Intervista con il fotografo – Cristian Umili

Ritorna la rubrica “Intervista con il Fotografo”, oggi parliamo con un professionista che ha fatto della foto subacquea il campo di attività principale.
Per prima cosa Cristian, dicci chi sei:

Ho iniziato a fotografare seriamente all’età di 13 anni sott’acqua poi la passione per la fotografia mi ha portato a scattare anche sulla terra ferma. A 21 anni ho iniziato a lavorare a bottega facendo da assistente ad un fotografo a Reggio Emilia (mia località natia), e nel 2004 ho aperto insieme a mia moglie il mio studio fotografico “L’immagine – Art & Photo Studio” a Sestri Levante (GE) in quanto tutti e due siamo amanti del mare e subacquei. Ho provato a far rientrare nel lavoro la fotografia subacquea ma l’editoria italiana di settore non naviga in buone acque perciò mi sono concentrato su altri settori come i matrimoni, gli still life e le fotografie d’interni, tipologie che già facevo quando lavoravo nello studio fotografico precedente.
Oggi oltre a questi servizi fotografici abbiamo approntato un servizio di stampa professionale e fine-art su carte naturali.

Tu sei un professionista della foto subacquea ma, sei prima sub o prima fotografo?

Nasco fotosub e crescendo sono diventato fotografo con altre specializzazioni, anche se il primo amore non si scorda mai e nella fotografia subacquea tengo workshop pratici e insieme a mia moglie Alessia abbiamo scritto un manuale di fotosub digitale “La Fotografia Subacqueain digitale” Magenes ed.
Come spiegavo prima la fotosub è un ramo collaterale della mia attività dove il core business è creato da altre tipologie di immagini.

Parliamo di attrezzatura. Una volta parlare di fotosub voleva dire Nikonos, or con l’ avvento del digitale cos’è cambiato?

Avendo iniziato a fotografare sott’acqua nel 1990 ho vissuto tutto il cambiamento e sono passato nei vari sistemi dalla Nikonos 3 e 5 alla Nikon F90x in custodia a oggi con le digitali. Sott’acqua si usano tendenzialmente 2 flash e con le reflex in custodia ti scordi il TTL perchè le macchine digitali non supportano 2 flash in TTL attaccati alla slitta perciò uso i flash in manuale e questo è stato per me un ritorno alle origini quando fotografo con le Nikonos e 2 flash in manuale, però il digitale ha dato la comodità di vedere subito l’immagine e mettere in essere gli aggiustamenti del caso: posizione flash, potenza ecc.. cosa che con la pellicola te ne accorgevi solo dopo qualche giorno.
Poi lavorando con la fotografia è un sollievo sapere di aver portato a casa il lavoro e non tremare quando i rullini andavano in laboratorio con il rischio che gli capitasse qualcosa, inoltre grazie alla visione immediata puoi raggiungere più velocemente il risultato che hai in testa.
Per il resto approccio allo scatto digitale esattamente come approcciavo lo scatto a pellicola, però facendo uno o due scatti test prima dello scatto finale un po’ come si faceva con i dorsi polaroid.
Per es. da un’immersione di un ora difficilmente esco con più di 60 fotografie scattate compresi i test, in quanto sott’acqua il tempo è poco e non voglio sprecalo cancellando foto; lo stesso approccio lo uso anche nel lavoro a terra, mi concentro più sullo scatto e sulla luce per essere certo del risultato e non punto sul numero di scatti sperando che c’è ne sia uno buono.

Ai tempi della pellicola (parliamo come fosse un tempo remoto) chi voleva provare la foto sub o solo le foto in acqua poteva comprare una “usa e getta” subacquea. Ora cosa consigli a chi volesse provare?

La fotografia subacquea è legata a doppio filo all’attrezzatura, perciò con le soluzioni economico se si fanno immersioni ARA (con la bombola) si rimarrà mediamente delusi perciò consiglio di mettere in conto di dover acquistare per es. una macchine comela Canon S100 con la sua custodia, il dato da tenere in maggior considerazione è la minima distanza di messa a fuoco con lo zoom a metà corsa cosa ci permette di ingrandire bene il soggetto senza farlo scappare.
Per chi fa snorkeling (maschera e pinne) invece può optare anche per compatte che subacquee fino a 3 o 10 metri, macchine che sono a catalogo sia su Nikon, Canon e Olympus.

Ma come fai a trovare modelle che siano a loro agio sott’ acqua?

Una modella subacquea deve avere un’ottima acquaticità perciò sono avvantaggiate le ragazze che fanno nuoto sincronizzato o nuoto. Sinceramente non amo l’elemento umano nella fotografia subacquea almeno che non mi serva per descrivere qualcosa.

Quali sono i tuoi programmi per il futuro?

In ambito subacqueo: a febbraio scorso ci siamo imbarcati come collaboratori in una nuova rivista on-line subacquea www.scubazone.it stiamo preparando un nuovo libro ma sarà una cosa lunga e non posso spiegare di più. Intanto per quest’anno ho in programma una serie di dati di workshop che si possono vedere nella sezione corsi del sito web www.immaginephoto.it

Grazie Cristian della chiaccherata. Se volete contattarlo, potete cliccare sui link dei suoi recapiti web oppure in maniera tradizionale nel suo negozio qui:

L’Immagine
Via Nazionale, 148
16039 Sestri Levante (GE)
Tel. 347-9050670

 

Bagnun – ricetta tipica

Oggi cucina tipica ligure, e nessuna ricetta tipica pasquale. Prepariamo il piatto detto “bagnun” o zuppa di acciughe, piatto derivato dalla tradizione marinaresca abbinata ai prodotti dell’ orto.

Recuperate dal vostro pescivendolo di fiducia un chilo di acciughe fresche, pulitele o fatele pulire. In una padella fate andare olio d’ oliva e due acciughe sotto sale, fate andare a fuoco basso sino a sciogliere le acciughe agitando con il cucchiaio di legno. Aggiungente cipolla tritata e spicchio d’ aglio, fate appassire. Sfumate con il vino bianco, aggiungete pomodoro fresco (o passata), brodo di pesce, incoperchiate e fate andare sino ad avere un sughetto liquido.

Aggiungete le acciughe fresche, lasciando andare a fuoco basso e regolate di sale e pepe.

Nel frattempo preparate fette di pane casareccio (o gallette se le trovate) strofinando con l’ aglio a seconda di quanto vi piace. Mettetele sul fondo di un piatto fondo e  versate il brodino caldo in ogni piatto preparato con le fette di pane.

Accompagnate con vermentino ligure.

Microstock parte II

Benvenuti alla seconda parte dell’ articolo relativo al microstock.
Ora abbiamo un idea di che foto vengono accettate dai selezionatori dei vari siti cerchiamo di capire quali sono le immagini che vendono.

In primo luogo occorre cercare di capire la mentalità di chi si rivolge al sito di stock. L’ utente è solitamente un illustratore/grafico/webmaster che deve trovare l’ immagine giusta per il lavoro che sta preparando, ha quindi le idee molto chiare su quello che vuole e, per questo inserirà una descrizione molto dettagliata dell’ immagine e qui esce fuori l’importanza dell’ indicizzazione precisa.

Partiamo quindi dal concetto che nei database ci sono milioni di foto e per vendere le nostre dobbiamo cercare un modo di emergere e farci notare, altrimenti non possiamo competere con i professionisti che caricano centinaia di foto al giorno.

Dobbiamo quindi inserire e taggare immagini particolari, ovvero non mettete una foto di una donna vestita da sposa. Ce ne saranno migliaia di più belle della vostra, però se mettete una sposa che corre con un ascia in mano probabilmente la vostra sarà l’ unica (ho controllato non ci sono foto di spose con ascie in mano).

Se mettete un panorama, non mettete il Duomo di Milano. Ci saranno migliaia di immagini simili, mettete il Duomo di Rocca Di Sotto di cui siete gli unici ad avere la foto. Quando troveranno un affresco del 200 in quella chiesa tutti cercheranno le foto per illustrare gli articoli e compreranno la vostra; sappiate che ci sono agenzie che cercano le foto di tutti i paesi di Italia (sono più di 8.000) da tenere in archivio per fornirle eventualmente ai quotidiani.
Vi state chiedendo il perchè? Immaginate che domani commettano un omicidio efferato a Rondanina (30 abitanti in provincia di GE), pensate che giornali e settimanali nazionali mandino un fotografo a scattare per illustrare l’ articolo? No di certo, cercheranno in agenzia la foto del municipio, della chiesa o la panoramica.

