Punto di Rottura – recensione

Anche oggi recensiamo un titolo dello sterminato catalogo Amazon, un autore italiano di Spy Stori nel senso più classico del termine.

Sinossi da Amazon store

La Russia ha un arsenale nucleare di oltre 27.000 ordigni, mal conservati e soprattutto mal custoditi. Ha anche centinaia di funzionari disposti a svenderli. Uno di questi è il fantomatico Abraxas (la farfalla), trafficante d’armi sospettato di avere trafugato quattro testate nucleari in un magazzino nel nord dell’Ucraina.
Il furto, inizialmente, sembra non avere alcun rapporto con l’omicidio di Anna Pakula, ricercatrice universitaria brutalmente assassinata dopo un viaggio in Russia, ma le indagini di Daniel Garcia, giornalista e marito della donna, portano alla luce una serie di intrighi nei quali la moglie pare abbia avuto un ruolo determinante. L’indagine di Garcia finisce così per incrociarsi con quella di Notorius, agente dell’Mi6 inglese alle calcagna di Abraxas, e rischia di comprometterne la missione.
A complicare ulteriormente la situazione emerge poi la notizia che un missile nucleare si è inabissato nel mar del Giappone, dopo un lancio fallito della Corea del Nord. La tensione internazionale sale alle stelle anche perché, per le intelligence occidentali, l’ordigno era di fabbricazione Ex. Sovietica.
Contemporaneamente, le indagini dell’Fsb (il servizio segreto Russo), consapevoli della verità sull’ordigno Nord Coreano, rivelano che alcune delle testate rubate stanno per essere vendute ad un pericoloso gruppo terroristico. Un agente infiltrato, il cui destino si incrocerà con quello di Notorius e di Daniel Garcia, viene così incaricato di recuperare gli ordigni.

In offerta a 0,99 euro in formato Kindle si rivela un buon romanzo, con una classica trama di spionaggio. Russi, Americani e intorno il solito sottobosco di torbidi personaggi che cercano di infilarsi nelle maglie del sistema.

Ben strutturato, anche se con un numero eccessivo di capitoli, ha diversi refusi nella parte finale. La scrittura è scorrevole e i personaggi ben caratterizzati, l’ alternarsi dei punti di narrazione distanti nello spazio e nel tempo rende difficoltoso orientarsi nella trama, però l’ impianto è solido. Non ci sono parti action e quei pochi momenti vengono liquidati in poche righe prefendo la narrazione all’azione.

Da leggere

Per scaricarlo in formato Kindle:

Straccetti di carne

Dopo la sbornia di carboidrati delle scorse settimane, assumiamo delle proteine giusto per bilanciare la nostra dieta (sehh credici….)

Perciò rechiamoci senza indugio dal nostro macellaio di fiducia per farci tagliare delle sottili fettine da fare ai ferri, dopodichè chiediamo se ce le assottiglia con il batticarne. Se vi guarda male e inizia ad affilare il coltello, potete sorvolare e farlo voi a casa.

carpaccioUsciti dal macellaio, fate tappa dal verduraio (detto anche bisagnino) e comprate un po’ di insalatina tipo riccia e un pomodoro. Il pomodoro quello che vi piace anche se non è cuore di bue che costa un sacco di soldi meglio.

Tornati a casa pulite l’ insalata, affettate il pomodoro e disponetele nel piatto in modo da formare uno strato, sotto insalata e sopra le fette di pomodoro. Salate e aggiungete un filo d’ olio ma non rigiratela lasciate tutto così.

Nel frattempo avete messo sul fornello la piastra o la pietra ollare in modo che divenga ben rovente. Scartate il pacchetto del macellaio e tagliate la carne in quadretti di circa 10 cm, e gettateli sulla piastra rovente.
Se il macellaio non vi ha battuto la carne fatelo voi prima di tagliarla tenendola tra i due fogli di carta del macellaio, se non avete il batticarne usate il lato non tagliente del coltello.

Ora che la carne sfrigola sulla piastra, levatela dopo una trentina di secondi circa (così sottile cuoce rapidamente) e mettetela rovente sul letto di insalatina, giratela e servite così.

