Seltz alla catanese

Visto che il sole non ci lascia tregua, oggi una altra bevanda per ripristinare i liquidi persi e digerire le abbuffate. E cosa può esserci di più adatto per affrontare il solleone che una ricetta propria della Sicilia ovvero il seltz alla catanese. Se volete assaggiare quello originale, che non riuscirete sicuramente a replicare nel gusto vi suggerisco di recarvi direttamente a Catania per assaggiarlo in uno dei chioschi del centro (io l’ho assaggiato in piazza Trento grazie alla mia personale guida locale) o addirittura all’ interno del mercato del pesce, ma se le vacanze sono ancora lontane  vediamo di adattare la ricetta alle nostre latitudini. Quindi i puristi che mi dicono non è così possono già passare all’ articolo successivo. Continue reading

Il paraluce e l’ economia

Oggi voglio lasciare qualche considerazione a chi mi segue e che poi ognuno ne potrà trarre le sue considerazioni.
Antefatto
Durante un servizio fotografico, avvito male il paraluce del mio 300mm, una piccola distrazione e pluff…il paraluce finisce negli abissi del Mar Ligure. Leggermente contrariato (leggasi smadonnando in lingue sconosciute e non) ritorno a casa pensando a come fare.

Arrivato a casa una ricerca (non facile su gugle) mi comunica che il pezzo di alluminio che ho perso in realtà si chiama LH1134-01, parto quindi alla ricerca di questo pezzo dal nome che ricorda i servizi segreti.

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Bevanda dissetante estiva

Oggi cerchiamo rifugio dalla calura estiva che è arrivata tra capo e collo in questi scampoli di giugno. Ora cosa c’è di meglio di una buona bevanda rinfrescante per ritemprarci dal calore estivo quando torniamo a casa?

Tolti i drink commerciali di ogni tipo che si trovano in commercio oggi prepariamo qualcosa di genuino e adatto per risollevarci dopo aver sudato l’ impossibile. Per prima cosa prepariamo la base, ovvero l’ acqua. A me piace frizzantissima quindi, siccome mi voglio trattare bene, compro una bottiglia di acqua Perrier (che magari legge questo post e mi regala un cartone di bottiglie…credici), se non siete schizzinosi anche una marca qualsiasi va bene nella versione da mezzo litro. Continue reading

Il segreto dell’ ultimo giorno di Riccardo Pietrani – Recensione

  • U29_Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 742 KB
  • Lunghezza stampa: 442
  • Utilizzo simultaneo di dispositivi: illimitato
  • Editore: Riccardo Pietrani; 1, 496 pagine edizione (28 febbraio 2013)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B00BNJ9O4A

Sinossi (da Amazon.it)

Oltre 2000 copie vendute nei primi due mesi di pubblicazione. Al primo posto in fantascienza dal quarto giorno di pubblicazione. Nella top 100 bestseller Amazon dal quarto giorno di pubblicazione.Stato della Chiesa, 1561
Un capitano di vascello e la sua ciurma, di ritorno da un viaggio nelle Americhe, si sacrificano alle torture dell’Inquisizione pur di portare in patria il diario di bordo della spedizione e gli sconvolgenti segreti in esso contenuti.
Usa, dicembre 2012
Kayn Grimm, ricercatore ed ex professore di genetica, riceve una telefonata da una misteriosa donna che sostiene di avere preziose informazioni sulla morte del padre, avvenuta molti anni prima in circostanze anomale.
Germania, dicembre 2012
Le vicende di un killer russo, Viktor Zagaev, e del detective sulle sue tracce, Matthias Wichmann, si intrecciano con quelle di una oscura e potentissima organizzazione, alla ricerca di un luogo leggendario che svelerebbe il potenziale nascosto nel DNA umano e il destino dell’intero universo.

Commento

Un bel romanzo corposo, gli argomenti per essere intriganti ci sono tutti. Società segrete, fine del mondo, Vaticano, azione. Per prima cosa bisogna dire che è scritto bene, qualche refuso dovuto ad un editing non professionale. I protagonisti sono abbastanza caratterizzati anche se non in modo omogeno. Cosa manca per essere un ottimo romanzo?
Principalmente la trama sviluppata su più universi e su più piani temporali è difficile da seguire, forse una diversa impaginazione aiuterebbe, poi ci vorrebbe una maggiore accuratezza negli dettagli sopratutto nelle scene di azione e in quelle con le armi dove ci sono degli errori grossolani.
Per alcuni personaggi non si capisce bene cosa facciano o perchè siano introdotti nel libro costringendo poi ad un finale non lineare.
Nel complesso, visto il prezzo, il romanzo è da comprare e leggere.

La fotografia è denuncia sociale?

Oggi volevo prendere spunto da questo articolo apparso su Repubblica, si parla della annosa questione delle navi da crociera che attraversano Venezia sfiorando il campanile e gli altri monumenti.
Questione annosa, che per i veneziani non è una novità, combattuti tra il rifiuto del nuovo (tanto a Venezia i turisti vanno lo stesso) e il business delle crociere che movimenta enormi masse di soldi e crocieristi.
Ora, dopo i fatti di Genova e della Concordia, la protesta ha ripreso vigore alimentata anche dai comitati NoTAV e No Dal Molin con il corollario di scontri con la polizia e relativa stampa indignata per la violenza, dichiarazioni di politici, ecc ecc ecc. Continue reading

Digestivo alla menta

Oggi dopo tanto parlare di mangiare prepariamoci qualcosa per il dopo cena, un infuso alla menta che stimoli la digestione.

CIMG4250Ricetta semplice ma assolutamente efficacie per preparare questo digestivo.
Iniziamo quindi con l’ incedere per i campi alla ricerca della menta, se l’ avete nel vaso in terrazzo è meglio e raccogliamo quindi dei bei rametti con le foglie verdi.
Versate quindi mezzo litro di alcool puro in un contenitore con il tappo ermetico, metteteci le foglie di menta (50 circa) dopo averle lavate ed asciugate con un panno, e la scorza di un limone. Chiudete e riponete al buio per 10giorni, ogni tanto date una rimescolatina.
Terminato il periodo indicato preparate uno sciroppo scaldando mezzo litro di acqua (usate la minerale se non avete un depuratore e 320g di zucchero) girate sino a che non si scioglie tutto.
Unite l’ alcool filtrando con un colino le foglie di menta che saranno ormai essiccate, imbottigliate e lasciate riposare una settimana.
Bevete ghiacciato.

questo usatelo per filtrare

La Maschera di Pazuzu di Vito Introna Recensione

Oggi recensione di un e-book autoprodotto (si, però il libro di carta, vuoi mettere la sensazione di sfogliare le pagine bla bla bla) raccolto anche questo dallo sterminato catalogo Amazon, che riserva sempre ottime sorprese.
Anche se sorpresa non è completamente perchè conoscevo l’ autore ed ero abbastanza certo di andare sul sicuro.
U29_Sinossi

Silio è un omone di quasi cinquant’anni grasso e vizioso, impiegato in una multinazionale dell’informatica prossima al fallimento.
Pur essendo un fiero sindacalista della Fiom, caratterialmente si rivela maschilista, indolente e scorbutico.
Odiato dai colleghi, abbandonato dalla moglie e dai mai troppo amati figli, conduce una vita piatta e incolore. Tanta monotonia sparirà di colpo in seguito all’acquisto fortuito di una maschera di latta.
Da quel momento in poi la sua esistenza cambierà radicalmente: tra lutti, assurde visioni oniriche, disavventure lavorative, noie giudiziarie, minacce di morte, uomini falena, serrati scontri sindacali e tragicommedie di sorta, Silio non potrà esimersi dallo scoprire chi sia veramente il misterioso Pazuzu, gelosissimo proprietario della maschera.
Ad aiutarlo in questa assurda ricerca cripto-archeologica ci saranno due coltissimi sacerdoti missionari, un folle scienziato vaticanista, l’amico Filippo e la sensuale Nadia. Insieme dovranno fronteggiare la giustizia italiana, i potentissimi datori di lavoro di Silio, sindacalisti corrotti, criminali dell’est Europa, gang di usurai e molti altri ostacoli imprevedibili, fino al ritrovamento di una misteriosa Ziqqurat…

Giudizio
Il romanzo è molto interessante, un buon ritmo e avvincente. L’ editing e la formattazione sono buone. Nella prima parte il protagonista è forse tratteggiato in maniera eccessiva e rischia di apparire fuori dalle righe, mentre andando avanti si entra sempre più in simpatia con lui e con la sua vicenda.

Un po’ scarna la rappresentazione dei comprimari che risultano “schiacciati” dal protagonista nelle loro vicissitudini sino all’ ottimo finale.
Romanzo da prendere assolutamente anche per il prezzo concorrenziale e passare qualche ora di relax.
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Fotografia di massa o di qualità?

Oggi volevo prendere spunto da questo articolo di Alessia Glaviano. Per chi non la conoscesse, Alessia Glaviano è una Photo Editor che lavora per Vogue Italia e Uomo Vogue., ovvero è quella persona che decide quali foto pubblicare.
Figura una volta popolarissima nelle redazioni, ora soppiantata in forza delle nuove tendenze che tendono a premiare le economie di scala e la rapidità a fronte della qualità.
Riassumendo il concetto espresso, nell’ articolo si afferma come alcuni fotografi ( e si fanno i nomi di Benedusi e Toni Thorimbert) siano solo dei comunicatori e non dei grandi fotografi, che non devono essere chiamati “Maestri” ecc ecc.
In pratica sarebbero solo chiacchere e fotografie parafrasando una famosa battuta di un film, mentre esistono altri fotografi bravissimi ma che non si conoscono.

Settimio Benedusi

Settimio Benedusi

Ora, a prescindere dal giudizio sulle singole persone, che mi pare abbastanza complicato perchè non esistono fotografi che fanno solo belle fotografie (anche i maestri, compresi quelli citati nell’articolo, hanno nel loro portfolio delle c…te), tutti i fotografi che ho conosciuto ed intervistato mi hanno confermato che al giorno d’ oggi se non si è presenti in modo sistematico sui social e sul web semplicemente non si esiste.
Quindi massima stima per il lavoro del Photo Editor, ma nel 2013 non si può certo pensare di rimanere a produrre capolavori nel proprio studio in attesa di essere scoperti dalla grande rivista. Questo forse andava bene nel 1970,ma adesso siamo nel 2013.

In conclusione, ritengo che nel campo professionale si deve valutare il lavoro svolto, indipendentemente da chi lo ha svolto. Le valutazioni delle singole persone rientrano nella sfera dei rapporti personali che non devono entrar a far parte dei rapporti di lavoro.

Licenziamo i fotografi!

Prendiamo spunto da questo articolo, il Chicago Sun Times ha licenziato i suoi 28 fotografi e pagherà un corso ai suoi giornalisti per insegnar loro a fare foto con il telefonino per illustrare gli articoli.

Ma ci dobbiamo scandalizzare?

imagePrima considerazione. Avevano 28 fotografi assunti, nessun giornale italiano ha così tanti fotografi dipendenti. Ormai la parte fotografica dei giornali é affidata a service esterni oppure si comprano le foto dalle agenzie. I fotografi dipendenti diretti dei giornali sono una rarità.

Seconda considerazione. In America é normale licenziare la gente dalla sera alla mattina ( così come é facile assumere) e quindi l’impatto di questa notizia é sicuramente maggiore da noi che in USA.

Terza considerazione. Molto probabilmente i fotografi licenziati si ricicleranno come free-lance oppure si aggregheranno  ad un agenzia, perché ci sono occasioni in cui non si può fotografare con l’ iPhone (immaginate lo sport) e quindi alla fine la qualità non si abbasserà molto. È sicuramente non bassa come quella di certi blasonati giornali italiani che prendono le foto dalla TV.

Perciò penso che non ci sia nulla di così sconvolgente, é il progresso bellezze, non possiamo fermarlo dobbiamo cavalcarlo.

e voi che ne dite?