SHIBARI: L’ arte di legare

51hadVNK7aLOggi un post veloce per una segnalazione di un e-book diverso dalla solita narrativa.

Parliamo di Shibari, ovvero l’ arte giapponese dei nodi e delle legatura. Come altre discipline dell’ antico Giappone come la realizzazione degli origami o l’ ikebana questa trae origine dalla cultura nipponica per il bello.

Realizzare nodi, preparare le corde e controllare le legature per ottenere un gradevole risultato. Risultato che soddisfi il gusto estetico e renda la legatura stessa un opera d’ arte.
Collegato ed ispirato alle opere d’ arte di Hikari Kesho già intervistato su questo blog, l’ ebook non si prefigge di rendere tutti maestri ma solo di avere una base di partenza e di conoscenza.

Cliccando qui sotto potete averlo in pochi secondi sul vostro Kindle:

Carbonara vegetale

Carbonara vegetale

Foto Gemma ©

Buona domenica! Piatto ricco mi ci ficco! Caratteristiche del piatto di oggi: un primo,calorie 700 abbondanti (credo), finto vegetariano, zozzissimo. Andiamo con la ricetta che già ho la bava alla bocca!

CARBONARA VEGETALE

INGREDIENTI (per 4 persone):

-400gr di spaghetti

-300gr di zucchine

-250gr di carote

-150gr di guanciale

-2 uova

-50gr di pecorino di media stagionatura

-olio evo, sale e pepe.

Laviamo e puliamo carote e zucchine e tagliamole a dadini molto piccoli. Facciamole appassire per 10 minuti nell’olio a fiamma media, quando iniziano ad ammorbidirsi saliamo, uniamo il guanciale a dadini e facciamo soffriggere a fiamma alta fino a quanto tutto diventa croccante. Sbattiamo le uova in una ciotola e amalgamiamo con il pecorino grattugiato. Cuociamo al dente gli spaghetti e facciamoli saltare per 1 minuto in padella con il condimento di verdure e guanciale. Togliamo la padella con gli spaghetti dal fuoco e versiamo le uova al pecorino. Mescoliamo il tutto molto rapidamente. Spolverizziamo con molto pepe e il piatto è pronto.

Buon pranzo, Gemma.

Fototessere Professionali

Oggi parliamo di fototessere, ovvero quelle fotografie che servono e ci vengono chieste per ogni tipo di documento. Prima dell’ avvento del digitale la fototessera doveva essere fatta da un professionista oppure in una di quelle cabine automatiche che si trovano di solito nelle stazioni.
Adesso che computer, fotoritocco e stampa digitale la fanno da padrone ognuno si può realizzare la sua fototessera. Vediamo come rendere accattivante il tutto ed evitare la sensazione “schedatura della polizia”.

fototessera-cristianoDato per scontato che abbiate un programma di fotoritocco vi sconsiglio di utilizzare uno di quei programmi che trovate on-line, di solito funzionano con la web cam integrata, considerata la risoluzione e la focale vi ritroverete con una faccia tale da essere trasferiti seduta stante in galera non appena vi presentate al controllo passaporti.
Quindi vediamo di fare un passo alla volta, per prima cosa vi serve la fotografia.
Ponetevi contro un muro bianco, non attaccati, luce naturale che arriva da una finestra possibilmente schermata da una tenda, fatevi scattare una foto con un cellulare, una compatta, un banco ottico basta che non vi avviciniate troppo per evitare di deformare i lineamenti. Rimanete ad almeno 2-3 mt dal fotografo, fissate lo sguardo al centro dell’ obbiettivo, non ridete. Chi ha i capelli lunghi li deve tirare indietro a scoprire le orecchie, se avete gli occhiali con lenti non perfettamente trasparenti levateli.