Questo piattino estivo accompagnatelo con un vinello rosso leggero tipo il Rosato di Alghero di Sella & Mosca.

per battere la carne vi serve questo:

Che bell’ estate…

Volevo scrivere un post sui ritmi frenetici del lavoro, visto che adesso anche la squadra della bocciofila parte per il ritiro estivo e quindi le redazioni sono avide di fotografie per riempire le loro pagine prive di contenuti (e poi le foto costano meno degli articoli…) ma poi ho letto questo articolo dell’ ottimo Davide Mana.
Ed ho capito che siamo in Italia.
Ma non mi sono stupito.
Purtroppo.

Il comportamento di chi, per prima cosa ti chiede “quanto mi costa?” è ormai abbastanza radicato,  forse io mi ci sono abituato e non lo noto ma è un imbarbarimento del vivere comune che diventa sempre più pesante.
Nel campo fotografico l’ avvento del digitale ha abbattuto i costi ed ha aumentato il numero delle immagini  e dei fotografi disponibili producendo un abbassamento dei prezzi (ed anche della qualità in molti casi) come da manuale di economia liberista.
Purtroppo, il mantra che il mercato si autoregola ripetuto da tutti i ferventi liberisti si è rivelato fallace anche questa volta.
Quindi, adesso la situazione è quella di una jungla dove ci sono grossi predatori (le mega agenzie di stock) che dettano legge stabilendo i prezzi e dove molti si accontentano delle briciole che cadono dal pasto di questi. Poi nascosti negli anfratti ci sono altri piccoli che cercano di ritagliarsi un piccolo spazio dove lavorare  in serenità senza disturbare i grossi predatori che potrebbero calpestarli in un attimo.

Una situazione di m… ? Sicuramente, ma come dice il film “è il mercato bellezza” e allora se il mercato è questa cerchiamo di adattarci, piegarci ed infilarci negli spazi lasciati liberi da quelli più grandi di noi.
Dopotutto se sei troppo grande trascuri i dettagli!

Cerchiamo nelle prossime puntate di vedere quali spazi rimangono da colonizzare.

Pasta Fredda Estiva

Visto che il caldo incombe, la spiaggia ci tenta prepariamo il classico piatto estivo che possiamo portarci mentre siamo fuori casa.

Mettiamo a cuocere pasta di buona qualità, abbondante acqua e NON saliamola come siamo usi fare. Scoliamo qualche minuto prima della cottura indicata sulla confezione e scoliamola bene, aggiungiamo un filo d’ olio per evitare che si possa appiccicare Nel mentre si raffredda possiamo preparare il condimento.

Questa è solo una delle infinite varianti che possano essere inserite, perciò in caso di esigenze particolari (vegetariani, intolleranti, ecc) si eseguono le correzioni del caso.
Nel frattempo lava le zucchine, spuntale, tagliale a pezzetti e fatele saltare rapidamente in padella con 2 cucchiai di olio e l’aglio sbucciato. Appena saranno al dente, toglietele dal fuoco, salatele e pepatele. Eliminate l’aglio. Sbucciate la cipolla e tritatela. Tagliuzzate l’erba cipollina, la menta e il basilico.
Aggiungete le zucchine calde alla pasta e spolverizzate il tutto con le erbe fresche e la cipolla. Inserite la mortadella tagliata a cubetti e a chi piace qualche dadino di formaggio.Irrorate con un filo di olio mettetele in frigorifero per un’oretta, servite fredda.

Questo vi servirà per portare con voi le porzioni di pasta senza ungervi.

Foto e Vacanze (seconda parte)

Proseguiamo nella preparazione delle nostre vacanze dal punto di vista fotografico, (la prima parte la trovate qui). Visto che non abbiamo problemi di spazio e di peso possiamo portarci l’ attrezzatura che ci serve, sempre in funzione di dove dobbiamo andare.

