La qualità è morta!

sognava la qualità

sognava la qualità

Oggi ritorniamo a parlare di qualità fotografica. In piena bulimia da social media, smartphone e applicativi varie si è forse persa la concezione di qualità fotografica?
Siamo ormai schiavi del like e dei “mi piace”, soggetti alla condivisione forzata e su quella tariamo il nostro metro di valutazione?
Nei giorni scorsi, durante una conversazione con degli stimati professionisti relativamente alla situazione della fotografia di matrimonio, mi ha colpito molto una frase pronunciata da un grande fotografo:

“se posso ti do un consiglio: io offro solo lavoro di qualità. e chiedo i miei bei soldi. Se uno mi dice che è caro, gli rispondo: senti bello, io non sono caro, anzi ti avevo anche fatto un prezzo di favore. Se tu NON HAI I SOLDI, mi hai già fatto perdere troppo tempo e ora levati di torno. alla lunga questo atteggiamento paga. si sparge la voce che sei caro, e anche nel tuo mondo vale la frase del popoletto: “se costa vuol dire che è bravo”. Lo pensano sempre. prima o poi verrai accerchiato da gente che vuole la roba che costa. il lusso NON è MAI IN CRISI. MAI. Sii di lusso. Magari tagliati quella barba e vestiti in un altro modo che sembri un profugo, e datti un po di arie. Chi si da arie è miliardario, fare la primadonna è il primo passo verso la zuppiera piena di monete d’oro. chi è umile, si arrabatta, si adatta, alla lunga fa pena, e chi ci va da uno che fa pena? barboni senza soldi che fanno più pena di lui. spero di esser stato chiaro… non mi piace ma è così che funziona. I tempi dove chi lavorava bene e con umiltà veniva ripagato da denaro e soddisfazioni sono finiti. chi si sposa oggi, mettiamo a 30 anni, è uno che è cresciuto coi manga e la playstation, quindi lo devi trattare come si merita, a merda in faccia. Se ha i soldi vorrà tirarti in faccia i suoi soldi per farti vedere che ce l’ha più lungo e duro di te, e lo avrai fregato. se non li ha si leva dai coglioni e ti farà un piacere.”

Ora, tralasciando i giudizi sul look che esulano dal discorso, pensate anche voi che ormai non ci sia più spazio per la qualità fotografica?

BitchBlade di Germano M. – Recensione

BBcover_mediumBitchBlade di Germano M.
eBook in formato epub, mobi e pdf
34 pagine (in formato pdf), racconto+postfazione
copertina di Giordano Efrodini
impaginazione a cura di Germano M.

Sinossi (da bookandnegative.com)

Com’è nata, BitchBlade? Sì, perché è una lei. È nata non da una foto, come al solito, ma dal puro cazzeggio. Stavo pensando a una sorta di eroina permalosa, che crede di avercela solo lei, italiana, armata di spada o bastone telescopico, e ho pensato che unire bitch a blade poteva essere un risultato fighissimo, un nome da ricordare. Una Witchblade, ma più stronza.

Commento

Cos’è BitchBlade? E’ una storia, è un omaggio al cinema fantastico (Grosso Guaio a Chinatown, soprattutto) e anche alle bellissime puntate di Buffy dedicate a Halloween.
Quindi vi troverete personaggi sfacciatamente sopra le righe, situazioni incredibili e ritmo serrato il tutto prendendo spunto dal mondo di 2MM.
Il racconto è breve, ma farete a tempo ad innamorarvi di Barbara Brambilla. Bellissima, sboccata e disincantata quanto può esserla una super eroina che non sa di esserlo in una Milano che più che da bere ora è da aspirare…

Tonno e fagioli

tonno-in-scatolaOggi un piatto che potremmo fare in emergenza e risolverci una serata, ci servono una scatoletta di tonno e una di fagioli (bianchi possibilmente).
Per come utilizzare il tonno in scatola potete prendere ispirazione dal post del collega Davide, che restituisce dignità al questa scatoletta, altrimenti proseguite la lettura.
Aprite la scatola di fagioli scolateli e sciacquateli in un colino, metteteli in una terrina ben asciutti e regolate di sale e pepe. Aprite la scatoletta del tonno, scolate l’ olio in una padella. Accendete il fuoco sotto, aggiungete uno spicchio d’ aglio, un acciughina sotto sale/olio. Appena sarà caldo passate rapidamente i fagioli nell’ olio.

Versate il tutto insieme al tonno spezzettato spolverando con del prezzemolo fresco, aggiungete al piatto due uova sode ed avete un piatto per tutti.
P.s. Variante più sofisticata aggiungendo delle noci tritate all’ olio nella padella.

Come si cambia

Nikon

Nostalgia…

Questo post prende spunto da un articolo comparso sul blog di Davide Mana, in quel post si discuteva di come fosse cambiata la figura dello scrittore negli ultimi tempi.
Cercherò di fare un parallelo con il mio mondo, come si cambia nella fotografia
Quando ho iniziato a fotografare la figura del fotografo era essenzialmente quella della persona che schiacciava il bottone in seguito a precise richieste.   Terminato il servizio si portavano i rullini al laboratorio e poi si passava a ritirare i provini. Si sceglieva la foto e alla fine si ritornava al laboratorio per la stampa.
Nel processo intervenivano un sacco di figure professionali e in fin dei conti si lavorava meno, si lavorava meglio e tutti più o meno guadagnavano qualcosa.
Poi il mondo è cambiato
Siamo nell’ era di internet, dei social, degli smartphone e a tutti tocca lavorare di più e guadagnare meno. (fuck globalizzazione!)

Ora il procedimento è più o meno questo:

  • Devi trovarti i clienti
  • Organizzarti lo scatto (trovare location, contattare modelle, truccatrici ecc)
  • Scattare
  • Scaricarti le foto, scegliere quelle buone
  • Procedere al ritocco, preparare per la stampa i files
  • Stamparti i files (magari questo te lo eviti se ti rivolgi ad un lab)
  • Consegnare i lavori
  • Farti pagare
  • Ritorna al punto 1

Ovvero per meno soldi di prima fai molto più lavoro, bello vero?

I Mecha di Napoleone III di Alessandro Girola – Recensione

i-mecha-di-napoleone-iii-copertina-bisI Mecha di Napoleone III di Alessandro Girola – Recensione
Copertina di Giordano Efrodini
Editing di Germano M.
193 pagine circa, 2,68 euro
Sinossi

Primavera del 1871. Infuria la guerra Franco-Prussiana. I mostri-guerrieri al seguito degli eserciti germanici sono sempre più forti, più grandi e più resistenti. A essi Napoleone III, Imperatore di Francia, oppone i Titani, robot alti cinquanta metri, pilotati da ufficiali dell’Armée de terre e da genieri italiani della Brigata Giganti.
Sullo sfondo del conflitto ci sono le due fazioni di Nekton, gli alieni naufragati anni prima sulla Terra, e divisi da profonde divergenze politiche e morali.
Mentre sul fronte della Lorena fa la sua comparsa il più letale mostro al servizio degli austro-prussiani, il Tarrasque, tra Francia e Italia si studia un disperato piano per ribaltare le sorti della guerra.

Commento

Il seguito del racconto i Robot di La Marmora è finalmente arrivato. Più lungo e più articolato, scritto con precisione e attenzione ai dettagli e perfettamente calato nel periodo storico si legge tutto di un fiato. Gli elementi per chi ama il genere ci sono tutti.  Il risorgimento alternativo, gli alieni tentacolati, mostri assortiti e avvincenti scene di combattimento.
Non mancano neppure le protagoniste del gentil sesso, alla guida di tecnologici colossi meccanici.
L’ unico appunto potrebbe essere l’ eccessivo affollamento di personaggi e comprimari che rischia di limitare l’ emergere di un singolo protagonista con il quale immedesimarsi.
Editing e impaginazione curati in maniera impeccabile e professionale.

Lo trovate a prezzo ridicolo su Amazon Store cliccando qui sotto:

Se vi piace prendete anche la prima parte:

Crocchette di riso

Oggi vediamo di presentare una ricetta per le crocchette di riso, un sistema per aggirare il solito risotto.

crochette di risoPer iniziare facciamo bollire in latte e acqua q.b 1 kg di riso(deve essere legermente sommerso), una volta cotto si scola e gli si aggiunge la prescinseau (denominazione ligure, dovrebbe chiamarsi in italiano cagliata) 1 barattolo da 250 g, mettere due uova, maggiorana tritata fine fine,aggiustare di sale e pepe.

Quando l’impasto è cremoso si lavorano delle piccole palline della dimensione di una noce o poco più. Nel frattempo mettere in una padella l’olio di semi ed aspettare che diventi ben caldo (se avete una friggitrice è meglio). Passate le crocchette nel pan grattato e l’olio è friggetele poche per volta a seconda della dimensione della padella, scolatele e mettetele ad asciugare sulla carta carbone e servite con un po di sale.

Cinque domande deprimenti ai fotografi

qui in versione invernale con occhiali da sole Foto di Nicoletta R.

è lei il fotografo?

 

Oggi facciamoci due risate con un post leggero e che riprende momenti di vita vissuta, ovvero le cinque domande che normalmente vengono rivolte ai fotografi e che ti deprimono.
A me normalmente vengono rivolte quando sono impegnato in qualche manifestazione o mentre sto seguendo qualche competizione sportiva.

 

 

  1. E’ lei il fotografo ? Questa domanda ti viene rivolta mentre sei con reflex+ tele+ monopiede e pettorina fluo con scritta “foto”. L’ unica risposta possibile.” No signora, di solito mi vesto come un pupazzo fosforescente e giro la macchina fotografica al collo, ma in realtà sono quello dei biglietti.”
  2. Ai miei tempi…. Questa più che una domanda è un affermazione che viene fatta dal pensionato con le mani dietro la schiena che ti osserva scuotendo la testa. Se provate ad interloquire inizierà a raccontarvi di quando fotografava con le lastre ed il collodio.
  3. Quanto costa? Di solito quelli che vi rivolgono questa domanda sono i soliti fottocazzoamatori che leggono i listini dei vari importatori di Honk Hong e di San Marino come fossero i listini di quattro ruote. Se provate a rispondergli vi diranno che il loro bis-cugino gli fa avere l’ attrezzatura ad un terzo di quello che la pagate voi. Dopodichè se vanno soddisfatti a consultare un altro sito coereano di attrezzatura che non compreranno mai.
  4. Come si vede dentro? Questo solitamente ve lo chiedono quando vi vedono con il teleobiettivo montato, quando provate ad  accontentarli riceverete un ohhhh di meraviglia e delle ditate unte sul display. Tutti quelli che vi chiedono questa cosa di solito hanno degli occhiali spessi un dito.
  5. Chi è arrivato primo? Solitamente siete in cima ad un monte per vedere il passaggio della prova speciale di un rally o di una corsa di bici o di una maratona e puntualmente arriva quello che vi chiede chi è arrivato prima o se Brambati si è posizionato. Potete provare la telepatia a rispondergli oppure inventate tanto non si accorgerà della differenza.

ed a voi non chiedono mai nulla di strano?