Fotografare con il cappello

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berretto di lana per il freddo

Dopo l’ articolo della scorsa settimana (questo) in cui si prendeva in considerazione la possibilità di fotografare con i guanti, vediamo un altro accessorio e parliamo di fotografare con il cappello.
Utilizzare un cappello quando si fotografa non è però una prerogativa solo invernale, un cappello può anche ripararci dal sole.
Ma quale cappello usare?
In inverno un cappello di maglia come quello che indosso nella foto può essere la soluzione per tenere la testa e le orecchie al caldo, non funziona per ripararsi dall’ acqua e dalla pioggia. Addirittura se il freddo è intenso come per chi fotografa in montagna o sotto la neve si può pensare ad una passamontagna che tenga il viso al caldo.
Se dobbiamo fotografare sotto la pioggia dobbiamo quindi optare per un ombrello o su di berretto con la tesa impermeabile come i balenieri.
Se invece il nostro problema è ripararci dal sole e dalla calura estiva prendiamo un berretto di tela di quelli tondi, non usate il tipico berretto da baseball con la visiera perchè per fotografare la visiera picchia nella macchina e quindi dovrete levarlo o girarlo all’ indietro con il risultato di apparire un imitazione di un rapper.
Nelle prossime settimane vediamo se si riesce a fare delle prove comparative.
E voi usate il berretto?

IRREGOLARE di Vincenzo Bosica – Recensione

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Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 544 KB
  • Lunghezza stampa: 310
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano

Sinossi (da Amazon.it)

In un prossimo futuro estremamente verosimile, tecnologico e inquinato oltre limite, il rinnovamento naturale è praticamente assente e la ricerca diretta altrove. La vita media ha superato il secolo grazie agli impianti cibernetici sostitutivi e potenzianti e il collasso demografico è stato scongiurato con l’introduzione di una razionale direttiva internazionale, che dispensa un Permesso di Procreazione solo in caso di un nuovo decesso. Una nascita in cambio di una morte. Tutte le identità personali sono registrate e codificate digitalmente, creando una traccia informatica unica e indelebile. Nessuno sfugge al Sistema e ai suoi occhi elettronici. Nell’ordine disumanizzato di una società gestita dalle macchine, un efferato delitto scuote le fondamenta: un uomo viene trovato morto nel suo appartamento, il suo occhio artificiale strappato dall’orbita oculare. Shaun Morrison, detective dalla personalità complessa e poco incline alla disciplina imposta dal corpo di polizia, indaga sul caso, che sembra subito condurre a un traffico di innesti cibernetici per poi complicarsi. L’elemento di disturbo è qualcuno che il Sistema disconosce: un irregolare.
Commento
Un ottimo romanzo per chi ama le atmosfere Cyber-punk. Gli elementi classici qui ci sono tutti, il controllo di massa, l’ umanità soggiogata ad un grande fratello, eliminazione delle individualità. Tutto perfetto sino a che non arriva il granello di sabbia che inceppa l’ ingranaggio. L’ irregolare che rompe gli schemi e che dimostra la vulnerabilità del “sistema”. Un bell intreccio che non sfigurerebbe in un giallo classico dove l’ identità del traditore rimane nascosta sino all’ ultima pagina.
Un bel numero di pagine per una piacevole lettura, l’ unico appunto è la scarsa cura nel tratteggiare i personaggi. Troppi e poco definiti, non si riesce a capire per buona parte del libro chi siano, cosa facciano e come siano per fortuna si riprende verso la fine delinendone meglio le personalità.
Preso in promo su Amazon (cliccate sotto). Il costo della versione cartacea è assurdo.

Fotografare con i guanti

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la mia socia fotografa con guanti aderenti senza problemi

Con l’ arrivo del freddo e delle temperature rigide ci si pone l’ interrogativo su come fotografare con i guanti. Ognuno ha le sue soluzioni magari derivate da esperienze accumulate nel corso degli anni oppure si industria adattando soluzioni che provengono da esperienze in altri campi non propriamente fotografici. Nel corso degli anni ho provato anche io diverse soluzioni anche se devo dire che solitamente non patisco tantissimo il freddo alle mani.

Prima di scegliere o di pontificare sulla soluzione ottimale occorre vedere l’ ambito in cui ci si muove anche perchè, come sempre, non esiste una soluzione univoca a tutto.
Vediamo i problemi che ci possono porre innanzi.

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Clima Esterno
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Dobbiamo proteggerci solo dal freddo o anche da pioggia ed umidità? Nel primo caso possiamo pensare a guanti in pile o altri materiali caldi, nel secondo caso dobbiamo pensare a materiali che non si inzuppino.
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Macchina Fotografica
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Una macchina di tipo professionale con i comandi ben disposti e non seppelliti in complicati menù è più semplice da gestire di una piccola compatta con comandi e pulsanti microscopici.
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Attività Collaterali
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Dobbiamo solo fotografare e poi risaliamo in macchina e torniamo al caldo e all’ asciutto o dobbiamo fare altre attività outdoor come camminare nella neve/arrampicare o altro? Nel secondo caso ci serviranno dei guanti adatti all’ attività che dobbiamo svolgere.

