Foto Low – Key

Ritratto Low-Key

Retaggio del passato oggi parliamo di foto Low – Key, ovvero tradotto letteralmente “foto in chiave bassa”. Che scritto così non vuol dire nulla, cerchiamo di essere più espliciti.
La tecnica della fotografia Low – Key è quella caratterizzata da un fondale nero o scuro nella quale spicca il soggetto colpito da una luce, di solito radente, che ne evidenzia i caratteri. Questo tipo di illuminazione rende molto con i ritratti di uomini anziani, con il viso segnato dalle rughe che vengono così evidenziate nella loro texture.

Questo stile di fotografia è quello tipico di molti maestri del Bianco e Nero e di molti pittori rinascimentali, che dovrebbero essere materia di studio per chi volesse iniziare a fotografare seriamente, come ad esempio il Caravaggio (esiste addirittura uno schema di luce che prende il suo nome).
Fate attenzione a non cadere nel tipico errore di chi confonde le foto Low – Key con le foto sottoesposte, nel Low – Key il soggetto è correttamente esposto ed il resto non è illuminato.

Tecnica di scatto
Per ottenere un effetto Low – Key non basta sottoesporre l’ immagine, occorre indirizzare la luce a disposizione solo sul soggetto escludendo il resto. In esterni dobbiamo scattare verso sera quando la luminosità ambientale è minima illuminando il soggetto con un flash dotato di una parabola che permetta di concentrare la luce lasciando il resto allo scuro. In interni dobbiamo avere un fondale nero che ci garantisca l’ assorbimento della luce quasi totale.

Dominazione e sottomissione

Questo è un post che volevo scrivere da tempo.
Ogni tanto l’ analisi delle statistiche del blog mi riserva delle sorprese, a parte la curiosità di trovare “piadina dietetica” come top nelle chiavi di ricerca, sempre più volte appaiono termini di ricerca legati alla sfera BDSM.

Termini come Dominazione, Sottomissione, Bondage, Shibari appaiono molte volte nelle chiavi di ricerca forse a seguito dell’ intervista con il maestro Hikari Kesho attirati dalle sue splendide fotografie di shibari.

Mi dispiace quindi per gli internauti che arriveranno qui attratti da chissà quale perversione, questo è un blog di fotografia.
Alla domenica ci sono le ricette se volete sbizzarrivi.

E adesso fate i buoni…DSC_1514

se volete leggere un libro in argomento, cliccate direttamente qui sotto:

 

Barbecue

Visto che la stagione bella è con noi parliamo di [highlight1]barbecue[/highlight1]. Il barbecue o cottura alla griglia è un modo generico di chiamare tutti quei sistemi di cottura che non siano nei fornelli di casa.
In un vecchio articolo ho messo qualche rudimento della cottura in esterni, una spiegazione semplificata per chi si apprestava ad organizzare la grigliate di primavera. Oggi vediamo di esplorare qualche ricetta da fare velocemente all’ esterno.
Se volete diventare dei veri griller fatevi un giro sul questo sito,  dove si parla di grigliatura in tutte le sue sfaccettature, di consigli di base alle pratiche più esoteriche per i cultori di questo tipo di cucina.
Quindi prendiamo delle acciughe fresche, laviamole, evisceriamole e apriamole per renderle piatte. Dopo averle fatte asciugare per bene disponiamole sulla griglia ben calda in modo che si formino le caratteristiche striature.
Deporle ancora calde su di un letto di insalatina riccia e condire conuna salsina di olio, aglio, limone sale e pepe, salsa di soia bene amalgamata.

Potete iniziare da questo, uno dei migliori a detta degli esperti

Inquadrature – Campo Lungo

Questa volta, dopo aver parlato di Piano Americano (PA), Primo Piano (PP) e Figura Intera (FI) ci spiangiamo ancora più in là sino ad affrontare il cosiddetto[highlight1] Campo Lungo (CL)[/highlight1].

La definizione di Campo Lungo è mutuata dalla cinematografia e costituisce per la fotografia di ritratto l’ inquadratura più allargata, utile in quello che si chiama il [highlight1]Ritratto Ambientato[/highlight1], ovvero quella foto nella quale il soggetto viene inserito nell’ ambiente circostante che costituisce parte integrante dell’ immagine.

