Fotografare i sogni?

Vi spiego come mi prende la voglia di fare una fotografia. Spesso è la continuazione di un sogno. Mi sveglio una mattina con una straordinaria voglia di vedere, di vivere. Allora devo andare.

Robert Doisneau

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robert doisneau e la sua Leica

Premetto che che Doisneau* non è uno dei miei fotografi preferiti e, la sua fotografia non è certo fonte di ispirazione per me in quanto distante dal mio concetto di fotografia ( come del resto tutti i fotografi di reportage) ma questa citazione  potrebbe essere la summa di parte del mio pensiero fotografico.
Sognare un immagine, una situazione e poi riuscire a trasferirla in una fotografia  è una delle cose che mi da’ maggiore soddisfazione, in pratica è dare sostanza ai propri sogni.

Certo, non è sempre possibile farlo in quanto diversi fattori si mettono di traverso, però è bello anche solo provarci.
Probabilmente mi ripeto ma, le fotografie vanno pensate PRIMA di essere scattate. Altrimenti sarà difficile realizzare degli scatti degni di nota.

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E voi riuscite a fotografare i vostri sogni ?
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*Robert Doisneau

La sua vita è trascorsa nella periferia parigina di Montrouge, fotografando strade e volti sempre differenti. Il suo nome viene ricordato soprattutto per le sue foto riguardanti la vita di strada della capitale francese, caratterizzate da una sincera e umoristica rappresentazione della società e dell’ambiente parigino.
Doisneau amava immortalare la cultura dei bambini della strada e dei loro giochi, arrivando a conferire alle loro attività, seppur infantili, rispetto e serietà.

Gnocchi di Ricotta

Anche questa domenica in cucina lasciamo Gemma che ci preparerà degli gnocchi di ricotta che io mai avrei immaginato!

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Foto Gemma ©

Qualche settimana fa mi son trovata sottomano questa ricetta e per me è stata un’illuminazione, visto il mio amore spudorato per gli gnocchi e la mancanza di tempo nel preparare le patate. Immediatamente mi sono messa all’opera e sono risultati sodi, profumati e assolutamente deliziosi. Ve li propongo ora, subito dopo le festività pasquali, perché potreste riciclare ottimamente della ricotta non consumata.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE: -500 gr di ricotta vaccina o di pecora -300 gr di farina 00 -100 gr di grana grattugiato – un mazzetto di basilico fresco tritato finemente -sale, pepe e noce moscata.

Su una spianatoia impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo. Iniziate a tagliare dei pezzettini dal filoncino ottenuto e formate dei bigoli che poi taglierete in tubetti di circa due centimetri. Mentre li confezionate, spolverateli con della farina per non farli attaccare e se volete un risultato più carino fate degli incavi con l’aiuto di una forchetta, così raccoglieranno più condimento.

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Foto Gemma ©

Per cuocerli usate una pentola abbastanza capiente e quando l’acqua bolle, salatela e immergete gli gnocchi, quando torneranno su per due volte sono cotti, Scolateli e saltateli in un saltapasta con 50 gr di burro fuso molto velocemente e per pochi secondi. Serviteli su un piatto piano molto largo sul quale avrete spalmato del semplicissimo sugo di pomodoro Pachino e basilico, spolverateli con abbondante grana.
Buon appetito. Gemma

P.s. Seguite Gemma su Istagram ! @gemmadeath

Moon Base Factory

Oggi parliamo di un nuovo progetto, Moon Base Factory.

2SLryrACos’è Moon Base Factory ?

Noi non siamo una casa editrice.
Non abbiamo nulla contro le case editrici, ma noi siamo qualcosa di diverso.
Noi siamo una factory.
Siamo un gruppo disorganizzato di creatori.
Siamo arrivati qui seguendo percorsi diversi.
Facciamo libri.
Non ci sono capi, direttori editoriali, padroni, amministratori delegati, sovrani o presidenti.
Non ci sono ruoli definiti.
Ci sono solo le capacità che ciascuno è disposto a mettere in comune.
A seconda del progetto, ciascuno di noi può essere autore, editor, revisore, consulente ai contenuti, artista di copertina, addetto al marketing, responsabile per le ciambelle, ammaestratore di moffette.
La base è il reciproco rispetto e la reciproca stima.

Magari avrete già notato il logo sulla copertina dei miei manuali, ma adesso è ufficiale. Un collettivo di persone che si aiutano a vicenda senza chiedere o pretendere nulla se non il reciproco rispetto.
Forse i miei lavori saranno particolari rispetto al resto della produzione che si occupa prevalentemente di narrativa ma vi assicuro che la qualità globale è altissima e non ha nulla da invidiare a quella di molte e strutturate Case Editrici.

Seguiteci su FaceBook, Twitter e sul sito Ufficiale!

Quando è il caso di non fotografare

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io forse non avrei scattato…

Oggi è il primo di maggio, la festa dei lavoratori e quindi anche la festa dei fotografi.

Anche perchè, sembra strano, ma anche i fotografi sono dei lavoratori. Ma non voglio parlare di questo oggi, ma vorrei condividere una riflessione.
Anche se siete tutti a fare la mangiata nei prati, cercate di pensarci.

Vi è mai capitata di rinunciare deliberatamente ad uno scatto ?
Avete abbassato la macchina fotografica ed avete detto “non posso scattare” ?
A me è capitato diverse volte, per motivi assolutamente diversi tra loro. Una volta, di fronte ad un paesaggio mozzafiato, ho capito che se avessi continuato  a scattare non avrei potuto godere appieno dello spettacolo della natura. Quindi ho messo via la macchina fotografica ed ho contemplato la natura.
Mi sono pentito di non avere scattato? No, in quell’ occasione fotografare era superfluo.

In un altra occasione ero di fronte ad una persona che si era fatta male. Ho dovuto decidere se alzare la macchina e scattare o se appoggiarla ed andare ad aiutarla. Non ho esitato un secondo e non ho scattato. Mi sono pentito?
Forse, dopotutto non ero l’ unico che poteva aiutarlo, se avessi avuto più pelo sullo stomaco avrei continuato a scattare. Ma non sono tagliato per fare il fotoreporter.

Ed a voi è mai capitato?