Tenuti fissi questi paletti posso consigliare, quale soluzione per la maggior parte delle occasioni, l’ utilizzo del doppio guanto. Un guanto sottile ed aderente a contatto con la mano che consenta la giusta sensibilità e la pressione dei pulsanti e sopra eventualmente un guanto più spesso, caldo ed imbottito da levare quando si deve usare la macchina fotografica. Mi raccomando la dimensione dei guanti, un guanto grosso è inutile e non vi consentirà di avere la giusta sensibilità.
Si possono usare anche i guanti in pelle o gomma ma ne riparleremo.

 

Book, Composit e Portfolio

DSC_1634Oggi proseguiamo il tour attraverso i termini più usati, anche se certe volte a sproposito e vediamo di parlare di Book, Composit e Portfolio, dopo aver introdotto l’ argomento con questo articolo.
Questi tre termini sono molte volte usati a spropostito e confusi tra loro, anche se rappresentano tre ben distinti prodotti.
Vediamoli uno per uno.

 

 
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Book
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Termine stra-abusato nell’ ambiente “…ti faccio un book” , non è altro che l’ album con le foto della modella che comprende anche tutti i lavori editoriali realizzati, di solito ordinato in ordine cronologico inverso e racchiude il percorso professionale.
Può essere arricchito da foto di professionisti, ma solo se sono ad un certo livello, perchè in quel caso conta molto la firma oltre la foto.
Ovvero mettere una foto di Benedusi o Perfido nel book è più importante di mettere una foto bella ma di uno sconosciuto.

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Composit
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Questo dovrebbe essere lo strumento per eccellenza delle modelle, in pratica si tratta di un cartoncino formato A5 (cartolina) stampato sui due lati con tre o quattro fotine e stampati tutti i dati salienti come misure, peso , altezza taglia, numero di scarpe e recapiti. Da tenere in borsa e lasciare ai colloqui di lavoro. Ricordarsi di aggiornarlo ogni volta che si fanno cambiamenti importanti, tipo passare da capelli lunghi sulla schiena al caschetto.

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Portfolio
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Questo dovrebbe essere uno strumento più a beneficio dei fotografi che delle modelle, e al contrario del Book che è omnicomprensivo, questo dovrebbe essere rappresentativo di uno stile e se ne può avere più di uno a seconda dei diversi ambiti lavorativi in cui deve essere presentato.

Jalne (ebook)

Jalne
di Alessandro Girola e Cristiano Pugno
Copertina di Giordano Efrodini
63 pagine circa, 0,92 euro

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vediamo se riconoscete chi c’è nella foto…

In un futuro non lontano l’umanità è decimata dal Morbo di Lee-Chang, che trasforma gli infetti in selvaggi ematofagi, vere e proprie armi biologiche ambulanti.
La pandemia ha raggiunto quasi ogni angolo del globo, lasciandosi dietro devastazioni e barbarie.
Questa è la storia del Survival Blog, il primo progetto di scrittura collettiva italiano nell’ambito della cosiddetta zombie apocalypse.

Jalne contiene due racconti autoconclusivi.
Fortress Hotel narra la storia gruppo di superstiti, arroccato da mesi in un resort abbandonato di Fuerteventura. La possibile salvezza si manifesta in una spedizione navale argentina, sbarcata a cinquanta chilometri dal loro rifugio. Raggiungere i militari sudamericani non sarà affatto semplice.

Diario di Isabel ci svela invece le ultime settimane della dottoressa Isabel Pumm, ricercatrice assegnata a un progetto scientifico segreto, nel cuore del Sudafrica. L’obiettivo del suo team è quello di trovare una cura per il Morbo di Lee-Chang, ma una serie di incidenti interromperà l’isolamento dei laboratori…

Presentazione

Jalne è un micro-antologia ispirata al progetto di narrativa collettiva Survival Blog.
Al suo interno troverete due racconti: Fortress Hotel (di Alessandro Girola) e Diario di Isabel (scritto dal sottoscritto).

Fortress Hotel è la versione ampiamente riveduta e migliorata dell’omonimo racconto, pubblicato oltre due anni fa e, a dire il vero, mai eccessivamente pubblicizzato.
Diario di Isabel è un inedito, un diario asciutto ed essenziale di una ricercatrice sudafricana, impegnata in un tardivo progetto per trovare una soluzione alla Pandemia Gialla.