Scandagliate il sito dove volete caricare le foto alla ricerca delle tag e delle combinazioni di tag con meno risultati in modo da cercare di colmare i vuoti con le vostre immagini.
Ad esempio: gatto > 100.000 risultati; gatto + verde > 10.000 risultati; gatto + verde+grasso > 100 risultati.

Vedete come sia inutile mettere la foto di un gatto e basta, quindi prima di scattare dedicate del tempo a selezionare le chiavi di ricerca meno fornite ed indirizzate i vostri shooting in quella direzione.

La puntata precedente qui.

due minuti a mezzanotte

Post di propaganda al nuovo concorso letterario del guru dei blogger Alessandro McNab Girola.

Siccome sono pigro copio/incollo il post di presentazione:

Cos’è: Una storia di fantascienza a carattere supereroistico composta da capitoli consequenziali. Ciascun capitolo verrà scritto da un autore diverso, a intervalli regolari, ossia una volta alla settimana, di martedì. Proroghe o ritardi funzionali agli impegni dei vari partecipanti saranno ammessi solo come eccezioni.
Cosa c’è da fare, in pratica? Seguire la storia, leggere TUTTI i capitoli e proseguire la narrazione col proprio contributo.
Ordine di scrittura: Lo deciderò a breve e verrà pubblicato appena possibile. Se ci saranno cambi da apportare verranno fatti purché me li comunichiate in tempo utile (quindici giorni prima) per effettuare un cambio. In linea di massima i cambi di turno andranno a scalare. Se l’utente n° 12 chiederà il cambio verrà sostituito dal n° 13, di cui prenderà il posto.
Se qualcuno darà forfait senza fornire spiegazioni, oltre a beccarsi le mie macumbe più terribili, verrà cancellato dal progetto.
Lunghezza dei capitoli: Non meno di 500 parole, non più di 1000 parole (ma se saranno 480 o 1100 nessuno vi prenderà a cinghiate). Eccezioni ben accette per il capitolo iniziale e quello finale.
Tempo di scrittura: Circa sei giorni a capitolo. Considerando che Due minuti a mezzanotteverrà aggiornato ogni martedì, devo avere ogni nuovo capitolo da pubblicare tassativamenteentro il lunedì, non oltre le 16.00 di pomeriggio.
Dove inviare il capitolo[email protected]
In che formato mandare i capitoli? Vanno bene gli .rtf, i .doc, e gli .odt. NON vanno bene i PDF, i MOBI e gli ePub.
La trama: Come già detto, siamo dalle parti della fantascienza supereroistica. Trovate unaguida minimale allo scenario esattamente qui. Consideratelo come un punto di partenza, le fondamenta su cui costruire una storia e un’ambientazione di cui TUTTI sarete artefici.
Siete liberi di dar sfogo alla vostra creatività, seguendo tre criteri di coerenza:
– Coerenza alla traccia base da me creata;
– Coerenza a quanto scritto dai colleghi nei capitoli precedenti (se il n°13 ha introdotto il personaggio Johnny Mage, studioso di arti arcane, caucasico di trent’anni, il partecipante n°14 non lo può far diventare un afroamericano di quarantacinque anni che gioca a Baseball).
– Coerenza alla lista minima di temi ammessi non ammessi che segue.
Lista dei temi non ammessi
  • Ogni deriva fantasy eccessiva, elfi, gnomi, fatine, draghi etc, non è gradita. Qualche spunto ci sta, se orchestrato in maniera consona alla storia, ma questa NON è una storia di fantasy classico.
  • Comicità, parodie e buffonate: non sono gradite. Battute e spunti ironici ci stanno, ma questa round robin vuole puntare a un taglio prevalentemente serio e drammatico.
  • Scopiazzature: non provateci. Cliché stereotipi e omaggi sono ok, plagi palesi sono proibiti. Volete introdurre un vendicatore nero vestito che si chiama Ownlman? Per me va benissimo, ma cercate di caratterizzarlo in modo che non sia la copia carbone di Batman.
  • Sottotesti: non è nostra intenzione creare un manuale di etica, di politica o di morale. Non è certo proibito utilizzare personaggi fortemente ideologizzati. Tutto deve essere in armonia con la storia e con le caratterizzazioni dei personaggi già creati/utilizzati dagli altri partecipanti. Se Owlman nel capitolo 5 è un giustiziere amante dei metodi spicci e senza troppe remore ad ammazzare i criminali, non è accettabile che nel capitolo 8 si comporti come un pacifista liberal contrario alla pena di morte.
  • Non utilizzate gli pseudonimi/anagrammi di altri partecipanti per trasformarli in personaggi narrativi. Non siamo qui per farci i complimenti a vicenda, bensì per inventare qualcosa di bello e (possibilmente) memorabile.
Lista dei temi graditi
  • È gradita la caratterizzazione di personaggi supereroistici in chiave moderna, sulla falsariga di saghe quali UltimatesSupreme PowerIrredeemableBatman Begins etc etc.
  • È altrettanto gradita la caratterizzazione di qualche personaggio pulp, in stile golden age (vedi The ShadowThe SpiritCapitan Marvel etc etc). Come dite? È una tematica che stride con quella precedente? Può darsi, ma la vostra bravura starà nell’amalgamare i diversi elementi.
  • Non solo siete autorizzati a riutilizzare i personaggi inventati dagli altri partecipanti, bensì siete incoraggiati a farlo!
  • È possibile inserire link a documenti esterni (foto, filmati, musica etc etc), purché in tema con la trama e col capitolo che avete scritto.
  • È incoraggiato l’utilizzo di elementi sfiziosi tipici di una certa tradizione fumettistica – protoscienza, fisica quantistica, spunti ucronici, il tema del doppio etc et. Se però non ve la sentite/non siete in grado di padroneggiare qualcosa del genere, non preoccupatevi e concentrate il vostro capitolo su altri aspetti.
  • Ibridazioni con altri generi – noir, horror, poliziesco etc – sono apprezzati, purché non stravolgano l’essenza della storia.
  • Omaggi, easter egg, inside jokes sono piacevoli e arricchiscono la storia, quindi sono accettati e incoraggiati, purché non siano ridondanti ed eccessivamente invasivi.

Microstock! – parte I

Visto l’ articolo di lunedì, oggi voglio parlare di foto depositate preso le agenzie di Microstock.

Cos’è il Microstock. Con l’ avvento del digitale e della rete, le agenzie fotografiche tradizionali, che custodivano milioni di diapositive originali e negativi sono andate in crisi. Loro e il loro tipo di licenza che costava qualche centinaia di euro a foto e consentiva utilizzi limitati. Le nuove agenzie si sono lanciate sul mercato forti della licenza RF (Royalty free) che consente infiniti utilizzi della foto comprata per pochi euro e, per rimpolpare l’ archivio hanno aperto le loro porte a tutti , forti del passaparola in Rete, senza scandalizzarsi se a caricare foto fossero fotografi D.O.C. o semplici appassionati, limitandosi a valutare la foto per quella che erano.
In pochi anni si sono costruiti un archivio di milioni di immagini che consente lauti guadagni  anche con vendita di licenze a pochi centesimi.

Alcuni anni fa ho inziato anche io a caricare foto sul sito di Fotolia. Non è certo la mia attività principale, però vediamo di raccontare qualche particolare di questa attività.

Che cosa caricare. Scordatevi di scaricare tutto il vostro archivio, le foto da microstock hanno caratteristiche peculiari e devono rispondere a standard precisi che sono elencati nei vari portali. Comunque in via generica le foto devono essere:

  1. tecnicamente perfette. Ingranditele al 100% e controllate la messa a fuoco, se non è precisa scartate pure la foto perchè non verrà accettata. Scartate anche foto con aree bruciate o ombre troppo chiuse, colori slavati o artefatti dovuti al rumore. Non vengono accettate foto croppate o riscalate.
  2. Senza marchi riconoscibili. Cancellate marchi di vestiti, targhe, nomi, loghi. Anche  certi oggetti non possono essere accettati. Un iPhone è riconoscibile anche se cancellate il logo.
  3. Senza persone riconoscibili. A meno di non possedere l’ apposita liberatoria correttamente compilata non caricate foto dove ci sono persone (fosse anche un panorama con due turisti) verrebbe scartata subito.

Rispettare queste regole aumenta di molto la probabilità che la foto venga accettata ma questo non è tutto,  altrettanto importante è l’ inserimento delle tag o parole chiave. Queste sono le parole associate all’ immagine che vengono utilizzate dal motore di ricerca per i risultati. Se conoscete l’ inglese (bene) mettete direttamente le parole in inglese altrimenti dovete affidarvi al traduttore automatico con i rischi insiti nella traduzione eseguita in maniera automatica.
Anche l’ ordine in cui inserite le parole è importante, perchè le prime hanno un peso maggiore nell’ indicizzazione.
Cercate di essere precisi perchè far uscire la vostra foto da un archivio di 16 milioni di immagine non è semplice!

Si, tutto ok. Ma quali sono le foto che vendono? Ne parleremo nel prossimo articolo…

Foto e colpo d’ occhio

Oggi parliamo nuovamente di fotografia a livello commerciale, con una puntata nel mondo del microstock, a cui dedicheremo degli articoli a parte essendo un mondo molto variegato, complesso e pieno di interessanti spunti.

Antefatto, io sono uno dei tre milioni di fotografi che ha foto depositate sul portale Fotolia, agenzia che penso essere il leader nel settore del microstock con circa 16 milioni di immagini archiviate sui propri server. Ora capite benissimo che con un tale archivio riuscire a vendere una foto bisogna essere mooolto bravi o molto fortunati, in quanto, un potenziale cliente che cerca una foto specifica, ha una probabilità su 16 milioni di trovare la vostra, praticamente come fare 6 al superenalotto, quindi quando si caricano foto su questi server bisogna sapere bene come funziona il sistema e cosa interessa ai clienti. In un prossimo articolo parleremo di come lavorare con i microstock;
nota bene: io non vivo certo con i denari guadagnati così.

Fatta questa doverosa premessa torniamo in argomento.
Io e Emanuela, la mia modella/socia avevamo appena finito un servizio; lei, vista la temperatura glaciale, aveva indossato una giacca con il cappuccio bordato in pelo, probabilmente più adatta al polo nord che ad una cittadina di mare. Mentre riponevo l’ attrezzatura, suggestionato forse dalle recensioni dei miei colleghi blogger super-esperti di cinema (Lucia e Germano) mi sono venute in mente le atmosfere del Polo Nord ed ho pensato di scattare qualche foto…non si sa mai.

…per problemi di copy non ho messo l’ originale ma, una copia

Dopo qualche mese, qualcuno ha comprato due volte l’ immagine.

Questo per evidenziare come, occorra sempre cercare di pensare non all’ oggi ma al dopodomani ed essere sempre ricettivi a quello che si è visto sui giornali, in televisione, in rete per avere gli spunti e le idee fresche.

Ormai i ringraziamenti alla mia socia/modella/collega Emanuela stanno diventando un punto fisso degli articoli, anzi penso che il prossimo lo farò scrivere direttamente a lei.!

Carpaccio estivo

Ritorniamo alle ricette estive, e prepariamo un carpaccio quasi classico per queste giornate che si annunciano sempre più calde.

Andiamo dal nostro pescivendolo di fiducia e facciamoci tagliare qualche fettina sottile del pesce fresco che ha sul banco, gallinella, pesce spada, cernia a seconda di quello che c’è fresco. Disponiamolo nel piatto di portata, possibilmente in uno strato solo. A parte preparate un emulsione di olio, limone, sale e pepe. Sbattetela bene e suddividetela in due parti, con la prima parte bagnate le fette di pesce e mettete in frigo.
Al resto della salsa aggiungete un cucchiaio di mostarda e sbattete fino a scioglierla, con questa salsina condite l’ insalatina verde che avete preparato a parte.

Versate la salsina sull’ insalata e conditela, disponendola su di un piatto da portata. Tirate fuori dal frigo il pesce e poggiatelo sulla verzura condita scolando la marinatura. Portate in tavola con dei crostini di pane.

Se il pesce è freschissimo per la marinatura basta una mezz’ ora, altrimenti allungate i tempi.
Accompagnamo con un  bianco frizzante secco a temperatura di frigo