Perchè fotografare?

Dopo aver letto questo articolo sul blog del vulcanico Girola ed aver ricordato che da un altra prospettiva la questione era stata affrontata anche da Benedusi sul suo blog (vedi qui articolo) ho pensato di mettere nel calderone qualche altro spunto di riflessione per l’ annosa questione dei perché.

Come dice Benedusi, con la tecnologia digitale, fare una brutta foto è difficile. Autofocus sempre più perfezionati, sensori ad elevata sensibilità, esposimentri senzienti permettono di portare a casa,praticamente sempre, immagini corrette dal punto di vista tecnico.

Magari saranno carenti nella composizione ma, contrariamente a quando si fotografava con la pellicola, complice anche il display, le foto “vengono” praticamente tutte. Viene quindi a mancare quella parte di tecnica che contraddistingueva i fotoamatori dagli altri utilizzatoei nei tempi passati e che li faceva salire di un gradino rispetto al normale utente della macchina fotografica.

Oggi tutti fotografano tutto e condividono gli scatti in tempo reale, twitter, Fb, G+ (vabbè lasciamo perdere) e le loro app collegate sono sotto gli occhi.

Ma se chiedessimo ad uno di questi “fotografi seriali” perché ha scattato quella foto, quale potrebbe essere la risposta?
Quando osservate le gallerie di Flickr avete mai pensato perché sono state scattate quelle foto ?
Forse è più semplice capire perché vengono pubblicate, ma in quel caso entra in gioco la voglia di mostrarsi, il vantarsi del proprio operato e un poco di autocompiacimento.

Benedusi dice “meglio un miliardo di volte un foto brutta ma che racconti qualcosa piuttosto che una fotografia bella che non racconti nulla.”

Osservazione condivisibile, ma che non mi trova d’ accordo al 100%, io penso che dietro ogni fotografia ci debba essere un perché, non importa quale ma ci deve essere.

Uscire senza una meta, con la macchina fotografica “così magari scatto qualche foto” potrà fare molto artista in cerca di ispirazione, ma io ritengo che la fotografia sia per lo più mestiere e pianificazione, altrimenti si rimane fotocazzoamatori e non ci si evolve.

Voi che ne pensate?

Tonno Annoiato o stufato

Ricetta veloce per uno stufato di tonno gustoso e saporito.

Recatevi dal vostro pesciaio di fiducia e fatevi tagliare un trancio di tonno fresco, per fare le proporzioni con un chilo ci sfamate sei persone normali o quattro orchi.  Mettelo a marinare in acqua e aceto bianco qualche ora prima della cottura. Nel mentre preparate un trito di cipolla, sedano e alloro.
Prendete il vostro tegame in terracotta o antiaderente, un filo d’ olio e mettete il trito a rosolare. Quando è bello imbiondito, mettete il tono e fate cuocere per 20 minuti girandolo con il mestolo di legno. A metà cottura aggiungete un bicchiere di vino bianco (direi un vermentino) e fate sfumare aggiungendo olive nere tritate.

Sala, chiudi il coperchio e lascia finire la cottura.
Servire ben caldo su letto di verdurine tagliate, sedani e finocchi in primis.

Usate questo per la cottura:

 

Fotografare Seriamente – Farsi Pagare 5

Terminiamo il discorso iniziato qui relativo alla vendita diretta del fotografie sul luogo dell’ evento.

Cerchiamo di andare nello specifico e di controllare come organizzarci per questa nostra attività.
Abbiamo fatto i nostri accordi con la società che organizza l’ evento e quindi siamo gli unici fotografi che potranno accedere alle zone riservate in modo da poter avere le foto in esclusiva, cosa prepariamo a casa?
Prima di tutto l’ attrezzatura fotografica, pile, schede di memoria, flash ecc ecc quindi passiamo alla parte vendita.