 Questi sono i classici ritratti da reportage scattati con il 35 mm in modo da dare un idea dell’ ambiente in cui interagisce il soggetto che si vuole ritrarre, un taglio che ha i suoi massimi esperti in fotografi come Salgado, Marcarini.
Qui un esempio in versione più glamour:

campo-lungo

campo lungo

Inquadrature – Figura Intera

Negli scorsi articoli abbiamo parlato delle inquadratura denominate Piano Americano (PA) e Primo Piano (PP). oggi allarghiamo il concetto e parliamo della inquadratura a [highlight1]Figura Intera (FI)[/highlight1] Questo tipo di inquadratura è quella definita classica per le modelle perché prende dalla punta dei piedi sino ai capelli in modo da poter vedere la persona nella sua interezza. Per certe fattispecie la posa è addirittura codificata, come ad esempio le sfilate di moda dove la modella deve avere il piede destro avanti, le spalle parallele al fotografo, testa alta. Rimane ovvio che poi ci possono essere varie interpretazioni.

Ecco qui un esempio di foto a figura intera
figura-intera

 

Pietra ollare – uso e manutenzione

Oggi parliamo della [highlight1]Pietra Ollare[/highlight1], con questo n0me si individua comunemente la steatite che, possiede delle peculiarità fisiche che la rendono particolarmente adatta ad essere sfruttata in cucina nella cottura delle carni. La vera pietra arriva solo dalla Val Malenco e dalla Val Chiavenna che sono confinanti, la si riconosce perchè da nuove hanno dei punti neri su tutta la superfice. Continue reading

Inquadrature – Primo Piano

Nel precedente articolo abbiamo parlato del Piano Americano, oggi vediamo il cosiddetto [highlight1]Primo Piano[/highlight1]. Il Primo Piano o PP è quello che inquadratura un volto dall’altezza delle spalle. Il soggetto è isolato dal contesto, e la sua espressione è il centro dell’attenzione. Può essere anche descritto come  “formato tessera” perchè è la tipica inquadratura per le foto della carta di identità. Necessita di un ottica lunga (90mm nel formato FX) per evitare deformazioni al volto del soggetto.

Primo Piano Emanuela Biollo

Primo Piano

Un inquadratura di questo genere serve a far risaltare i lineamenti del volto e necessita di un ottimo make-up.

Qui la mia Socia ha i capelli leggermente scompigliati dal vento ma il concetto mi pare espresso chiaramente.

Inquadrature – Piano Americano

Oggi riprendiamo le lezioni di fotografia, e parliamo di inquadrature e tagli. Iniziamo da una inquadratura derivata dal cinema e precisamente il [highlight1]Piano Americano[/highlight1]. In questa inquadratura la figura è inquadrata dalle ginocchia alla testa; questo particolare tipo di inquadratura era molto utilizzata nei film western in cui era necessario inquadrare gli attori dalla testa alle pistole, che appunto scendevano sotto la cintura.
Molto utilizzata nei ritratti di moda e nell’ editoria risulta più adatta forse agli uomini perchè taglia le scarpe e i piedi.

nella foto la mia Socia Emanuela in versione amazzone inquadrata con un Piano Americano

Piano Americano

Piano Americano

Cozze Gratinate

cozze gratinate

cozze gratinate

Visto che siamo in tema di riproposizione di ricette classiche oggi proviamo le [highlight1]Cozze Gratinate[/highlight1]. Quindi rechiamoci senza indugio a recuperare un bel sacchetto di mitili freschi che andremo a mettere a bagno per pulirli bene successivamente levando l’ erbetta.
Prepariamo quindi una pentola capiente dove mettiamo le cozze con due spicchi d’ aglio, vino bianco e peperoncino, accendiamo a fuoco vivace e lasciamo che i mitili si aprano. Quelli che non si aprono sono da buttare.
Nel frattempo prepariamo il ripieno, ammolliamo della mollica di pane con il liquido di cottura delle cozze, aggiungiamo del prezzemolo, uno spicchio d’ aglio, una punta di concentrato di pomodoro, olio, sale e pepe  (a chi piace una spruzzata di grana, a me non piace e quindi non lo metto) e realizziamo una crema.
Andiamo ad aprire le cozze, separiamo le valve e gettiamo la parte vuota. Adagiamo le altre su di una teglia da forno e copriamole con la crema preparata. Ungiamo con un filo d’olio e inforniamo per 10 minuti, grill a 200°

Sforniamo e serviamo ben calde con una bianchetta ligure.