Apriamo il nostro programma di fotoritocco (i comandi sono quelli di Photoshop, ma sono gli stessi anche nelle altre schermate) ed iniziamo:

  • Ctrl+L per regolare i livelli di luminosità, fate conto che il muro alle vostre spalle deve essere bianco
  • Attivate lo strumento taglierina regolando le dimensioni del taglio in 4,5 cm x 3,5 cm dpi 300*
  • Ritagliate il vostro viso con un accenno di spalle**
  • Aprite un nuovo file, in formati predefiniti scegliete Foto 10 x 15
  • Finestra > tornate sul vostro file originario
  • Selezionatelo
  • Ctrl + C per copiarlo
  • Finestra > tornate sul file vuoto
  • Ctrl + V per incollarlo
  • Spostate la foto sul bordo con il puntatore, ripetete Ctrl + V per incollare il numero delle immagini che vi servono
  • Disporle sul formato in modo da non accavalarsi
  • Livelli > unico livello
  • Salvate in jpg
  • Stampate e ritagliate

 

*P.s. esistono le norme UNI che determinano l’ esecuzione delle foto tessera e precisamente ICAO – ISO (ISO/IEC JTC 1/SC 37 N506) e specificano che le dimensioni della foto sono pari a 40 mm di altezza per 33 di larghezza, però è meglio lasciare un poco di bordo.

**P.s.  le norme UNI si specificano che  “La foto deve mostrare interamente la testa e la sommita’ delle spalle, in modo che l’altezza della testa sia compresa tra 28mm e 32mm

Torta della nonna

vuota

sfoglia vuota

Ogni nonna che si rispetti ha la sua torta.
Eppure… Eppure c’è una torta della nonna per antonomasia.
Semplice, gustosa e dall’aria familiare, è a base di pasta frolla, crema pasticciera e pinoli.

Lavoriamo velocemente 200 gr di farina con 100 gr di zucchero, 2 tuorli, 100 gr di burro, la scorza grattugiata di un limone e 1 pizzico di sale. Diamo forma di palla al composto e lasciamolo riposare coperto per 30 minuti.
Nel frattempo prepariamo la crema pasticciera, secondo la ricetta di domenica scorsa.

finita

finita! Foto Gemma ©

Stendiamo la pasta frolla con il matterello in uno spessore non troppo sottile e foderiamo una teglia rotonda imburrata e infarinata. Eliminiamo la pasta in eccesso e riempiamo con la crema pasticciera.

Inforniamo a 180° per 40 minuti. A metà cottura leviamo, ricopriamo la superficie con 100 gr di pinoli e rimettiamo in forno.

Lasciamo raffreddare la torta e prima di servirla spolverizziamola di zucchero a velo.

Se avanza (cosa praticamente impossibile) conserviamola in frigo.

Buona domenica Gemma

Fotografie e sogni

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il look della commessa me lo immaginavo così

Qualche tempo fa’ avevo scritto un articolo sulla possibilità di fotografare i sogni (lo trovate qui) oggi invece parliamo d’ altro.

In questo periodo, per cause contingenti, dormo e poco e male. Durante questi brevi periodi mi capita spesso di fare sogni inerenti la fotografia, e negli ultimi giorni ho un sogno ricorrente che vi voglio raccontare. Magari tra i lettori trovo un esperto della Smorfia e mi da’ i numeri giusti per il super enalotto!

Vediamo cosa mi passa per la mente durante le mie ore di sonno allora.
Vengo chiamato da una gioielleria per scattare foto a dei monili (cosa che non ho mai fatto e non saprei nemmeno da dove iniziare!), non capisco dove siamo ma sembra un posto elegante tipo Portofino o Porto Rotondo per capirci. Terminato il lavoro la titolare, che visualizzo come una cinquant’enne abbondantemente ritoccata, cotta dalle lampade e con il tipico accento da “bauscia” mi chiede di scattare anche una foto dello staff.
Staff che è composto da lei e due commesse. Tanto è sofisticata la titolare, tanto sono sciatte le commesse. Due ragazze, una bionda e una bruna, abbastanza giovani però al lavoro senza un filo di trucco, jeans e maglietta sformati.
Lo so che è impossibile che in una gioielleria le commesse siano così sciatte, però questo è un sogno quindi non fate i PdF

Dopo una breve discussione con la titolare che voleva scattare subito, giungiamo ad un accordo. Io la foto le scatto gratis se mi lascia campo libero.
Allora mi metto a parlare con le due commesse e gli spiego come devono vestirsi/pettinarsi/truccarsi per prepararsi allo scatto.
Quando è tutto pronto per iniziare a scattare…finisce il sogno!!!! grrrrr

Ho notato anche io delle analogie con la favola di Cenerentola, a parte i topi parlanti (ma quelli li vedono solo i fattoni di mdma) però poi la cosa finisce lì….

E voi avete mai fatto sogni lavorativi?

 

CREMA PASTICCIERA VELOCE DI GEMMA

CREMA PASTICCIERA VELOCE DI GEMMA

E riprendiamoci dopo la pausa estiva per le ferie (poche) e il lavoro esagerato (tanto).
Per ricominciare a frequentarci iniziamo con le dosi per fare la crema pasticciera di Gemma, che essendo mia è veloce che mica si può perdere troppo tempo in cucina con tutte le cose che ci sono da fare!
Facciamo ora la crema che ci servirà nella ricetta della prossima settimana.

3 tuorli
1 limone
mezzo litro di latte
3 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di farina

Prendete una pentola e mescolateci dentro i 3 tuorli e i 3 cucchiai di zucchero. Aggiungete i 3 cucchiai di farina insieme a un cucchiaio di buccia di limone grattuggiata. Intanto fate scaldare il latte ma senza farlo bollire, quando sarà sul punto di bollire versatelo a piccole dosi nel composto che avete appena preparato e mescolatelo con una frusta. Quando avete mescolato per bene mettete la pentola sul fuoco e continuate a mescolare. Mi raccomando usate un cucchiaio di legno e lasciate che la crema si addensi gradatamente fino a portarla a bollore. A questo punto fatela cuocere per 5 minuti così perde il sapore della farina.
Dopo i 5 minuti la togliete dal fuoco e la fate raffreddare. Ah, se mentre si fredda ogni tanto la rimescolare eviterete che si formi una pellicola sulla superficie.
E la crema veloce alla Gemma è pronta.

To be continued…

Buona domenica da Gemma

ingredienti

Fotografie per il curriculum

Questo post si sarebbe dovuto intitolare:

“fotografie per il curriculum – 5 consigli per ottenere il meglio”

ritratto scattato alle ore 12:00, con il flash.

lo sfondo non va bene

ma siccome poi lo zio gugle si incazza se faccio i titoli troppo lunghi ci siamo adattati.
Oggi, come avrete già capito dal titolo, parliamo di come preparare le foto per il curriculum lavorativo.
Oramai in tutti i curriculum devono essere allegate delle fotografie e, per certi tipi di lavori, la fotografia è una parte importante per la valutazione del candidato. Si pensi solo a tutti i lavori che comportano il contatto con il pubblico.
Per un caso, anche il mio primo lavoro pagato furono fotografie per un curriculum. Una ragazza che voleva fare l’ assistente di volo aveva bisogno di fotografie del viso e a figura intera. A quel’ epoca non esisteva fotoritocco e per eliminare alcuni difettucci mi dovetti ingegnare in maniera “artigianale”.
Ora bando alle ciance e vediamo cosa si può fare per eliminare i difetti più comuni che si trovano nelle foto allegate ai curriculum.

1- Siate seri

Dovete dare impressione di affidabilità al vostro futuro datore di lavoro, quindi niente sorrisi esagerati o pose fantasiose. Per i primi piani un sorriso a denti stretti, sguardo rivolto direttamente in camera. Per le foto a figura intera mani lungo i fianchi e un piede davanti all’ altro per le donne, per gli uomini gambe parallele con il peso su di una sola. Niente braccia incrociate danno impressione di chiusura verso il prossimo.

2- Niente filtri e effetti

Niente filtri o effetti preimpostati, al massimo una passata con la maschera di contrasto se siete abbastanza pratici di photoshop in modo da garantire la chiarezza dei visi anche in caso di stampa con stampanti non fotografiche e in caso di ridimensionamento dell’ immagine.

3- Attenzione al vestito

Ok che l’ abito non fa’ il monaco ma il vestito che mettete nella foto dirà chi siete ancora prima di leggere il curriculum. Quindi indossate un abito classico, tinta neutra (considerate che il CV verrà stampato anche con stampante al laser in BN). Se non siete abituati a mettere la cravatta meglio il colletto aperto si capirebbe subito che per voi è una forzatura. Le donne dovrebbero mettere un tailleur classico, non esagerate con minigonne inguinali o scollatura abissali a meno che non stiate facendo domanda per essere assunte al Crazy Horse.

4- Trucco e pettinatura

Sopratutto per le ragazze. Trucco leggero, nessun ombretto fantasioso o metallizzato, un bel fondotinta neutro e non esagerate con rimmel e eye-liner. Per chi ha i capelli lunghi è meglio che siano raccolti nella foto, una coda o uno chignon impressionano favorevolmente e danno idea di serietà. Levate piercing e orecchini vistosi. Sguardo fisso nell’ obbiettivo.

5- Sfondo

Sfondo rigorosamente bianco, un colpetto di flash per schiarire le ombre evitando di spararlo diretto in faccia. Il ritocco in photoshop lasciatelo a chi è capace, rischiate di fare una toppa peggiore del buco.

Adesso dovreste avere qualche lamento in più per evitare di allegare al curriculum le fototessera della macchinetta che trovate in stazione, quindi prendete il vostro telefonino e datevi da fare!

Fotografare gli arti

DSC_6860Un argomento inerente la fotografia, oggi parliamo di fotografare gli arti!
Bravi, avete capito bene, mani, piedi, occhi tutte le parti del corpo che quando realizzate un ritratto fate attenzione a non tagliare per evitare l’ effetto “gita turistica 1980”.

Le foto di mani, piedi ecc oltre ad avere un loro potenziale artistico sono richiestissime dalle agenzie di stock che mettono in catalogo le foto per poter illustrare i più diversi articoli.

Quali accortezze usare per le foto ?

 

1) attenzione alla messa a fuoco!DSC_0021
Fotografando con ottiche macro e a distanza ridotta l’ area a fuoco si riduce drasticamente, e una mano se ripresa nella maniera scorretta risulta essere a fuoco solo in una parte. Cercate quindi di aumentare l’ area nitida utilizzando inquadrature laterali e diaframmmi più chiusi possibili, magari avvaletevi della funzione di “crop” in post-produzione.
2) attenzione all’ illuminazione!
Queste foto devono essere ben illuminate, in maniera omogenea senza parti bruciate o nere e con ombre non nette. Utilizzate quindi sfondi bianchi, illuminazione diffusa e almeno due fonti luminose per eliminare al più possibile le ombre.
3) siate fantasiosi!
Non mettete freno alla vostra creatività, anche le situazioni più assurde possono essere utili. Mani che impugnano qualsiasi tipo di utensile, guanti di tutti i tipi, scarpe e stivali di varie fogge. Siate creativi !

Fotografia e Trekking – Parte seconda

Benvenuti alla seconda puntata dell’argomento “Fotografia e Trekking”, sempre in collaborazione con Gianluca Santini del blog “Un passo alla volta”, specializzato in trekking.

Dopo aver parlato in questo articolo (link) di cosa ci può servire a livello fotografico per accompagnarci nelle nostre escursioni, oggi cerchiamo di dare qualche consiglio pratico per scattare belle fotografie lungo i nostri itinerari.

Le esigenze fotografiche di un escursionista (di Gianluca Santini)

Nell’ambito delle escursioni e dei trekking la fotografia riveste di sicuro un ruolo importante. Immortalare i luoghi in cui si passa e le viste dalle vette che si raggiungono è un aspetto che, per quanto mi riguarda, è fondamentale nel vivere l’escursione nella natura. Perché, certo, posso sempre ritornare nello stesso sentiero un’altra volta, ma è bello poter riguardare quei posti stando anche comodamente seduto alla mia scrivania.

Il mio contributo a questo articolo sarà quello di illustrare quali sono le principali esigenze di un escursionista come me, la cui conoscenza dell’ambito fotografico è piuttosto ridotta. Ci penserà poi Cristiano, professionista in materia, a chiarire ogni aspetto sollevato.

 Le tipologie di foto

Camminando in montagna o in un bosco, lungo un sentiero escursionistico, ci sono delle tipologie di foto ricorrenti. Alla fine un escursionista è interessato a fare cinque categorie di foto:

 

  • Macro: per fiori e altri piccoli dettagli lungo il percorso;
  • Panorami: ovviamente, per conservare i ricordi di ciò che vede mentre cammina;
  • Panoramiche ampie: aspetto che sfruttavo moltissimo con la mia precedente macchina (una compatta Fujifilm Finepix JV) e che adesso mi manca nell’attuale Canon PowerShot, sempre compatta;
  • Fotografie al sentiero: di solito per far notare pendenze o particolari sviluppi del tracciato, ad esempio all’interno di una zona boscosa;
  • Autoscatti o scatti nei luoghi di principale interesse: per avere un ricordo della nostra effettiva presenza, ad esempio nel punto più alto del monte, vicino alla croce di vetta o alla targa indicante la quota raggiunta.

 

A questo si aggiunge la necessità di fotografare anche alcuni dettagli che si presentano durante la camminata e che possono servire come backup: in caso di disorientamento, avere nella memoria della propria macchina fotografica delle foto riguardanti punti caratteristici attraverso cui siamo passati può essere utile per riuscire a capire dove si trova il sentiero che abbiamo perso sulla via del ritorno. E quindi sono utili fotografie a massi particolari, ai segnavia più importanti – come quelli sui bivi – se non addirittura a eventuali cartelli indicatori presenti nel percorso.

Queste foto non hanno certamente la pretesa di essere artistiche, né di voler ricordare qualcosa quando l’escursione è finita e siamo seduti a casa, ma possono risultare utili quando l’escursione è ancora in corso.

Quali sono, per me, le problematiche principali nel fare fotografie durante un’escursione?

Be’, sicuramente un primo fattore fondamentale è la rapidità di esecuzione. La fotografia non deve prendere troppo tempo, dato che ci saranno comunque delle ore di cammino da macinare, sia all’andata che al ritorno (o solo all’andata, se si parla di lunghi trekking).

Conseguenza della rapidità è l’individuazione delle caratteristiche da adottare per effettuare la foto desiderata. Caratteristiche che noi escursionisti magari non conosciamo al meglio, e che dobbiamo saper individuare in poco tempo. Caratteristiche che variano, ovviamente, anche in base alle condizioni in cui ci si trova.

 

Le condizioni meteo

Un’escursione in montagna può avvenire in diversissime condizioni metereologiche. Il brutto tempo in città non è, di solito, brutto tempo in montagna, dato che la pioggia è un elemento frequente e con cui bisogna imparare a convivere con serenità.

Quindi le principali condizioni meteo e di luminosità che si incontrano durante un trekking o un’escursione sono:

 

  • Soleggiato: caso poco frequente, a meno di non camminare in piena estate, con il lato negativo del caldo però.
  • Nuvoloso: per la mia esperienza è il caso più frequente, e si va sia dal poco nuvoloso al cielo completamente ricoperto di nuvole.
  • Pioggia: se parliamo di fotografia mi riferisco ovviamente al caso di pioggia lieve, perché se è intensa si pensa solo a camminare e non a fotografare. Questo è in effetti uno dei motivi per cui, pur non dandomi fastidio di per sé, preferisco che la pioggia non ci sia, perché mi impedisce di fare foto durante la camminata. In ogni caso se è lieve è ancora possibile fare delle foto, avendo molta cura nel farle.
  • Alba/tramonto: assistere al sorgere o al tramontare del sole da una montagna è particolarmente bello, ma riuscire a cogliere tutte le sfumature di colore del cielo in quei momenti con una fotografia è abbastanza complesso, non sapendo come fare al meglio.

 

Per quanto riguarda la mia esperienza, risulta sempre particolarmente complesso rendere al meglio i colori dei luoghi che sto visitando. Le foto che faccio, insomma, non rendono mai giustizia a quello che vedo, sia che si tratti di panorami, sia che si tratti di foto lungo il sentiero.

Le condizioni meteo che incontro più spesso, nuvoloso e anche pioggia, rendono complicato riuscire a fotografare in maniera degna quello che mi circonda. In questi casi sarebbe interessante sapere quale soluzioni adottare per riuscire a fare comunque delle belle foto anche in situazioni meteo e luminose così avverse.

I trucchi del mestiere (di Cristiano Pugno)

PamukkaleControllate la posizione del sole!

Può sembrare banale, ma la vecchia regola di mettersi il sole alle spalle per fotografare (o al massimo a lato) è sempre valida anche in questo tempo di macchine tecnologiche e digitali.

Il sole alle spalle o di lato garantisce una corretta illuminazione, un ottimo dettaglio e alla fine foto migliori.

Controllate la posizione del sole! (2)

Le ore migliori per fotografare sono quelle in cui sole è relativamente basso sull’orizzonte, alba e tramonto. Per sintetizzare un concetto abbastanza semplice: “ombra corte, brutta luce; ombre lunghe buona luce”.

Ovvio che durante le escursioni si scatta senza poter scegliere l’ora in cui si arriverà in un determinato punto.

Se il sole manca, alzate un poco gli ISO (non troppo perché in una compatta il rumore digitale è sempre in agguato) e cercate di tenere la macchina più ferma possibile.

Ricordatevi di disattivare il flash, altrimenti avrete scatti bui oltre i 3 metri dalla macchina.

Usate il cavalletto

Abbiamo parlato di come un mini cavalletto possa risolvere molte situazioni fotografiche, soprattutto in Hierapoliscondizioni di luce scarsa come il tramonto, poggiate la macchina sul cavalletto ed scattate.

Vedrete sensibili miglioramenti negli scatti.
Il cavalletto usatelo anche per le macro, dopo aver impostato l’apposita funzione sulla macchina vedrete che migliorerà molto il risultato.

Stesso discorso per le foto panoramiche, scattate diverse foto ruotando la macchina ogni volta. Poi esistono dei semplici software (anche in versione free) per unire le foto e realizzare un’unica foto panoramica.

Con poca luce

Se la luce scarseggia, oppure è proprio notte, dopo aver messo la macchina sul cavalletto disattivate il flash (di notte serve a nulla oltre i 3 mt), impostate il programma notturno (se c’è) e non schiacciate il pulsante direttamente (muovereste la fotocamera) utilizzate il telecomando se esiste oppure fare partire il timer per l’autoscatto, così la macchina scatterà senza essere mossa dalla vostra mano.

Usare il flash

La vostra macchina ha un flash incorporato, piccolino  e poco potente, cerchiamo di usarlo al meglio. Contrariamente a quanto si pensa il flash è molto più utile il giorno che la notte, attivatelo nella funzione fill-in (dovrebbe esserci) per scattare i vostri ritratti durante il giorno quando la luce di mezzogiorno vi cade perpendicolarmente sulla testa. Un leggero colpo di flash schiarirà i visi e consentirà di avere una foto correttamente esposta.

Qualche trucco

Vediamo qualche trucco del mestiere che può servire nelle situazioni escursionistiche.

Scattate sempre alla massima qualità possibile: c’è tempo a casa per ridurre le foto o gettare quelle che non servono. I pixel che mancano non li potete aggiungere dopo!

Se avete il mirino ottico usate quello e lasciate spento il display, risparmierete le pile e avrete una visione corretta dell’immagine anche in pieno sole.

Se volete fare un ritratto con lo sfondo del panorama e siete contro sole usate il flash per rischiarare il viso e fate ombra alla fotocamera con un mano o una cartina in modo che il sole non picchi sull’obbiettivo

Se sulla macchina sono  presenti funzioni accessorie come Wi-Fi o Bluetooth spegnetele, insieme al display posteriore, per risparmiare la batteria. Discorso a parte per eventuali moduli GPS che vi consentiranno di geo-localizzare le foto scattate inserendo nei meta-dati della fotografia anche le coordinate del posto in cui sono state scattate, utilissimo ma divoratore di energia per cui utilizzatelo con parsimonia.
 
Le foto dell’ articolo sono tratte da questo e-book