Dovrete predisporre un tavolinetto per ospitare l’ attrezzatura e una sedia per il socio che si occuperà della parte non fotografica. Dovrete trovare spazio per il PC principale, la stamapante i PC di servizio che vi serviranno per comandare i monitor su cui far girare le foto in maniera random per farle vedere al pubblico, un piccolo hub per connettere il tutto.
Se siete all’ aperto dovrete anche portarvi un piccolo gazebo per ripararvi e se non è disponibile l’ elettricità un piccolo gruppo elettrogeno.
Prima di partire organizzatevi una azione di Photoshop che in automatico vi scarichi la scheda  di memoria e vi prepari la galleria per esporre gli scatti. Un altra azione di PS vi servirà per caricare la foto, applicare gli effetti (cornice, scritte ecc) e lanciare la stampa.

questa può essere un idea di come preparare la foto per la stampa

Avere delle azioni predefinite di PS vi consentirà di abbreviar i tempi di lavoro perchè è molto probabile che le richieste siano tutte concentrate alla fine della prova, quando gli atleti/parneti/spettatori voglio vedere se ci sono delle belle immagini che li ritraggono. E lì voi dovete essere pronti subito perchè il momento proprizio per le vendite dura poco.

Organizzatevi anche se qualcuno volesse un cd o un altro sistema per le foto.

Ringrazio la mia Socia Emanuela che oltre ad essere fotografa è anche sportiva.

Fotografare seriamente – Farsi Pagare 4

Riprendiamo l’ argomento soldi che a quanto pare è ricercato dai frequentatori di questo blog, anche se non commentano (maledetti lurker! 😉 )

La puntata precedente la trovate qui, in quell’ articolo avevamo parlato della tentata vendita post gara. Oggi invece parliamo di un concetto superiore di vendita, ovvero la vendita diretta in loco.
Premetto che per fare queato tipo di vendita ci vuola una certa organizzazione e un investimento iniziale, quindi vi consiglio di fare bene le vostre valutazioni.
Si tratta di vendere direttamente le stampe, eseguite con una stampante a sublimazione e quindi in qualità fotografica, durante la manifestazione.

Come funziona a grandi linee?
Il procedimento è abbastanza semplice, voi fotografate la manifestazione sportiva. Al termine della sessione, delle batterie  o dopo un tempo prestabilito consegnate la scheda al vostro socio che importa le foto, le organizza in una galleria e le mette in visione al pubblico e/o atleti. Loro indicano la foto che gli interessa, lui la stampa sulla stampantina a sublimazione (10×15 o 13×18) dopo aver applicato un minimo di post-produzione, tipo una scritta commemorativa dell’ evento, una cornicetta e la consegna ancora calda agli atleti/parenti/genitori.

Che tipo di manifestazioni possono essere interessate a questo tipo di vendita?
In via di principio tutte le manifestazioni sportive che si svolgono in un area ristretta e che  impegnino gli atleti per tutta la giornata (ad esempio batterie, seminfinali ecc ecc) ovvio che più sono gli atleti coinvolti più sono le possibilità di piazzare i vostri lavori. Anche i circuiti per sport motoristici sono un punto interessante.

Cosa mi serve?
Principalmente vi serve un socio/a che, mentre voi fotografate, si occupi della stampa/ vendita. Sarà bene che abbia una qualche capacità a livello informatico per che si dovrà occupare di tutto quello che riguarda la gestione delle foto, la stampa e i pagamenti.
Invece a livello di hardware dovrete investire un po’ di più. Vi serviranno dei PC (perchè costano meno dei mac), dei monitor e una stampante a sublimazione e poi accessori e minuteria informatica.

Come mi organizzo?
Fondamentale è accordarsi con chi gestisce l’ evento !!!
 Dovete mettervi d’ accordo prima con la società sportiva, anche a livello economico, per essere gli unici fotografi accreditati. In questo modo potrete avere accesso a tutte le aree off-limits per gli spettatori e riuscirete a scattare immagini che nessun altro avrà (altrimenti perche spendere per le vostre foto quando può farle mio marito/padre/zio con il cellulare?).

Come funziona nello specifico?

Lo vediamo nel prossimo articolo 😀

questo sarà il vostro investimento più importante:

 

 

CHIUSO!

Oggi niente ricetta domenicale.

Il Blog è in festa, per due motivi.

Il primo è che oggi è il mio compleanno, il secondo è che mentre state leggendo io mi sto sposando.

A presto!

