Mela caramellata

Sollecitato dall’ amico Ferruccio il post di oggi ha come base la frutta.
Visto l’ autunno alle porte cerchiamo della frutta di stagione, sono contrario a spendere 80 €/kg per mangiare le ciliegie a Natale.
Quindi andiamo a prenderci una bella mela. Quale mela? Direi una a polpa pastosa, sul dolciastro come la Golden Delicius o la Pink Lady, scarterei le Fuji e le renette. Comunque è questione di gusti personali.
Sbucciamo quindi la mela, togliamo il torsolo e tagliamola a cubetti di circa 2cm di lato. Mettiamole in una teglia bassa in modo che formi uno strato singolo di cubetti di mela.
Prendete un mezzo bicchiere d’ acqua (abbastanza indicativo come quantità) e sciogliamoci dentro due cucchiai di zucchero di canna e uno di zucchero bianco. Versiamo il composto sulla teglia sino a bagnare il tutto. Se volete essere trasgressivi aggiungete una spruzzata di brandy.
Infornate il tutto a 200° per circa 20, controllate a vista quando il liquido si sarà asciugato, estraete e spolverizzate con cannella.
Se volete essere più zozzi potete mettere qualche fiocchetto di panna montata.
Accompagnate con un moscato fresco.
Se ne dovete sbucciare tante potete comprare questo:

Continuando a lavorare con il c…

Nuova puntata della storia Grafici vs Fotografi.

Oggi mentre sfogliavo il quotidiano vedo una foto ad illustrare un articolo.
“toh…guarda sembra una mia foto!” (espressione di stupore)
“no no sbagliavo…..però sembrava” (guardando la firma)
“eppure sembrava la foto fatta da me…bha” (sfogliandole altre pagine)
Pomeriggio controllo il report dell’ agenzia e…la foto era stata scaricata il giorno prima!

Prima reazione: bene, se l’hanno scaricata vuol dire che l’hanno pagata quindi sono a posto.
Seconda Reazione: non sono rincoglionito, vuol dire che riconosco il mio lavoro
Terza Reazione: ma porc… putt ci vuole così tanto a leggere un nome nel file?

Questo ad ulteriore riprova che si stanno contraendo le risorse disponibili, i tempi e quindi le professionalità stanno andando sempre più nel cesso.
L’ unica speranza è evolversi e cambiare, per restare a galla.

O meglio rimanere sulla cresta dell’ onda!

 

 

Melanzane in vasetto

L’ autunno è alle porte e possiamo dedicarci con solerzia alla preparazione di qualche vasetto per affrontare il lungo inverno.

Oggi prepariamo delle melanzane da consumare come antipasto o contorno per i bolliti.
Quindi per prima cosa premuniamoci di comprare delle melanzane, tagliamole a fette e mettiamole a scolare. Potete metterle in un colapasta alternadole a sale grosso con un bel peso in cima.
Passata qualche ora, leviamo il sale grosso e la buccia delle melanzane tagliandole a listarelle, laviamole con aceto bianco.
Nel frattempo prepariamo acciughe sotto sale (leviamo il sale sciacquandole con aceto bianco), aglio tagliato grossolano, peperoncino e capperi (pochi). Iniziamo a riempire i vasetti con le melanzane intervallandole con il composto di cui sopra e aggiungiamo olio E.V.O. sino a riempire il vasetto.
Sterilizziamo il vaso come al solito, magari usando i tappi di quella famosa marca che però non nomino per non fare pubblicità tanto non mi sgancia un centesimo.
Facciamo riposare un due settimane e consumiamo.

Non sapevo esistesse…avevo sempre usato una pentola normale:

E poi parlano di Casta

Oggi, mentre si vagava per la rete alla ricerca di notizie fotografiche, mi sono imbattuto in un articolo sulla nuova mirrorless della Nikon, ovvero la Nikon1  .

Ora, per inciso, penso che Nikon in questa occasione abbia fatto una minch   un errore di marketing, realizzando un apparecchio che non è nè carne nè pesce castrandolo con un sensore assolutamente non all’ altezza e mettendolo sul mercato con un prezzo esagerato.
Non si capisce quindi chi si dovrebbe comprare un apparecchio del genere, in quanto i prof o chi ha il grano si orienterà direttamente su di una Leica M.
Però non è questa la notizia, perchè l’ articolista ha aggiunto questa frase:

 "....Oggi il mondo della fotografia professionale è vessato da fotografi della domenica che si improvvisano professionisti in cambio di spiccioli o di ridicole e allegoriche remunerazioni. Il lancio sul mercato, da parte di Nikon, di prodotti come quello appena descritto, se da un lato può essere apprezzabile nella misura in cui facilita la vita ai fotografi amatoriali non dotati di grande talento, dall’altro lato lascia perplessi, in quanto comporta il rischio di facilitare l’ascesa dei “professionisti della domenica”, contribuendo a renderli capaci di superare i loro limiti artistici. Un comportamento, questo, a mio parere discutibile da parte di una casa storica come Nikon, che negli ultimi tempi sembra perseguire l’estensione del proprio business anche a costo di snaturare e sconvolgere il mondo della fotografia per come sinora l’abbiamo conosciuto....." 

Premesso  che non capisco cosa questa frase  ci azzecchi con una recensione su di un nuovo prodotto, sono rimasto colpito dal tono.
Cioè secondo lui il lavoro dei fotografi è messo in pericolo dai nuovi mezzi, dall’ evoluzione tecnologica che permette a tutti di comporre nuove foto tecnicamente corrette.
Perchè a parer suo, la differenza tra essere professionista o amatore è quella di saper realizzare foto tecnicamente perfette.
Non è la gara al ribasso da parte degli acquirenti, o il calo drastico dell’ interesse nei confronti della qualità dei lavori o l’ avvento dei grandi colossi dello stock.
La colpa è delle ditte che realizzano prodotti che facilitano il lavoro, il peggio del nuo-luddismo.
Che ne dite gli scrivo e gli dico che siamo nel 2012 e non nel 1982?


 			

Lavorare con il c…

Quando sento dire che c’è la crisi, che siamo sul baratro, che bla bla bla ho l0 istinto, come diceva una certa persona tempo fa’, di mettere mano alla pistola.
Poi mi accorgo che al fianco non ho la fondina e ringrazio il fatto di essere in Italia e non nel Texas altrimenti sarei già al’ ergastolo per omicidio.
Saltato lo sfogo introduttivo veniamo al succo del discorso. Ieri, mentre fogliavo un quotidiano con alta tiratura, cioè superiore alle 200.000 copie/giorno che di questi tempi è tanta manna, a causa della deformazione professionale, mi cade l’ occhio sui “credits” di una foto.

E cosa leggo? PICASA!!!!
Capite, non un agenzia giornalistica o al limite un agenzia di stock (sperare che prendessero le foto da un fotografo era troppo) ma questi sono andati a recuperare una foto su di un social media, l’ hanno pubblicata e lo scrivono pure !

Adesso mi direte, sì ma c’è la crisi, i giornali non vendono più, non ci sono i margini di una volta ecc ecc, ma questo non giustifica un comportamento del genere.
E poi mi vengono a parlare di etica, codice deontologico, professionalità ? Ma valà valà come direbbe il famoso avvocato.

 

Pasta e cipolle

Visto che la cipolla di domenica vi è piaciuta, vediamo di inserire una altra ricetta con al Cipolla di Tropea.


Tagliamo due cipolle di tropea a pezzettini,  cacciamole nella padella con un filo d’ olio evo con fiamma vivace. Mentre si scaldano aggiungiamo un peperoncino e delle olive nere, facciamo insaporire.
Scoliamo dei maltagliati al dente, abbastanza umidi e mettiamoli nel sughino, mescoliamo e aggiungiamo una spolverata di prezzemolo fresco.
Serviamo in tavola, a chi piace può aggiungere una grattata di pecorino sardo.

 

Da accompagnare con un bel rosso vigoroso come un chianti classico

 

Cinque soluzioni all’ ignavia del fotografo

Visto che avete apprezzato il precedente articolo che trattava in tono semiserio il blocco del fotografo, vediamo di trovare qualche spunto più concreto per superare l’ ignavia che vi pervade e vi attanaglia.
Quindi mettete via la bottiglia di limoncino ( l’ whisky è per i veri scrittori maledetti) e accendete il cervello, siate padroni del vostro destino!
Bello eh…sembrano quelle pubblicità dei manuali “diventare milionari in mese” ma bando alle ciance e cerchiamo di indirizzare le nostre energie in maniera proficua.

1 – Controllare la propria attrezzatura
Sembra banale, ma è inutile voler fare delle foto naturalistiche se non possediamo un cavalletto o un obbiettivo macro. Quindi cerchiamo di capire bene cosa posiamo fare con l’ attrezzatura che abbiamo.

2 – Studiamo e impariamo
Dovrebbe essere fondamentale, ma è utile ripetere. Sicuramente c’è qualcuno più bravo di noi, anzi, almeno nel mio caso, sicuramente molti. Cercateli, guardate i loro lavori, imparate tutto quello che potete analizzando le loro immagini. Discorso a parte sono gli workshop, il mio consiglio è di frequentare solo quelli dove il docente è competente. Guardate i suoi lavori, cercate i suoi clienti e poi decidete. Meglio farne uno solo ma valido che diversi tenuti da cialtroni (che purtroppo abbondano, ne parleremo).

3 – Creiamoci una nostra nicchia
La fotografia è immensa, impossibile poter fotografare tutto. Prendiamo una decisione, scegliamo una strada e proseguiamo solo su quella. Servirà anche per indirizzare le spese in modo che siano oculate. Magari, se vi piace il ritratto, quel 400 mm non vi serve giusto? E su questa strada possiamo anche pianificare i nostri investimenti, compresi gli workshop.

sport o ritratto?

4 – Creiamoci uno stile
Anche se Stile è una parola grossa ed abusata, cerchiamo di indirizzarci su un nostro modo di fotografare. All’ interno del genere che abbiamo scelto, ci sono infinite scelte stilistiche per personalizzare le nostre immagini. Ci piace usare il flash? Ok facciamolo sempre, impariamo da chi ne sa più di noi, sperimentiamo. Preferiamo i paesaggi? Scegliamo un filone, ad esempio i notturni e lavoriamo su quello. Il nostro fine deve essere quello di creare delle immagini con un filo che le leghi in modo che possano essere riconosciute subito come nostre. Difficile ma non è detto che dobbiamo farlo domani.

5 – Mettiamoci in discussione
Sino a che teniamo le nostre foto nel’ HD e ci limitiamo a guardarcele non potremo mai crescere. Una volta si andava in giro per la cosiddetta “lettura del portfolio”, adesso è molto più semplice. Cerchiamo una piattaforma virtuale seria e proponiamo le vostre opere, ovvio che i giudizi andranno filtrati, perché purtroppo la rete da’ voce anche agli imbecilli. Quindi scartati gli estremi, sia positivi (Ohhh meraviglia), che negativi (una merda) troviamo gli spunti che ci servono e impariamo.

Cinque metodi sicuri per superare il blocco del fotografo

La stagione autunnale è finalmente alle porte e questo vuol dire da una parte la ripresa del lavoro dedicato ai campionati di calcio e, dall’ altro l’ allontanamento dalla città di tutti i rompicogl   turisti facendo ritornare tutto ad una dimensione più umana.
Questo, però è un post che trae ispirazione da quelli dei guru-blogger Alessandro e Germano relativi alla depressione scrittoria.
Ora, i fotografi cosidetti pro non dovrebbero avere questi problemi perchè hanno da portare a casa la pagnotta mentre il fotocazzoamatore può cadere in queste orribile gorgo di ignavia.

Quindi, se siete i tipi che si struggono per tutta la notte, insonni in compagnia di una bottiglia di liquore scadente urlando “non so’ cosa fotografare” proseguite nella lettura, magari vi rispecchiate in qualche situazione.
N.B. Il post è ironico e non vuole assolutamente sottovalutare la vera depressione che deve essere trattata come una malattia al pari di una polmonite o di una gamba rotta

5 – Shopping virtuale
Iniziare a cercare  su cataloghi on-line il nuovo modello di macchina fotografica, il nuovo obbiettivo, senza i quali non potete assolutamente fotografare. Elaborare preventivi, acquisti oltre frontiera, ardite permute e poi capire alla fine che non avete bisogno di quello per fare fotografie.

li voglio, li voglio sbav sbav

4 – Tour virtuali
Si inizia a guardare le foto sulle riviste e i siti dicendo: “che posti! ah, anche io fossi là farei foto magnifiche”; si progettano le future vacanze tenendo conto degli orari dell’ alba e tramenonto in esotiche località. Si elaborano trasferimenti a dorso di mulo per raggiungere improbabili scorci. Poi alla vista del preventivo dell’ agenzia viaggi o dopo una randellata di moglie/fidanzata si ritorna ad una dimensione più umana.
Rimini anche quest’ anno.

3 – Ricerca di modelle
Il commento più classico è: “con una pheeega così, anche io faccio belle foto!”; e allora si scandagliano forum, community alla ricerca della giusta modella, contatti via mail, proposte TFCD, low budget, si sconfina nel baratto più bieco.
Si finisce con il cercare una fabbrica abbandonata per delle foto di nudo artistico, oppure la  moglie/fidanzata pensa che sia un giro di escort e và a prendere il randello/chiama l’ avvocato.

2 – Uscita con il circolo

Convinti che nuovi stimoli possano venire dall’ esterno ci si iscrive al Circolo Fotografico e si partecipa alla vita sociale. Alla domenica all’ alba ci si ritrova tutti al parco per fotografare le libellule nel quadro del nuovo concorso “ali di vita, vita con le ali”. E poi alla sera proiezione dei lavori nella sede sociale. Avete presente Fantozzi al cineforum….ecco.

la serata al circolo fotografico

1 – Ritorno alle origini

“questa tecnologia stà uccidendo l’ arte! dobbiamo riscoprire il gusto dello scatto!” Questa di solito è la frase per autoconvincersi che non serve la reflex da 2000 Euri comprata a rate ma basta la vecchia Cosina a pellicola del nonno per sfornare capolavori.
Dopotutto anche HCB fotografava con una Leica a telemetro e solo un obbiettivo. Il sogno svanisce quando si deve peregrinare per tutta la città a cercare un minilab o una pellicola.

non è una figata, è solo una foto sfocata e che ha preso luce…una merdata

La prossima volta vediamo di trovare 5 metodi più seri per cercare di avere risultati concreti.

Cipolle di Tropea in agrodolce

Oggi prepariamo un veloce contorno da abbinare ai fritti sopratutto di pesce.
Puliamo due cipolle rosse di tropea (come quantità una a cranio) e tagliamole a fettine. In una padella larga versiamo un filo d’ olio e mettiamo sulla fiamma alta, gettiamo le cipolle e lasciamole qualche minuto sino a che non diventano croccanti, saliamo il tutto.

A questo punto spolveriamo con lo zucchero bianco (ad occhio un velo sulla superficie della padella) e sciogliamo lo zucchero con dell’ aceto bianco. Lasciamo andare sul fuoco sino a che l’ aceto non sarà completamente consumato e le cipolle leggermente caramellate.
Le dosi sono indicative perchè lì agrodolce ognuno lo interpreta come preferisce.

Ma a voi piace?

Oggi parliamo di gusti e di fotografia.

La copertina di Max Settembre 2012

Lo spunto l’ho avuto guardando il nuove servizio fotografico di Elisabetta Canalis per Max, di cui potete trovare anticipazione qui. Lei in versione dominatrix con bustino in latex, guanti frustino eccetera, tutto l’ armamentario della perfetta dominatrice secondo gli standard del SM. (a questo punto i veri puristi del BDSM insorgeranno per chè viene sempre fatta questa immagine stereotipata ecc ecc ma non è questa la sede per parlarne).

Siamo qui per parlare della foto ed in particolare della post produzione. Colori iper saturi ombre nette, flash sparati direttamente con effetti esagerati. In pratica tutto il contrario di quello che normalmente si consiglia per i ritratti. Ma basta avere Elisabetta Canalis come modella, la copertina di un famoso magazine per produrre questo tipo di immagini, oppure diciamo che è bella a prescindere senza porci dei problemi.

Settimio Benedusi per Sport Week

Oppure guardiamo questa immagine realizzata da Benedusi per un altra rivista e iniziamo a fare dei confronti.

Stessa modella, copertina di magazine, cambia il fotografo ed il mood.
Qui siamo nel classico ritratto con flash laterale, schermo riflettente. post produzione che cerca di essere il meno invasiva possibile.

 A me la prima copertina non ha convinto…