Incominciamo con gli accessori che andranno sempre bene per tutte le mete:

Batterie & caricabatterie
Questi non devono mancare. Batterie per la fotocamera e almeno due set per flash esterno. Caricabatterie per le batterie della fotocamera, per le stilo del flash esterno e degli accessori, per il pc e per il cellulare, quando avrete finito di recuperare tutti i pezzi capirete perchè l’ U.E. vuole unificare i caricabatteria nello standard USB.

Schede di Memoria
Servono. Portate tutte quelle che avete, se poi alla sera avete la possibilità le scaricate con un notebook (basta anche un netbook o ultrabook con un HD esterno) ancora meglio, ma non lesinate perchè è come rimanere senza rullini (con la differenza che le schede costano di più e non si trovano dai tabacchini)

Minuteria
Kit per la pulizia, cavetti usb assortiti, filtro UV (già montato sugli obbiettivi), polarizzatore, coltellino svizzero, taccuino, sacchetti di plastica e elastici per eventuali scrosci di pioggia.

Cavalletto
Portalo o non portalo? Dilemma amletico, se non siete patiti della macro o della foto architettonica potete  evitare di portare con voi qualche chilo di Manfrotto con relativa testa, accontentatevi di un piccolo gorrilapod per gli autoscatti o per il panorama notturno.

Obbiettivi
Qui il discorso si complica. Intanto dovete vedere cosa avete nel vostro corredo e poi il vostro stile. Se andate a fare un safari lo zoom ultragrandangolare lo potete lasciare a casa preferendo il tele, se invece pensate di fare del trekking in montagna non dovete dimenticare il macro.  Se siete disposti a sacrificare un pelo di qualità in favore della praticità uno zoom esteso come il Nikon 18-200 o 24-120 potrebbe essere la giusta soluzione.
Se scegliete una città d’ arte dovreste avere un decentrabile, ma queste sono valutazioni personali che ognuno potrà fare conoscendo il proprio corredo e il proprio stile. 

L’ importante è che vi ricordiate di essere in vacanza e che è meglio godersi un panorama che rovinarsi la giornata per cercare di scattare.

Nelle prossime puntate parleremo delle vacanze fotografiche

 

 

Foto o Vacanze (prima parte)

Sebbene il mio pensiero sull’ estate lo abbia espresso alcuni giorni or sono in questo incipit, affrontiamo un tema che a tanti può stare a cuore: Vacanze!

Non voglio certo proporvi io delle mete, ma affrontare le vacanze dal punto di vista fotografico. Per prima cosa dovete scegliere cosa volete fare. Godervi le ferie oppure fotografare? Perché le due cose non sono compatibili.
Se scegliete di godervi le vacanze, la compagnia, il buon cibo, spiaggia e sole portate con voi una compatta, due schede capienti e siete a posto. Alla sera avrete la possibilità di ricaricare le pile in albergo/locanda/camper o al massimo chiede quando andate al ristorante e vivrete sereni e felici la vostra vacanza.

Al ritorno scaricate le fotine, le mettete su fb per far vedere ai vostri amici dove siete stati e al massimo stampate un piccolo album per farlo vedere senza dover accendere il computer.

Se invece non potete tenere a freno la vostra passione anche durante la vacanza anche a rischio di litigare con moglie/compagna/fidanzata (marito/fidanzato/compagno) vediamo di organizzarci al meglio.
Per prima cosa cerchiamo di capire cosa portarci in vacanza, cosa influenzata molto dalla destinazione e dal mezzo di locomozione.
In linea generale, se partiamo per una vacanza “avventurosa” cerchiamo di limitare al massimo i pesi e i carichi. Questo vale per tutte le vacanze dinamiche come quelle in moto, in paesi lontani senza viaggi organizzati, in bici o altro.
All’ epoca del rullino si consigliava una Leica M6 con il suo Summilux 35 mm ed una buona scorta di rullini TRI-X , pensando di essere Salgado, e si portavano a casa (se si era capaci) risultati spettacolari. Ora nel tempo del digitale i pesi e gli ingombri si sono moltiplicati anche se l’ avvento delle nuove mirroless sembra avere aperto una nuova strada in questo campo.
Quindi, se pensate di passare una settimana a fare trekking nel Nepal, vi consiglio di mettere nello zaino una di queste nuove fotocamere, una scatola di schede ad alta capacità, un micro treppiede tipo gorillapod, un filtro polarizzatore e un caricabatteria solare e potrete portare a casa un ottimo reportage senza dovere assumere uno sherpa.