Freccia di Luce di Francesco Coratti

Continua il mio tour nella biblioteca Amazon alla ricerca di qualche novità da leggere con mio nuovo Kindle. Oggi ho trovato “Freccia di Luce” di Francesco Coratti. La sinossi mi ha interessato e con un click è arrivato rapido sul mio e-reader.

Sinossi 

Una misteriosa organizzazione si muove furtiva tra i ghiacci della Siberia. La squadra sta per mettere a segno l’ennesimo colpo e il bottino è un prezioso microchip. Rivenduto al mercato nero, il chip servirà per finanziare una missione umanitaria in Amazzonia.
Gli eroi di questa storia, animati da ideali comuni e voglia di libertà, tenteranno di raggiungere il loro obiettivo ma, per una strana coincidenza, oltre al chip anche un fascicolo segreto finirà nelle loro mani. Il documento, appartenuto alle SS, porta la firma di Adolf Hitler. Scopriranno che, prima di morire, il dittatore ordinò ai suoi uomini di cancellare ogni traccia della Freccia di Luce.
Tra mistero e inganni, i protagonisti andranno incontro al loro destino, conosceranno l’amore e si batteranno per giungere alla verità.

Recensione

I presupposti per essere interessante ci sono tutti. Azione, nazisti, armi definitive e amazzonia. La lettura inizia scorrevole e devo dire che è scritto bene. La trama risulta avvincente e intricata, forse fin troppo. I dialoghi funzionano e i personaggi hanno una certa empatia già dai primi capitoli.
Cosa c’è che non và.
Ad iniziare dall’ impaginazione, purtroppo manca l’ indice e quindi non si può ritrovare un capitolo per andare a rileggere cosa era successo. Poi, nei i vari capitoli non sono indicati i riferimenti spazio temporale e quindi per capire in che scenario siamo risulta difficile ad una prima lettura.
A livello di trama ci sono dei grossi buchi e in certe parti, anche se si parla di un romanzo di sci-fi, risulta attaccata molto debolmente.
Probabilmente un buon editing e una buona sforbiciata a tanti “spiegoni” inutili magari a vantaggio di un collegamento logico più solido gioverebbero alla scorrevolezza del testo.
Comunque sosteniamo le autopubblicazioni e gli e-book!

qui sotto il link per acquistarlo:

Warriors di Alan D. Altieri

Oggi post pubblicitario, a giorni dovrebbe uscire il nuovo volume di Alan D. Altieri. Per chi non lo sapesse io sono un suo fans e per me potrebbe scrivere anche la lista della spesa che me la leggerei con soddisfazione.
Quindi consiglio di acquisto a scatola chiusa, io l’ho già ordinato

Presentazione dal sito TEA:

Dopo Armageddon, Hellgate, Killzone e Underworlds, arriva la quinta raccolta di racconti del Maestro Alan D. Altieri, questa volta dedicata alle donne: Warriors – Le nuove Furie.

«Kogon non riusciva a ricordare nient’altro. Solamente la guerra. Forse, non c’era mai stato nient’altro. Da nessun’altra parte, in nessun altro tempo, in nessun altro spazio. Impossibile rallentarla. Impossibile fermarla. La guerra è eterna.»
In questo nuovo volume di racconti del «Maestro italiano dell’Apocalisse», in prima linea, su tutti i campi di fuoco, le terre desolate e le frontiere di tenebra del mondo c’è una schiera di formidabili personaggi femminili: warriors, guerriere di tutte le battaglie perdute, le nuove furie.

Come il soldato Kogon, sniper, perso nel tempo infinito della guerra eterna di Contatto con il nemico (quasi un «manifesto» della visione apocalittica di Altieri); o come il sergente specialista dei Rangers Katherine Lydia Ash in T/mek; o ancora come il micidiale sergente maggiore Alberta Venn di Victory! o come infine Brenda Kristen Danforth-Ross e Susan Lee Halpern, oscuri angeli della morte protagonisti del romanzo-breve che chiude la raccolta.

Risorto dalle fibre di un vecchio racconto di Altieri, Los(t) Angel(e)s è a tutti gli effetti un colossale inedito, una storia di rara potenza in cui devastazione fisica e morale, sporchi giochi finanziari e politici ed esplosioni di sentimenti primordiali si intrecciano sullo sfondo infernale della Città degli Angeli.

Gli Angeli Perduti.

il volume precedente:

 

Flash di giorno – Parte terza

Bentrovati ad un nuovo articolo sull’ utilizzo del flash di giorno. (la puntata precedente la trovate qui).

Se nelle precedente puntata abbiamo visto come far rimbalzare la luce sui soffitti o sulle pareti per ammorbidire la luce e dare una caratterizzazione meno dura al nostro lampo ora cerchiamo di capire come bilanciare la luce flash con la luce ambiente.
Vi preannuncio che:

a) non è una cosa facile;
b) non esiste una risposta definitiva;

Emanuela BiolloPer andare avanti dobbiamo avere una certa conoscenza di come funziona il flash, iniziamo dalle basi.
Solitamente il flash viene utilizzato nella modalita TTL oppure nelle fotocamere più moderne i-TTL, se sapete cos’è il sistema TTL potete saltare in fondo all’ articolo, altrimenti continuate a leggere.
TTL è l’ acronimo inglese di attraverso la lente ed è stata una delle maggiori rivoluzioni nella fotografia a pellicola, in pratica il sistema consente di leggere quanta luce arrivava sul piano della pellicola (oggi sensore) e “spegnere” il lampo quando si era raggiunta la corretta illuminazione. Con il progredire dell’ elettronica sono nati i sistemi i-TTL dove il flash prima di scattare lanciava i cosiddetti pre-lampi che arrivavano sul soggetto ed illuminandolo consentivano al processore della macchina di calcolare la corretta esposizione confrontando la situazione con gli algoritmi memorizzati in precedenza. Tutto questo prima che voi finiste di schiacciare il pulsante di scatto. Figo vero?

Ora con l’ avvento del digitale sono cambiate le esigenze e non c’è la necessità di azzeccare al primo colpo l’ esposizione flash (una delle maggiori quando si lavorava con la pellicola e non si voleva rischiare di avere un rullino inutilizzabile) in quanto rivedendo subito la foto sul display ed analizzando l’ istogramma si può intervenire prima degli scatti definitivi.

Il sistema più semplice per iniziare a fare esperienza è quello di usare l’ apposito comando presente sulla macchina (o sul flash) e con la modalità TTL inserita azionare il correttore e provare a vedere i risultati che si ottengono inserendo valori sempre crescenti si sovra o sotto esposizione. Cercate il simbolo del lampo con a fianco +/-  ed iniziate a fare esperimenti.

Nei prossimi capitoli vediamo come ci possiamo staccare da questi automatismi.

 

Panino Sfizioso

Le belle giornate sono arrivate e quindi è il momento di mangiare fuori casa!
Perciò oggi prepariamo un panino un po’ diverso dal solito mattone imbottito di affettati al quale siamo abituati. Questa è una ricetta normale, se il gradimento dei lettori sarà apprezzabile inserirò altre varianti, per vegetariani, intolleranti, celiaci ecc ecc
Dosi per quattro panini di normali dimensioni.
Prendete i panini e tagliateli a metà con il coltello da pane (quello seghettato grosso) quindi procediamo con il preparare il ripieno.

Fatevi tritare dal macellaio 400g di carne di maiale, mescolatelo in un ciotola con un uovo, pan grattato, sale e pepe e ricavatene quattro palline che appiattirete sino ad una superficie di poco inferiore a quella del panino.

In padella mettete un filo d’ olio e qualche cippollotto fresco (se avete problemi di digestione tenetelo a bagno con acqua e aceto prima) fatelo appassire tiratelo su, un pizzico di sale e mettetelo nel panino. Passate nella padella le polpette appena preparate e fatele andare per circa 15 min (a seconda dello spessore).
Tirateli su e metteteli nei panini con una goccia di aceto balsamico. Chiudete il panino, fasciatelo con la stagnola e mettetelo in borsa.

Anche se è una sofferenza questo potete accompagnarlo con una coca-cola o una birra in lattina

Questo serve per tagliare il pane: