Andata anche quest’ anno

Borgata del Marola che vince il Palio

Borgata del Marola che vince il Palio

Anche quest’ anno, come avevo annunciato giorni fa,’ sono stato al Palio del Golfo di La Spezia. Esperienza che consiglio a tutti fotografi di Sport. Quest’ anno per cercare di non arrivare impreparato mi sono portato due macchine fotografiche. D3s con 70-200 f/2,8 + duplicatore su monopiede, D700 con 17-35 f/2,8+ flash.  Le prime tre foto con la D700 me le sono, in termine professionale “cagate” perchè mi sono dimenticato che su quella macchina era montato il flash e non ho controllato le impostazioni, così imparo a non controllare. Anche se questo è un merito della Nikon che produce fotocamere compatibili tra loro tali da non distinguerle durante l’ uso avendo tutte la stessa ergonomia. A parte questo piccolo inconveniente, un grandissimo spettacolo di pubblico, sulla Passeggiata assiepate non meno di 10.000 persone, con tifo calcistico. Sindaci e V.I.P. in camicia pronti a tifare come tutti gli altri borgatari e poco ci mancava che finissero in acqua anche loro.

Le ragazze del Canaletto che vincono la prova riservata alle donne

Le ragazze del Canaletto che vincono la prova riservata alle donne

Caldo africano, anche se per fortuna ad una certa ora il sole tramontava e le esigenze televisive ritardavano la partenza sino alle 19:45, ressa con altri colleghi e non  hanno messo a dura prova la mia resistenza.
Però ne è valsa la pena, anche se non sono spezzino.

l' entusiasmo e la calca

l’ entusiasmo e la calca

Spaghetti allo scoglio classici

Oggi ricetta classica, anche se oramai diventata noiosa in quanto proposta in ogni menù estivo o pseudo tale.[highlight2] cozzeSpaghetto allo scoglio o ai frutti di mare o alla brezza marina,[/highlight2] chi più ne ha più ne metta.
quindi per prima cosa procuriamoci i frutti di mare, ovvero cozze e vongole. Laviamo le cozze e mettiamo le vongole a bagno in acqua fredda salata da cambiare parecchie volte per far spurgare la sabbia.
Quindi per prima cosa facciamo aprire qualche cozza in una padella a fuoco alto, appena saranno aperte le prendiamo le sgusciamo e metà di queste le tritiamo grossolanamente. Mettiamo nella padella un filo d’ olio, uno spicchio d’ aglio e un poco di prezzemolo. Lasciamo scaldare e mettiamo le cozze tritate e intere in modo che si insaporiscano. Aggiungiamo le altre cozze e vongole che avevamo da parte a facciamo andare sino a che non si aprono. Aggiungiamo del vino bianco per sfumare il tutto. ( se volete fare un favore ai vostri commensali adesso levate un po’ di gusci del mitili) Nel frattempo abbiamo lessato gli spaghetti lasciandoli al dente e aggiungiamoli al condimento lasciandoli bagnati.
Aggiungiamo un pizzico di peperoncino in polvere, mescoliamo e serviamo. Sugli spaghetti serviti spolveriamo del prezzemolo tritato fresco.

Da abbinare ad un bianco fresco come il pigato, un ringraziamento per l’ ispirazione a Barbara

Fotografia. Arte o mercato

Seconda puntata dell’ esame di  questa intervista a Settimio Benedusi. Per chi non conoscesse ancora Bendusi (male!) consiglio di cercare in rete in suoi lavori e sopratutto le sue dissertazioni sulla fotografia, sempre molto argute e puntuali.

Settimio Benedusi

Settimio Benedusi

In un altro passaggio dell’ intervista spiega il rapporto tra arte e mercato e cioè:
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La fotografia, come tutte le attività umane, non deve essere semplicemente bella o brutta. Deve essere utile. Il pagamento certifica che la fotografia che è stata realizzata serva, e che abbia un’utilità. La più brutta fotografia al mondo fatta da un perito assicurativo che fotografa con l’Iphone la macchina incidentata al costo di venti euro è mille volte più bella di tutti i bei tramonti rossi che tutti fanno.
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Questo è un altro giudizio che condivido pienamente, io l’ ho sempre detto ma ovviamente la mia opinione non ha il peso di Settimio.
Si ritorna sul discorso della fotografia studiata, pensata ed utile. Io non riesco a immaginare di uscire a  “fotografare”, mi porrei mille domande a cominciare da quella fatidica “cosa metto in borsa”, ed è per questo che non riesco a frequantare circoli fotografici anche perdendomi questa parte di arrichimento culturale.
Ad essere pignoli ogni tanto ad eventi e manifestazioni trovo dei colleghi che si portano dietro dei bauli con tutta l’ attrezzatura ma questo è un altro discorso.
Ma voi pensate che l’ Arte non debba essere contaminata dalla pecunia oppure ci può essere una via di mezzo, un compromesso?