Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 1

Come vi avevo anticipato alcuni giorni or sono (trovate l’ articolo qui) inziamo a pubblicare un mini – corso sullo sviluppo e stampa dei rullini in Bianco e Nero. Attività che può sembrare anacronistica in questi tempi digitali ma che ha la sua dose di fascino. Il corso sarà a cura della mia collega e socia Emanuela.

PERCHE’ ACCOSTARSI AL MONDO DEL BIANCO E NERO

Lo sviluppo e la stampa in camera oscura delle pellicole in bianco e nero, al giorno d’oggi, sono attività in declino, in primo luogo per l’avvento del digitale che ha reso la fotografia decisamente più accessibile ad un numero sempre crescente di appassionati ed in secondo luogo per la difficile reperibilità dei materiali necessari ed i conseguenti costi non propriamente economici ( per lo meno in negozio, rendendosi così necessario acquistare quasi esclusivamente on-line ).
Ciò che più mi affascina del mondo del bianco e nero è che si tratta di un’attività totalmente artigianale e manuale in tutte le sue fasi, ma soprattutto unica, in quanto, nonostante si rispettino nella maniera più fedele possibile i parametri di stampa ( altezza della testa dell’ingranditore, eventuale tipo di filtro utilizzato, apertura del diaframma dell’obiettivo, tempo di esposizione, sviluppo e fissaggio alla stessa diluizione e della stessa ditta produttrice, medesimo tipo di carta da stampa…) una serie di fattori chimici ( freschezza o meno della soluzione di sviluppo e temperatura alla quale viene utilizzato solo per citarne un paio) ed umane (abilità manuale e pratica dell’operatore) difficilmente possono garantire un risultato identico al 100%.Per non parlare dell’emozione che si prova ogni volta che l’ immagine latente inizia ad apparire sulla superficie della carta immersa nella bacinella di sviluppo!
Quindi, se siete trascinati da un po’ di passione per la pellicola, potreste aver trovato un gratificante passatempo, che vi ripagherà della pazienza e del tempo dedicatogli!

Emanuela vi saluta e vi aspetta per la seconda lezione

 

 

Coincidenze fotografiche

Anche oggi ripeschiamo qualcosa negli hard disk per scrivere un articolo che può sempre essere attuale, anche se una situazione simile l’ avevamo descritta qui.

Al termine di una sessione fotografica mi cade l’ occhio sulla modella che si sta’ rimettendo gli occhiali, la posa mi incuriosisce quindi scatto e metto via.
Dopo qualche tempo, qualcuno mi chiede una foto per una pubblicità di un ottico. Mnetre faccio mente locale su come organizzare lo scatto mi ricordo della foto che ho in archivio. Uno sviluppo con L.R., qualche aggiustatina con Photoshop per quanto riguarda lo sfondo ed il taglio e la presento al cliente. Piace!
Problema risolto e cliente soddisfatto.
Quindi, ricordatevi di tenere un archivio ordinato, e di cercare di scattare con il pensiero rivolto al domani. La foto che oggi non vi serve domani può esservi utile.

Olive in salamoia

Ormai siamo in vista dell’ inverno e quindi le ricette si devono adeguare. Oggi vi riporto nella campagna a raccogliere i frutti di stagione.
Andiamo a controllare gli alberi di olivo, dovrebbero esserci i frutti pronti, quindi prendiamo le olive che ci servono direttamente dal ramo.

Raccolti frutti dobbiamo lavarli per bene in acqua corrente, lasciamole poi in ammollo per almeno 20 giorni cambiando spesso l’ acqua per eliminare la parte amarognola. Terminato il periodo prepariamo una salamoia al 10% sciogliendo un etto di sale per litro d’ acqua scaldandola per agevolare lo scioglimento, quando si sarà raffreddata potete coprirci le olive.
Lasciate coperte le olive per 30 giorni, terminato il periodo sciacquate e preparate una salamoia al 12%  per coprire le olive da lasciar riposare almeno 30giorni, la patina che affiora la potete rimuovere volta per volta non incide sul prodotto. Poi potete prenderle volta per volta e condirle come vi piace. (in un altra ricetta)

Flash di giorno – parte quarta

Ritorniamo agli articoli sull’ uso del flash (potete trovare gli altri qui). Nell’ articolo precedente abbiamo parlato dell’ utilizzo del flash con l’ automatismo TTL e delle sue regolazioni, ora affrontiamo le potenzialità dell’ utilizzo manuale.
Questo ci consentirà di poter adoperare anche flash semplici, da recuperare anche usati a poco prezzo senza doverci svenare con i costosi flash di marca.
Intanto una premessa, lavorare con il flash in digitale è molto più semplice ed efficacie rispetto alla pellicola perchè il monitor consente di vedere subito il risultato e introdurre le correzioni del caso. Una volta si dovevano fare calcoli, oppure affidarsi alle polaroid e sperare sino allo sviluppo di avere azzeccato tutti i fattori in gioco.

Continue reading

Castagne autunnali

E’ tornato l’ autunno, le foglie ingialliscono e cadono e con loro a terra arrivano i prodotti del sottobosco. Funghi e Castagne. Ora, quest’ anno le castagne sono poche a causa della prolungata siccità estiva e dell’ insetto infestane che flagella alcune aree, mentre per i funghi ci sono migliori notizie.

Però oggi parliamo di castagne, ne avevamo già parlato qui, questa volta vediamo di conservare questa prelibatezza per i prossimi mesi.
La cosa più semplice sarebbe seccare le castagne come prevedeva la tradizione sterndendole su di un graticcio sotto al quale veniva acceso un fuoco multo fumoso, dopo alcuni giorni si raccoglievano le castagne, si infilavano in sacco di juta e si sbattevano nell’ aia per scorticarle. Le castagne così secche duravano sino alla prossima stagione o venivano  macinate per ottenere la farina.

Un alternativa più goloso potrebbe essere questa. Mettiamo le castagne nella padella bucherellata delle caldarroste, cuociamo spruzzandole di vino rosso (possibilmente dolce come un Sangue di Giuda o un Lambrusco amabile). quando sono pronte sbucciamole aiutandoci con un canovaccio. Fermi ! non è il caso che ve le mangiate.
Prepariamo uno sciroppo con acqua e zucchero in proporzione 3 a 1 facendolo sciogliere in  un pentolino sul fuoco bassissimo, quando sarà pronto aggiungiamo del rhum e una stecca di cannella. Mettiamo le caldarroste in un vasetto e ricopriamo con lo sciroppo. Tappiamo e sterilizziamo come sempre, aspettiamo almeno 10 giorni per aprire.

La prossima volta vediamo di fare una ricetta più zozza

Fotografie e dieta

“Il digitale va bene per i dilettanti e per i reporter, ma un vero artista non dovrebbe trascurare la fotografia ‘tradizionale’. La vecchia maniera di fare foto è come una dieta alimentare ecologica e salutare: tutti noi cerchiamo di seguirla ma non tutti possiamo permettercela”  (Rimaldas Viksraitis)

rimaldas viksraitis

Grazie alla collaborazione con Ginevra, che mi permette di esplorare il mondo anglofilo e tedescofilo, mi si sono aperti nuovi mondi. Ho trovato questa frase in uno dei meandri del sociale blu in inglese, ed ho potuto proporvela come spunto di riflessione.
Ora, prescindendo dal fatto che possa o meno condividere questa  presa di posizione dell’ artista mi sorgono ulteriori dubbi.

Secondo quanto riportato da questa persona per essere artisti bisogna fotografare con la pellicola (quale poi? 35mm, lastre, gelatina bho), ovvero impazzire a cercare i rullini, perchè le ditte hanno ridotto al massimo la produzione (sentito parlare del fallimento Kodak e altri produttori?), trovare i chimici (vedi sopra) oppure un laboratorio per il colore (il coloro non si sviluppa e non si stampa in proprio) per poter avere la patente di artista.
Forse il digitale ha cambiato il modo di fotografare, ha prodotto certamente una bulimia fotografica che ha delle derive dannose, ma ha permesso a molti talenti di emergere. Quanti sono i bravi fotografi che senza le possibilità della sperimentazione digitale e la diffusione della Rete sarebbero rimasti sconosciuti ?
Io non riesco a capire queste prese di posizione radical chic, arroccarsi a difesa di un passato che non può tornare, che vantaggi può portare, a parte di un’ effimera visibilità?

Se volete fare il Bianco e nero in proprio dovete leggere questo:

Soldi e blog

Se siete abituali frequentatori della blogsfera italica non vi saranno certo sfuggite le innumerevoli polemiche di questi giorni relativamente ai blog, donazioni, giornali e compagnia cantante.
Se seguite questo articolo troverete tutti i link ai diversi articoli che hanno scatenato il putiferio. Non è che la questione mi entusiasmasse a dismisura, ma sono praticamente stato travolto e quindi ho voluto inserire il mio piccolo contributo.

Questo blog non sarà mai a pagamento, tanto per essere chiari e diretti sin dall’ inizio. Il mio lavoro è ben altro, e la qualità/frequenza di aggiornamento/corposità degli articoli è tale che non pretendo certo una retribuzione, anche perchè fondamentalmente ho aperto il blog per interfacciarmi con l’ esterno, questo non vuole dire che se vi servissero cose più specifiche non le dobbiate pagare! Volete una lettura approfondita del vostro portfolio (quello che in editoria si chiama editing) non ve lo posso certo fare gratis, e così sarà per altre sezioni che ho in mente di aprire in futuro.

Continue reading

Sedano in tutte le forme

Durante la settimana, in lande remote di internet, si discuteva del sedano. Se ne parlava a livello di pietanza per vegetariani/vegani, e poi si è degenerati…ma lasciamo stare.

Ora visto l’ inverno che incombe alle porte parliamo degli utilizzi del sedano, sia da solo che in insalata o come accompagnamento per altri piatti.
Inziamo con il lavarlo bene perché sarà sicuramente pieno di terra, levando le coste esterne che sono le più dure (quelle verdi) e le foglie. più verdi. Quelle chiare interne si possono mangiare direttamente così con un po’ di sale ed olio d’ oliva insieme a quello denominato “cuore” ovvero la parte più interna.
Ora vediamo come mangiare la nostra verdura invernale.

Cruda
Le parti più interne possono essere mangiate dopo averle intinte in una salsina di olio, sale e pepe con eventuale goccia di tabasco (pinzimmonio) come aperitivo o come contorno.
Oppure possono far parte delle verdure da accompagnare con la bagna cauda insieme a finocchi, cardi e peperoni.
Le coste più grosse possono essere usate come contenitore per mousse e patè.

Cotto
Oltre ad essere un parte fondamentale per la realizzazione del brodo costituisce, insieme agli inseparabili amici carota e cipolla, la base per il ragù.
Potete anche farlo bollito tagliarlo a rondelle e passarlo in padella con olio, aglio e peperoncino.

Per tagliare il sedano vi serve un coltello buono come questo:


Intervista con il fotografo – Matteo Cappè

Riprende la rubrica di “interviste con il fotografo” , questa volta abbiamo con noi un fotografo sportivo o meglio uno sportivo che è anche fotografo: Matteo Cappé:

1) A vedere le tua foto più che un fotografo sportivo direi che sei un fotografo di azione, tu come ti definisci?

Innanzitutto mi definisco un fotografo. La fotografia action è la mia specializzazione, ma ho buone capacità anche in altri campi, dal reportage allo still life, negli ultimi anni ho collaborato con molte aziende per le quali ho sviluppato sia la parte outdoor/action sia la parte still life; per altre aziende invece solo still life, ma sono venute a conoscenza di me attraverso le mie immagini action! Per Cini&Nils (azienda nota nel settore illuminotecnico) ad esempio ho curato le immagini per l’adv internazionale, la prima lampada che ho fotografato è stata il CuboLuce cromato, oggetto di design esposto al Moma di NewYork; ho realizzato il mio nuovo sito web proprio per far capire che non sono solo “un fotografo d’azione”, è la mia specialità e preferisco stare su una montagna o su un elicottero piuttosto che essere rinchiuso tra le pareti di cemento di uno studio, ma non è l’unica cosa che so fare! Dunque Matteo Cappè è un fotografo, non solo un “action photographer”.  In generale sono una persona che difficilmente riesce a stare tranquilla, ho sempre bisogno di fare qualcosa, essere stimolato, avere la mente occupata e fare molta attività sportiva… mi alleno un sacco, sia per una questione di benessere fisico, sia per essere sempre pronto a qualsiasi richiesta da parte di un cliente.

Continue reading