Se invece vi mettete in viaggio con la vostra auto verso un confortevole albergo o pensione potete pensare di portare con voi lo zaino con un po di attrezzatura. Nel prossimo capitolo vediamo cosa.

Per 45 grammi mettetelo in borsa vi leverà da molti impicci…

 

Panino estivo

Anche oggi cerchiamo di preparare qualcosa da portare al mare al posto del solito tegame di lasagne e melanzane alla parmigiana che preparate solitamente!

A parte gli scherzi una ricetta veloce per un panino un poco diverso dal solito per le giornate sotto il sole cocente di Minosse e C.
Premesso che non mi piace il formaggio, a parte rare eccezioni queste ricette non lo prevedono quindi fatevene una ragione.

Versione Marinara
Prendete il panino tagliatelo per il lungo e svuotate un poco di mollica per creare il posto del ripieno. In un ciotola intanto mettere del tonno sott’olio sgocciolato e spezzetatelo con la forchetta, aggiungete alcuni capperi (prendete quelli sotto sale e sciacquateli con l’ aceto sono migliori), condisci con sale, pepe un goccio di tabasco se piace il piccante e agglomerate il tutto con della maionese. Farcite il panino, inserite una foglia di lattuga e una fetta di pomodoro e mettete in borsa.

 Versione Montana
Prendete il panino tagliatelo per il lungo e svuotate un poco di mollica per creare il posto del ripieno come prima. In un ciotola intanto mettere della carne in scatola e  spezzetatela con la forchetta, aggiungete olive sminuzzate e pezzetti di uovo sodo. Salate e condite a vostro piacimento, nel frattempo tagliate delle rondelle di pomodoro da mettere nel panino in modo che il sugo coli e lo ammorbidisca, aggiungete il composto di cui sopra e chiudete.

Buon appetito!

P.S. se li volete caldi vi serve una cosa come questa:

 

 

Ci risiamo…..

L’ estate per me dovrebbe essere così!

Questa calura estiva mi ammazza, come dice il collega Ettone l’ estate è sinonimo di fare un cazzo con un bicchiere in mano in riva al mare a fissare l’orizzonte, cosa che condivido appieno. Però….

..però ci sono le cose che ti fanno incazzare! Nei giorni scorsi mentre si cazzeggiava sul famoso social trovo in bacheca questo annuncio:

A.A.A. FOTO A TEMA SAGRE CERCASI

L'agenzia che si occupa della stampa (140000 copie!) del giornalino per i clienti di un noto supermercato ci ha chiesto se abbiamo 15 fotografie da mandargli, che rappresentino il momento di una sagra, anche a tema castagna o polenta.
Saranno utilizzate a contorno di un articolo di tre pagine che parla delle sagre xxxxxi.
Chi vuoole può inviare una o al massimo due foto a [email protected] , per forza di cosa avverrà una selezione delle stesse.
Per non avere problemi in futuro vi preghiamo di indicare nella mail la dicitura:
"Lo scrivente xxxx yyyy autorizza a titolo gratuito la pubblicazione e/o diffusione in qualsiasi forma delle fotografie scattate dal fotografo zzzzz www in allegato riportate".
Grazie a chi vorrà collaborare!

A leggerlo mi sono girate le palle, scusate il francesismo!

Ma vi sembra possibile che chi deve realizzare un lavoro di questa portata debba pignolare su qualche decina di euro (costo standard di una foto di microstock tipo Fotolia)?

Sono discorsi triti e ritriti, ma con questo caldo non riesco a ragionare lucidamente e non incazzarmi!

E voi che ne dite?

 

Nemesis (Nemmera) di Stefano Lanciotti

Sinossi (da Amazon)

Sara Kohn è una tigre.
O meglio lo è stata, quando era nel Mossad e il suo nome di battaglia era Nemmera (Femmina di Tigre in ebraico). Ora è solo un animale ferito in cerca di vendetta: due anni fa si è ritrovata all’improvviso tradita dai suoi superiori mentre era in missione sotto copertura, stuprata e abbandonata in punto di morte sul ciglio di una strada. È sopravvissuta, ma ha abbandonato l’Istituto, che era stata la sua famiglia fino ad allora. Si è nascosta dal mondo, cercando l’oblio nell’alcol.
Dopo l’avventura che l’ha portata a salvare Robert Lombardi e suo figlio Pete e a sventare il piano denominato Phönix, le rimane solo una cosa da fare per ritrovare la pace: trovare e uccidere il Vecchio, la causa di tutte le sue sofferenze. L’istinto le suggerisce che è ancora vivo e continua a tramare nell’ombra contro Israele. Per farlo, la donna si troverà invischiata in una faccenda molto più grande di lei, fino all’orlo di una guerra tra Stati Uniti e Cina, causata dal rapimento di uno scienziato esperto in nanotecnologia e dal furto del risultato dei suoi esperimenti, l’arma batteriologica definitiva.

Recensione

Secondo romanzo che idealmente prosegue la storia lasciata aperta dal primo capitolo (la mia recensione la trovate qui).
Migliore del primo e con un impaginazione questa volta impeccabile si vede un maggior lavoro di editing e revisione.
I personaggi cominciano ad avere un loro spessore e una caratterizzazione migliore, la storia fila scorrevole senza i buchi logici che erano presenti nel primo romanzo.
Romanzo gradevolissimo e piacevole, rimane sempre la necesità di una consulenza in materia action perchè sono le scene più deboli e con alcune leggerezze.
Da leggere in tandem con il primo capitolo per capire a pieno la trama, qui sotto il link per scaricarlo:

Phönix (Nemmera) di Stefano Lanciotti – Recensione

Inizio con questo romanzo autoprodotto  le recensioni dei libri che mi sono portato in vacanza.

Sinossi da Amazon:

Perché un’organizzazione neonazista tedesca ha elaborato un virus informatico in grado di propagarsi in Rete e trasformare i computer infetti in elementi di un’enorme elaboratore parallelo, il più potente mai realizzato? E perché un traditore sta creando una falla per permettere a qualcuno di accedere dall’esterno al nuovo sistema di difesa informatica di Israele?
Sara Kohn è una ex-agente del Mossad, che nella sua ultima missione ha rischiato di morire ed ha perso il compagno. Ora passa il suo tempo annegando i suoi incubi nell’alcool e ha giurato di non impugnare mai più un’arma. Dovrà però venire meno al suo giuramento per salvare dalle grinfie dei neonazisti Robert Lombardi – un professore universitario americano in vacanza a Parigi – e suo figlio Pete, la cui curiosità informatica lo ha portato a infilare il naso dove non avrebbe dovuto.

Allora, iniziamo con il dire che apprezzo le autopubblicazioni e chi rischia e salta il classico mercato dell’ editoria markettara (nel senso di marketing).
Passiamo al romanzo.
Prima considerazione, è impaginato male, tutto in una colonna centrale senza suddivisione in capitoli (vedo però che adesso è in revisione su Amazon, magari rimediano)  e con qualche refuso. Posso capirlo in un autoproduzione, però infastidisce. §
La trama è avvincente, i personaggi interessanti anche se poco caratterizzati e l’ intrigo è interessante.  Ci sono anche delle parti interessanti in materia di cyber crimini però ogni tanto si rischia di scivolare nello “spiegone” che non aggiunge nulla alla trama. Il finale non è per nulla scontato e aperto al seguito, che ho letto ed è migliore di questo esordio.

Unica pecca, l’ autore ha bisogno di una consulenza “bullonara” perchè le parti action sono carenti e potrebbero far storcere il naso a molti appassionati del genere.

In definitiva un libro da prendere insieme anche al secondo volume che recensirò a breve.
qui il link per scaricarlo sul vostro Kindle: