state colpite dall’ alluvione. Fiumi di fango si sono riversati nelle strade e nei locali commerciali. Danni milionari, gente rovinata e un morto.
Salto adesso tutte le sterili polemiche sul “si poteva evitare, è colpa tua, no colpa tua” perchè francamente ci sarebbe da parlarne per giorni e qui non è la sede opportuna.

Mi voglio soffermare sulla parte più “social” di questa tragedia. In soccorso di queste persone colpite dall’ alluvione sono arrivati centinaia di privati cittadini. Smossi da un tam-tam attraverso i social network si sono dati da fare per ripulire dal fango le zone colpite. Con l’ entusiasmo e il numero hanno sopperito alla scorsa organizzazione e preparazione dando lezioni di efficienza alle Istituzioni preposte.

Ovviamente in questa occasione ogni momento è stato sfruttato per far sapere che si era lì, la foto alla fine della giornata di lavoro, sporchi di fango ma con l’ espressione soddisfatta di chi ha compiuto un opera meritoria è la miglior pubblicità al lavoro e il miglior invito a coinvolgere altre persone in questa catena di aiuti.

Non parlo e non voglio parlare reportage in bianco e nero del Photograpers di turno che coglie l’ occasione per scattare delle fotografie con l’ unico scopo di pubblicarle sul suo profilo social, questi dovrebbero lasciare la macchina a casa e prendere una pala.
Sarebbero più utili.

P.s. Cliccate sulla maglietta per tutti i dettagli della raccolta fondi a favore degli alluvionati

Henri Cartier-Bresson era bravo?

HCBHenri Cartier-Bresson (Chanteloup-en-Brie, 22 agosto 1908 – L’Isle-sur-la-Sorgue, 3 agosto 2004) è stato un fotografo francese, è considerato un pioniere del foto-giornalismo, tanto da meritare l’appellativo di “occhio del secolo”. Teorico dell’istante decisivo in fotografia, ha anche contribuito a portare la fotografia di stampo surrealista (ispirata a Eugène Atget) ad un pubblico più ampio. Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Dopo aver letto l’ ennesimo articolo che incensava la figura di HCB in maniera acritica ho deciso di scrivere la mia opinione.

 

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A me HCB non piace!
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Vediamo di argomentare questa affermazione prima di sentirmi dire le solite frasi “guarda le tue foto”, “non capisci un cazzo  ” ecc ecc.

Le foto di HCB che vengono maggiormente osannate sono quelle scattate prima della guerra. A quel tempo possedere una macchina fotografica era un lusso, un privilegio per pochi. Poter viaggiare come ha fatto HCB era riservato a pochissime persone e i viaggi avevano ancora quell’ aura di avventura e mistero che la globalizzazione ha cancellato in nome del cosiddetto turismo di massa.
Faccio un esempio, il reportage in Sardegna, oggi non sarebbe possibile, non esisterebbe.
Quindi mi pongo una domanda, le foto, estrapolate dal contesto sarebbero ancora dei capolavori?

Se HCB fotografasse oggi sarebbe ancora considerato un Maestro della fotografia o i suoi scatti sarebbero diluiti nel mare delle immagini che vengono ogni giorno scattate?

La fotografia del bambino con il fiasco, storta e con le gambe tagliate non è eguale a migliaia di altre foto che vedete tutti i giorni sui social?
Non è che la sua forza è stata quella di fotografare quando nessuno sapeva cosa fosse la fotografia e non esistesse la diffusione di massa delle immagini?

FETTUCCINE CON FUNGHI PORCINI E SALSICCIA

Aria d’autunno in cucina.

Oggi vi propongo un piatto unico di grande sostanza. Abbiamo riposto gli ombrelloni in garage e usato le creme solari come impacco per idratare il corpo e di conseguenza non è d’obbligo sfoggiare bikini o pettorali scolpiti e possiamo osare, almeno la domenica, con qualcosa di più energetico.

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FETTUCCINE CON FUNGHI PORCINI E SALSICCIA

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

– 500gr di fettuccine fresche

– 800gr di funghi porcini freschi o surgelati

– 300gr di salsiccia piccante

– olio, sale e pepe

Mettiamo abbondante olio in un saltapasta molto capiente e lasciamo soffriggere la salsiccia spellata, quando sarà ben rosolata aggiungiamo i funghi porcini tagliati a pezzetti e continuiamo la cottura per un 15 minuti, saliamo poco e abbondiamo di pepe. Cuociamo per due minuti le fettuccine in acqua bollente salata e dopo averle scolate passiamole nel saltapasta dove assorbiranno tutto il condimento. Serviamo la pasta bollente con altro pepe macinato.

Buon appetito e buona domenica, Gemma

Foto Gemma ©

Foto Gemma ©

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono un fotografo gracile

Se non avete colto la citazione potete anche saltare la lettura di questo articolo e andare a studiare !*
Anche perchè qui non si parla di struttura corporea ma di fotografia. A parte le battute in questi giorni ho dei grossi dubbi, stavo riconsiderando il mio zaino fotografico e soppesandolo.
Normalmente dentro c’è una D3s con Sigma 120-300 f/2,8 e una D700 con BG e 17-35 f/2,8, SB-910, monopiede, schede, batterie e altre cianfrusaglie.

XT1_Front_Right_AssistGrip_BlackBK-r70Visto che le primavere si stanno accumulando sulle mie spalle inizio a pensare che mi sto portando troppo peso dietro e quindi che fare?

Avevo addocchiato la nuova Fuji Xt-1 che mi pare abbia tutte le carte in regola per dare sollievo alla mia schiena ma il prezzo, non proprio abbordabile mi aveva frenato.

Qualcuno ha esperienze in merito?