Entrambi i racconti sono autoconclusivi e possono essere letti indipendentemente. Non è nemmeno necessario conoscere tutti i retroscena del Survival Blog, per poterseli godere appieno. A ogni modo l’ebook ha in appendice il ricco sourcebook di questo scenario condiviso, che può anche tornare utile a chiunque voglia cimentarsi nella scrittura di un racconto ambientato nel medesimo setting (sì, potete farlo, aggiungendo nel vostro file tutti i credits al progetto).

La formula dell’ebook racconto lungo (o novelette), più racconto breve in appendice, adottata per esempio da Urania Mondadori, è interessante e versatile. Questa è la prima occasione in cui mi capita di testarla. Se vi piace, lo rifaremo. Semmai, fatemi sapere le vostre impressioni.

Visto che è superfluo aggiungere altro, mi limito ad augurarvi buona lettura, per comprarlo basta cliccare qui sotto:

Nota Tecnica

Al momento l’ebook è disponile solo sul Kindle Store di Amazon, non sono previste copie cartacee. (si potrebbe fare un eccezione rarissima con un .epub ma a fronte di giustificazione firmata da entrambi i genitori)
A chi è in possesso di tablet o smartphone con altri sistemi operativi, consiglio di scaricare le applicazioni gratuite che permettono di leggere ebook acquistati sul Kindle Store su eReader non legati in alcun modo ad Amazon.

Primo Piatto per San Valentino

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se avete questa potete cuocere direttamente sul tavolo

Bentrovati, dopo aver preparato il nostro antipasto per la romantica cena del 14 (trovate l’ articolo qui) passiamo ora al primo piatto per San Valentino.
Per rimanere in tema continuiamo preparando dei bocconcini solo saltati con contorno di riso venere (lo stesso che abbiamo usato per l’ antipasto).
Facciamoci tagliare dal pescivendolo del tonno, del salmone e qualche altro pesce in polpa che ha disponibile poi tornati a casa metterlo in ciotolone a macerare per un paio di ore almeno in un intingolo realizzato con limone spremuto, aglio, peperoncino, prezzemolo, sale, pepe, salsa di soya, e gli aromi di nostro gradimento.
Mescolare spesso per permettere una marinatura uniforme e per far insaporire perfettamente il pesce.
Preparate la piastra rovente e fateci passare i dadini di pesce un attimo, passateli poi sul letto di riso che avete preparato, fate una composizione articolata e servite. Se la scottatura la fate davanti al vostro partner e servite direttamente man mano che levate il pesce è ancora meglio, oppure organizzatevi con una pietra ollare da mettere in tavola e cuocete ognuno il vostro pezzo di pesce mentre conversate amabilmente con un buona malvasia frizzante.

Portfolio per modelle

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la luce non è perfetta ma può essere una partenza

Oggi parliamo di portfolio per modelle, anche se ad onor del vero il termine portfolio è un poco abusato. Retaggio di quando si girava con la cartella (portfolio) che conteneva i nostri migliori scatti per poter far visionare il lavoro ai committenti/redazioni ecc ecc, ora con il dilagare del supporto digitale gli scatti sono ovunque tranne che stampati. Ed è anche diventato labile il confine tra portfolio, book, composit (ci torneremo)
Vediamo di dare qualche suggerimento alle ragazze che volessero crearsi un portfolio per tentare la carriera di modella, in primo luogo ricordatevi che di modelle ce ne sono tantissime, quindi cercate il vostro punto forte e puntate su quello. Ad esempio se avete degli occhi bellissimi ma non siete altissime privilegiate i primi piani, se invece siete atletiche toniche puntate sul fisico.
Se volete un portfolio per proporvi ai fotografi come modelle seguite questi punti cardine ed avrete molte più possibilità:
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– nessuna post produzione delle foto!
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dovrebbe essere ovvio, ma tante volte si vedono foto nei port completamente artefatte, se un fotografo vi vuole scegliere per degli scatti poi deciderà lui che elaborazione utilizzare, ovviamente le foto vanno tutte a colori niente BN creativo
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– niente trucco!
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anche questa è una raccomandazione ovvia ma è bene ribadirlo, il fotografo avrà già la sua idea di MU e quindi vuole vedere la modella al naturale.
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– sfondo neutro e abbigliamento neutro!
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la protagonista della foto siete voi e quindi niente sfondi che distraggano l’ attenzione dalla vostra figura e abbigliamento che nasconda il vostro corpo
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– poche foto!
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Un primo piano, un dettaglio degli occhi, una foto con i capelli sciolti e con i capelli raccolti, una a figura intera sia davanti che dietro.
Portatevele dietro sia stampate in formato non enorme (a4 va bene) che su supporto informatico (un cd o una chiavetta usb da pochi euro per poterla anche lasciare), dietro le foto stampate lasciate i vostri recapiti e anche negli infofiles.
Se qualcuno vi chiede un sacco di soldi per fare un portfolio probabilmente è disonesto.